lunedì 18 gennaio 2010
mercoledì 13 gennaio 2010
lunedì 11 gennaio 2010
Acqua pubblica: la difesa scorre su Facebook
La Provincia di Varese - 10 gennaio 2010
sabato 9 gennaio 2010
Per l'acqua pubblica a Solbiate Olona
Secondo le associazioni dei consumatori, la liberalizzazione dell'acqua prevista dal decreto peserà sulle tasche degli italiani con aumenti a due cifre, compresi tra il 30 e il 40 per cento. Per il Codacons, ad esempio, "si profila una vera e propria stangata". "Se consideriamo in 3 anni il tempo necessario perchè il nuovo sistema vada a regime, alla fine di questo processo il rischio concreto è quello di un aumento medio del 30 per cento delle tariffe dell'acqua". Ancora più drastico il parere del responsabile dei servizi a rete del Movimento Difesa del Cittadino (Mdc), secondo il quale "gli aumenti in bolletta supereranno il 40 per cento", visto che "si aggiungerà la necessità dei profitto delle Spa con inevitabili conseguenze sulle tariffe". (Fonte)
L'acqua è un bene vitale, necessario per soddisfare i nostri bisogni fondamentali, come bere, cucinare e lavarsi. Per questo motivo l'acqua deve essere garantita e deve essere accessibile a tutti, a chi percepisce uno stipendio a quattro o cinque zeri, così come a chi percepisce uno stipendio a due o tre zeri. Uno dei modi per essere sicuri che le tariffe dell'acqua non subiscano un aumento spropositato (perché gestite da aziende private, che prima di tutto guardano al proprio interesse, e poi al bene comune) è agire a livello comunale, impegnando il Comune a mantenere pubblica la gestione dell'acqua.
Per questo motivo il PD di Solbiate Olona ha proposto, in data 9 gennaio 2010, al Consiglio Comunale di adottare una delibera a tutela dell'acqua pubblica. L'acqua è e deve rimanere di tutti!Diciamo tutti no alla privatizzazione dell'acqua e al guadagno di pochi, e guardiamo al bene di tutti noi.
E c'è anche il gruppo su Facebook.
La nostra proposta:
Proposta_di_delibera_-_acqua
La lettera di accompagnamento:
Lettera_allegata_acqua
venerdì 8 gennaio 2010
M'illumino di meno 2010

In questi anni, grazie al supporto di istituzioni, scuole, associazioni, aziende e privati cittadini, abbiamo contribuito alla diffusione di una maggior consapevolezza sulle conseguenze del consumo indiscriminato di energia: la riduzione degli sprechi e l’attenzione alle fonti alternative sono diventate parole d’ordine familiari per i nostri ascoltatori. Sulla scia di questa nuova sensibilità, è giunto il momento di fare un passo avanti rispetto allo spegnimento simbolico in nome del risparmio e di proporre un’accensione virtuosa all’insegna dello sviluppo delle energie rinnovabili. In questi anni abbiamo imparato a risparmiare, ora impariamo a produrre meglio e a pretendere energia pulita.
Allo stadio attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse. Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy adottando un sistema pulito per accendere tutti insieme le luci il 12 febbraio 2010. L’intento è duplice: da un lato verificare in prima persona che le tecnologie attualmente disponibili sono efficaci e rappresentano alternative realistiche, dall’altro dare un segnale simbolico di fiducia nelle energie rinnovabili e nello sviluppo di un modello di economia sostenibile.
Nelle piazze spente di tutt’Italia si accenderanno luci “virtuose” alimentate a energia rinnovabile o dimostrazioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso ad una gestione più “illuminata” del nostro futuro. Per raccontare questa festa dell’energia pulita, il 12 febbraio Caterpillar andrà in onda eccezionalmente dai Mercati Traianei in Roma, coinvolgendo cittadini, scuole, istituzioni e associazioni in una rassegna di luci belle, creative e pulite, escogitate ad hoc, con un concerto finale rigorosamente a impatto zero.
La campagna di M’illumino di meno si protrarrà dal 4 gennaio al 12 febbraio dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative per produrre e distribuire l’energia in modo pulito, responsabile e sostenibile. Una torcia a energia pulita viaggerà per l’Italia, sul modello del tragitto della fiaccola olimpica, alla ricerca di punti di rifornimento a fonti rinnovabili, per giungere fino a Roma e “accendere” la festa del 12 febbraio. Su http://www.caterpillar.rai.it/, sarà possibile segnalare la propria adesione e trovare tutti i materiali per diffondere l’iniziativa nei posti di lavoro, a scuola o nella propria città.
martedì 29 dicembre 2009
Opposizione extraconsigliare
Oggi La Prealpina cita Ivan Vaghi e il PD di Solbiate, in un articolo che racconta l’ultimo Consiglio comunale (del 10 dicembre!). Credo abbia preso spunto dal nostro report.
In via Isonzo sorgeranno ben sei palazzine, in tutto settanta appartamenti. E su questa decisione è arrivata, forse, la prima crepa nella maggioranza di Luigi Melis. Il consigliere Marco Bazzani si è infatti astenuto dal voto in consiglio comunale proprio in merito al piano di lottizzazione di via Isonzo. La bomba è scoppiata non tanto durante l’accesa discussione fra il Sindaco Melis e Antonello Colombo (ex primo cittadino per due mandati dal 1994 al 2004 ora all’opposizione nella lista Progetto Solbiate) ma quando il sindaco uscente Giuseppe Bianchi ha chiesto cosa ne pensassero i consiglieri di maggioranza in merito al progetto che fra l’altro non era passato in nessuna commissione. L’intervento di lottizzazione vede anche il capogruppo di maggioranza Luigi Colombo come direttore dei lavori (e infatti proprio l’architetto Colombo al momento della discussione è uscito dall’aula consiliare). Il progetto comunque porterà al paese 87mila euro e 38 posti auto. Questa approvazione non è piaciuta ad Antonello Colombo, Ivan Vaghi del PD e Simona Cassarà della Lega Nord. “Vorremmo capire per quale motivo un intervento del valore di 14 milioni di euro non sia passato quanto meno da una commissione edilizia – ha sottolineato Antonello Colombo – la mia colpa è quella di aver trasformato la zona da agricola a residenziale. Inoltre mi spiace constatare che si era abolita proprio lo commissione edilizia e poi si è andati alla votazione di questo piano di lottizzazione”. Il Sindaco Melis ha sottolineato che questi progetti erano nati in seno alle vecchie amministrazioni, proprio fra Antonello Colombo e Giuseppe Bianchi.
Credo che la vicenda sia sufficientemente chiara.
Cosa ne penso io, lo trovate qui.
p.s. la cosa divertente sono i 38 posti auto, a fronte di 70 appartamenti.
S.C.
mercoledì 23 dicembre 2009
Non crocifiggetemi
Allora in teoria dovrei stare zitto, e invece no, perché se il Vaticano mi ha fatto subire la beatificazione di Pio IX e prossimamente anche quella di Pio XII allora vale tutto, anche che un credente come me si esprima a favore della sentenza della Corte Europea, perché se non altro ha il merito di mettere fine ad una vera ipocrisia. Io sto perdendo degli amici perché ho provato a costringerli a riflettere su quello che dicono e quello che fanno, perché si nascondono dietro il crocifisso per avere l’alibi di esternare il loro odio, perché vanno in chiesa la domenica e fanno finta di dimenticarsi che la prima cosa che ti insegnano a catechismo è che Dio è amore. Come si fa a professarsi cristiani ed esultare se decine di poveri cristi (e non uso questo termine a caso) vengono respinti e costretti a morire in mezzo al mare? Come si fa ad essere cristiani e non accorgersi che qualcuno sta usando i simboli della nostra religione per fare carriera politica? Come si fa ad esaltare il crocifisso e dimenticare che rappresenta un uomo che è morto per tutti ma soprattutto per gli ultimi, quando invece noi gli ultimi non li vogliamo vedere nemmeno in fotografia? Come si fa a non capire che stiamo confondendo il Vangelo con un’esasperante e irreversibile professione di egoismo? Come si fa a dimenticarsi che non basta dire “Signore, Signore”?
Paolo VI (che non sarà mai proclamato beato anche se è quello che lo merita più di tutti) diceva che il primo vicario di Cristo in terra è la nostra coscienza. Non posso che essere d’accordo, il problema è che la nostra coscienza l’abbiamo imbavagliata ed è una cosa che non ci riguarda più. La gente oggi ha paura dei minareti perché sa che la sua fede è debole e che non avrà le armi per contrastare chi ce l’ha più forte, e la sua rivolta è una rivolta egoistica e conservatrice, perché ha paura di perdere insieme alla fede, di cui gli interessa poco, soprattutto il suo consolante e qualunquistico modo di vivere, i suoi privilegi e il suo benessere, di cui invece gli interessa enormemente. Quando sono a messa mi guardo intorno e vedo un nugolo di bambini di età compresa tra prima elementare e cresima, poi un buco terrificante fino ai cinquantenni (più o meno), i seminari sono vuoti, l’età media dei fedeli aumenta sempre più. E’ con queste armi che vogliamo contrastare l’arrivo delle altre religioni? Vedo intorno a me tanti crociati da quattro soldi che si credono i paladini della cristianità quando invece sono solo le patetiche retroguardie di un mondo che si sta consumando, e che pensa che basti appendere al muro un’immagine per guadagnarsi il Paradiso.
Non voglio nemmeno pensare a quanta gente non mi rivolgerà più la parola dopo questo intervento, anche se il crocifisso in casa ce l’ho e ce l’ho pure al collo, e non mi disturba certo vederlo in giro negli spazi pubblici o privati. Non mi disturba vedere nemmeno la mezzaluna o la croce di David o niente di religioso, perché la Religione, che è espressione della fede, riguarda la dimensione privata della nostra esistenza, e come tale va rispettata a prescindere, ma non bisogna essere obbligati ad esibirla. Se la dimensione diventa forzatamente pubblica c’è qualcosa che non va, c’è la volontà di usarla la Religione, non di viverla, e questo vale per tutte le religioni di tutti i paesi del mondo. Dicono che il Cattolicesimo fa parte della nostra cultura e della nostra civiltà, e che lo abbiamo scritto anche nella Costituzione. A parte il fatto che si devono decidere, o la Costituzione è da rifare o va bene così, perché io non l’ho capito, e poi ricordo che l’inclusione dei Patti Lateranensi nella Costituzione, unico caso al mondo di un accordo internazionale inserito nella Costituzione di uno stato sovrano, non è stata altro che “merce” di scambio: i cattolici la volevano altrimenti non si andava avanti, e comunisti e socialisti hanno accettato altrimenti c’era il rischio di un ritardo forse fondamentale nell’avvio di un paese democratico e pacificato, cosa impossibile senza la legge fondamentale e fondante della Carta costituzionale, perché tra l’altro c’era la necessità di superare le tensioni sociali e politiche dell’immediato dopoguerra. Per quanto riguarda la cultura e la civiltà cito semplicemente la frase di Josè Dolores, il protagonista del film Queimada, che mentre sta per essere portato al patibolo, lui schiavo che si è ribellato ai cattolicissimi colonialisti, dice: “Sarebbe questa la vostra civiltà?”
E comunque, lo Stato che impone una religione e i suoi simboli è uno stato teocratico (quello che applica le leggi divine alla vita civile) e non democratico, né tantomeno laico. Che l’Italia sia uno stato teocratico (nel senso che è la Chiesa che decide le leggi) è cosa nota, ma non è detto che sia giusto, e che non si debba nemmeno provare a farlo diventare un paese laico è sicuramente inaccettabile. Se qualcuno è disposto a riflettere senza considerarmi un eretico anti cristiano da mettere al rogo solo perché credo fermamente nella distinzione tra Stato e Chiesa, direi che il Natale è il momento giusto per farlo. Non confondiamo il senso di appartenenza come qualcosa che è necessariamente giusto da contrapporre a qualcosa d’altro che è sicuramente sbagliato, nessuno ci può togliere il nostro senso religioso se non noi stessi. La battaglia da vincere è quella con i nostri cuori e le nostre coscienze, non quella contro le altre religioni, e se vinceremo questa battaglia non c’è niente che ci possa far paura, perché ci renderemo conto che non c’è nessun bisogno di contrapposizione o di proclami contro sentenze che vogliono dare a tutti i cittadini europei pari dignità religiosa, qualsiasi essa sia. O il problema è un altro, e cioè l’istinto di prevaricare l’altro a prescindere?
Ivan Vaghi