martedì 17 aprile 2012

Il PGT è adottato, ma non ci avete convinto

Finalmente un Consiglio comunale, quello di ieri, durante il quale il dibattito è comprensibile, senza continue sovrapposizioni vocali.
In apertura il tecnico che ha prodotto il PGT, il dott. Pozzi, ha fatto una veloce panoramica "tecnica" sui vari documenti del Piano, riprendendo la presentazione che già fece qualche tempo fa. In seguito si è aperto il Consiglio comunale, con l'intervento del sindaco Melis che ha risposto ad alcune accuse rivolte alla sua amministrazione in questo periodo, ripercorrendo la storia urbanistica di Solbiate, inserendovi critiche all'operato delle passate amministrazioni, ancora "rappresentate" in Consiglio dai due ex sindaci Antonello Colombo e Giuseppe Bianchi. Il successivo dibattito è stato ricco e approfondito (finalmente), sono emerse differenti (e motivate) visioni e il sindaco Melis ha assicurato che è questo il momento in cui si apriranno le porte del PGT alla cittadinanza. Noi rimaniamo convinti dell'opportunità che tutto ciò fosse fatto prima dell'adozione del Piano in Consiglio comunale (la pensa così anche la Legge).
Non ho potuto prendere appunti, perciò riporto ai nostri lettori alcuni passaggi che ho ritenuto significativi, in ordine sparso:
  • L'amministrazione stima che in 10 anni la popolazione crescerà del 10%, un dato che è in netto contrasto con il trend demografico in atto. "A fronte di una crescita attesa prossima allo zero, se non addirittura in decremento", ha scritto l'ARPA nella sua osservazione e mi piacerebbe capire come questa stima è stata controdedotta, dato che è su questo assunto che si innestano gli interventi a scopo residenziale; sul potenziale afflusso di popolazione e relativi servizi non è stato detto nulla.
  • La delocalizzazione del cotonificio è un'opportunità che viene offerta a un imprenditore che la volesse cogliere. E' però risultato evidente dalla discussione che non esistono reali incentivi perché si concretizzi; inoltre non è stato chiarito se le tre aree convertite in industriali sono destinate esclusivamente alla delocalizzazione o anche a insediamenti industriali "normali";
  • Siccome c'è lo svincolo - un'opera che l'amministrazione Melis non ha voluto, ma richiesta dall'amministrazione Colombo - e l'area è rovinata, meglio rovinarla ulteriormente "rivalutandola" e cercando di riportare allo stato naturale dei pezzi della Valle. Il risultato viene ottenuto perché una delle tre aree destinate alla delocalizzazione del cotonificio è situata in via Combattenti, la più vasta e appetibile. Su questo punto possiamo dire che "avevamo ragione noi"? Lo svincolo di Pedemontana è stato il peccato originale, che inevitabilmente, prima o poi, avrebbe portato qualcuno a compiere questo ragionamento, edificando ulteriormente l'area circostante allo svincolo stesso.
  • L'amministrazione dichiara di aver tenuto conto delle osservazioni di ARPA e Provincia, che sono state controdedotte e che potranno essere ulteriormente prese in considerazione durante la fase amministrativa/procedurale che si è aperta oggi;
  • Al parco di Villa Tobler non è stata garantita una maggiore "protezione" e la maggioranza ci lavorerà;
  • Non è stato chiarito se il proprietario del golf, grazie alle modifiche portate dal PGT, potrà sfruttare i residui edificatori dell'area dell'Hotel - destinati a terziario - per costruire villette sul golf. Da più parti si è sentito dire che il proprietario di quell'area ha da tempo avanzato richieste in questa direzione.
  • Il bosco di querce dietro a via dei Ronchi non è un bosco di querce, perché non ce ne sono abbastanza per definirlo come tale; inoltre non è stato chiarito se effettivamente su quell'area, destinata a verde pubblico, si possa costruire o meno. E' stato infine fatto notare dall'assessore come quella sia un'area poco appetibile, data la vicinanza di Pedemontana, ma è stata ribadito il concetto secondo il quale il PGT offre delle opportunità, che l'amministrazione spera vengano colte integralmente, ma non è detto che ciò avvenga;
  • Per incentivare il commercio sull'asse centrale del paese sostanzialmente non è stato previsto nulla. E' stata riproposta l'idea dei negozi polifunzionali, ma non credo che siano citati nel PGT.
Infine ci siamo sentiti tirati in ballo quando l'assessore De Simone ha voluto ribadire - sulla base di alcuni dati che sinceramente non ricordo - che il PGT non comporta una cementificazione selvaggia. Noi, purtroppo, rimaniamo convinti che invece sia il contrario. Non siamo in grado di citare dati, ma siamo in grado di offrire una lettura "politica", parola tanto disprezzata, ai tempi del trionfo della tecnica. La nostra lettura è la migliore che le nostre competenze, ma soprattutto le nostre capacità di rielaborazione, ci permettano di fare. Eravamo, siamo e rimarremo convinti che una delle priorità delle amministrazioni pubbliche debba essere disincentivare il consumo di suolo, fino a bloccarlo. Non ci convincono i ragionamenti che partono dalle "situazioni di fatto", perché ogni situazione di fatto è un pezzettino di cemento che si aggiunge alla cascata di cemento che inonda, da anni, questi territori. C'è il traffico, e allora facciamo Pedemontana. E c'è Pedemontana, e allora facciamo lo svincolo. E c'è lo svincolo, e allora facciamoci un'area industriale. E c'è l'area industriale, e allora cosa faremo? E dispiace rilevarlo, ma anche il discorso iniziale del Sindaco, rivangando le operazioni urbanistiche dal dopoguerra a oggi, va in questa direzione. Le cose cambiano, cambiandole.

Per questo c'è da capovolgere l'approccio. Non partiamo dalle situazioni di fatto per guardare al miglior compromesso possibile, ma capovolgiamo il ragionamento: da ciò che vorremmo a ciò che si può fare, non da ciò che c'è a quel che si può ottenere negoziando. Invece è stato fatto l'opposto, sancendo l'inviolabilità del diritto edificatorio, il più stupido dei diritti. Tra l'altro dobbiamo ricordare che l'incentivo alla delocalizzazione è dato da un consumo doppio di suolo rispetto al suolo "recuperato" in Valle. E "recuperato" va tra virgolette, perché riportare allo stato naturale terreni fortemente usurati da un'intensa attività industriale è operazione lodevole e da incentivare, ma non è un'operazione semplice.

Tutte queste cose - lo ripeto per l'ennesima volta - avremmo potuto dirle, discuterle, rielaborarle, argomentarle, prima dell'adozione di ieri sera. Perché lo sappiamo che ora si apre una fase di discussione, ma l'adozione, inevitabilmente, irrigidisce il dibattito, già irrigidito dalla mancanza di apertura dell'amministrazione.

Stefano

2 commenti:

S.C. ha detto...

«'Trattiamo bene la terra su cui viviamo: essa non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli', recita un proverbi masai. [...] I masai guardano al futuro per difendere il presente; al contrario, da noi si guarda al passato per distruggere il futuro».

Anonimo ha detto...

Guardando il consiglio comunale del 16 mi sono ancor piu’ convinto che quando si producono pesanti volumi di carta per definire qualcosa, alla fine non c’e’ piu’ nulla di chiaro e certo. Prendiamo come condizione fondamentale e indispensabile (mah) la delocalizzazione delle aree industriali del fondovalle e conseguentemente individuazione di una zona a questo scopo. Prendiamo un documento che stabilisce questa “opportunità”. Prendiamo una assemblea durante la quale contiamo sulla presenza del tecnico che ha contribuito alla stesura del PGT e dell’assessore competente. Alla non nuova domanda “ma dove si dice che quell’area non si possa utilizzare anche per attivita’ ‘normale’ e non solo di delocalizzazione” c’e’ il panico.
“C’è!”
“Dove?”
“Non lo sappiamo ma c’è!”
“Sì, ma dove?”
“Anche il tecnico dice che c’è! “
Si aggiunge anche che “il PGT e’ uno strumento flessibile, una volta che l’opportunita’ non venisse colta si studieranno e si valuteranno altre soluzioni”.
Ok, ma ancora non sappiamo dove cercare questo vincolo.
Io sono un tipo troppo pratico e forse nella mia ingenuita’ mi risulta davvero troppo semplice immaginare che su un documento che stabilisce regole chiare si possa scrivere a caratteri chiari che un’area e’ destinata a uno scopo, a quello e basta!
Il fatto che la minoranza non abbia trovato questo passaggio chiave, l’assessore sia costretto a provare imbarazzo nel dire “mi dicono che c’è ma non so dove” e che la lettura sia quindi un privilegio di chi ha realizzato il documento mi fa pensare che il PGT (non ho idea se sia una prerogativa comune o solo dell’edizione solbiatese ) sia uno strumento poco chiaro.
Cio’ vale anche per le domande circa l’utilizzo dell’area ora coperta da verdi prati e laghetti artificiali all’interno del Golf. Forse a causa della mia totale impreparazione non ho colto risposte chiare, tuttavia penso possa essere un buon servizio che gli amministratori “traducano” il documento “tecnico” in qualcosa che anche i non “tecnici” come me possano capire, almeno su questi punti piu’ volte discussi. Non è un obbligo ma sarebbe cosa gradita.