martedì 29 dicembre 2009

Opposizione extraconsigliare

Oggi La Prealpina cita Ivan Vaghi e il PD di Solbiate, in un articolo che racconta l’ultimo Consiglio comunale (del 10 dicembre!). Credo abbia preso spunto dal nostro report.

In via Isonzo sorgeranno ben sei palazzine, in tutto settanta appartamenti. E su questa decisione è arrivata, forse, la prima crepa nella maggioranza di Luigi Melis. Il consigliere Marco Bazzani si è infatti astenuto dal voto in consiglio comunale proprio in merito al piano di lottizzazione di via Isonzo. La bomba è scoppiata non tanto durante l’accesa discussione fra il Sindaco Melis e Antonello Colombo (ex primo cittadino per due mandati dal 1994 al 2004 ora all’opposizione nella lista Progetto Solbiate) ma quando il sindaco uscente Giuseppe Bianchi ha chiesto cosa ne pensassero i consiglieri di maggioranza in merito al progetto che fra l’altro non era passato in nessuna commissione. L’intervento di lottizzazione vede anche il capogruppo di maggioranza Luigi Colombo come direttore dei lavori (e infatti proprio l’architetto Colombo al momento della discussione è uscito dall’aula consiliare). Il progetto comunque porterà al paese 87mila euro e 38 posti auto. Questa approvazione non è piaciuta ad Antonello Colombo, Ivan Vaghi del PD e Simona Cassarà della Lega Nord. “Vorremmo capire per quale motivo un intervento del valore di 14 milioni di euro non sia passato quanto meno da una commissione edilizia – ha sottolineato Antonello Colombo – la mia colpa è quella di aver trasformato la zona da agricola a residenziale. Inoltre mi spiace constatare che si era abolita proprio lo commissione edilizia e poi si è andati alla votazione di questo piano di lottizzazione”. Il Sindaco Melis ha sottolineato che questi progetti erano nati in seno alle vecchie amministrazioni, proprio fra Antonello Colombo e Giuseppe Bianchi.

Credo che la vicenda sia sufficientemente chiara.

Cosa ne penso io, lo trovate qui.

p.s. la cosa divertente sono i 38 posti auto, a fronte di 70 appartamenti.

S.C.

mercoledì 23 dicembre 2009

Non crocifiggetemi

Leggendo il “proclama” del gruppo amministrativo della Voce Solbiatese, che ringrazia il governo per la protesta alla decisione della Corte Europea sull’affissione dei crocifissi, mi sono venute in mente molte cose, la prima delle quali riguarda l’opportunità “politica” di esprimere un’opinione qualsiasi sull’argomento. Lo sappiamo tutti, la questione religiosa in Italia è intoccabile a meno che non si esprima una posizione sovrapponibile a quella ufficiale della Chiesa, altrimenti si perdono voti, è matematico. Figuriamoci a Solbiate Olona. Sotto Natale poi, un suicidio.
Allora in teoria dovrei stare zitto, e invece no, perché se il Vaticano mi ha fatto subire la beatificazione di Pio IX e prossimamente anche quella di Pio XII allora vale tutto, anche che un credente come me si esprima a favore della sentenza della Corte Europea, perché se non altro ha il merito di mettere fine ad una vera ipocrisia. Io sto perdendo degli amici perché ho provato a costringerli a riflettere su quello che dicono e quello che fanno, perché si nascondono dietro il crocifisso per avere l’alibi di esternare il loro odio, perché vanno in chiesa la domenica e fanno finta di dimenticarsi che la prima cosa che ti insegnano a catechismo è che Dio è amore. Come si fa a professarsi cristiani ed esultare se decine di poveri cristi (e non uso questo termine a caso) vengono respinti e costretti a morire in mezzo al mare? Come si fa ad essere cristiani e non accorgersi che qualcuno sta usando i simboli della nostra religione per fare carriera politica? Come si fa ad esaltare il crocifisso e dimenticare che rappresenta un uomo che è morto per tutti ma soprattutto per gli ultimi, quando invece noi gli ultimi non li vogliamo vedere nemmeno in fotografia? Come si fa a non capire che stiamo confondendo il Vangelo con un’esasperante e irreversibile professione di egoismo? Come si fa a dimenticarsi che non basta dire “Signore, Signore”?
Paolo VI (che non sarà mai proclamato beato anche se è quello che lo merita più di tutti) diceva che il primo vicario di Cristo in terra è la nostra coscienza. Non posso che essere d’accordo, il problema è che la nostra coscienza l’abbiamo imbavagliata ed è una cosa che non ci riguarda più. La gente oggi ha paura dei minareti perché sa che la sua fede è debole e che non avrà le armi per contrastare chi ce l’ha più forte, e la sua rivolta è una rivolta egoistica e conservatrice, perché ha paura di perdere insieme alla fede, di cui gli interessa poco, soprattutto il suo consolante e qualunquistico modo di vivere, i suoi privilegi e il suo benessere, di cui invece gli interessa enormemente. Quando sono a messa mi guardo intorno e vedo un nugolo di bambini di età compresa tra prima elementare e cresima, poi un buco terrificante fino ai cinquantenni (più o meno), i seminari sono vuoti, l’età media dei fedeli aumenta sempre più. E’ con queste armi che vogliamo contrastare l’arrivo delle altre religioni? Vedo intorno a me tanti crociati da quattro soldi che si credono i paladini della cristianità quando invece sono solo le patetiche retroguardie di un mondo che si sta consumando, e che pensa che basti appendere al muro un’immagine per guadagnarsi il Paradiso.
Non voglio nemmeno pensare a quanta gente non mi rivolgerà più la parola dopo questo intervento, anche se il crocifisso in casa ce l’ho e ce l’ho pure al collo, e non mi disturba certo vederlo in giro negli spazi pubblici o privati. Non mi disturba vedere nemmeno la mezzaluna o la croce di David o niente di religioso, perché la Religione, che è espressione della fede, riguarda la dimensione privata della nostra esistenza, e come tale va rispettata a prescindere, ma non bisogna essere obbligati ad esibirla. Se la dimensione diventa forzatamente pubblica c’è qualcosa che non va, c’è la volontà di usarla la Religione, non di viverla, e questo vale per tutte le religioni di tutti i paesi del mondo. Dicono che il Cattolicesimo fa parte della nostra cultura e della nostra civiltà, e che lo abbiamo scritto anche nella Costituzione. A parte il fatto che si devono decidere, o la Costituzione è da rifare o va bene così, perché io non l’ho capito, e poi ricordo che l’inclusione dei Patti Lateranensi nella Costituzione, unico caso al mondo di un accordo internazionale inserito nella Costituzione di uno stato sovrano, non è stata altro che “merce” di scambio: i cattolici la volevano altrimenti non si andava avanti, e comunisti e socialisti hanno accettato altrimenti c’era il rischio di un ritardo forse fondamentale nell’avvio di un paese democratico e pacificato, cosa impossibile senza la legge fondamentale e fondante della Carta costituzionale, perché tra l’altro c’era la necessità di superare le tensioni sociali e politiche dell’immediato dopoguerra. Per quanto riguarda la cultura e la civiltà cito semplicemente la frase di Josè Dolores, il protagonista del film Queimada, che mentre sta per essere portato al patibolo, lui schiavo che si è ribellato ai cattolicissimi colonialisti, dice: “Sarebbe questa la vostra civiltà?”
E comunque, lo Stato che impone una religione e i suoi simboli è uno stato teocratico (quello che applica le leggi divine alla vita civile) e non democratico, né tantomeno laico. Che l’Italia sia uno stato teocratico (nel senso che è la Chiesa che decide le leggi) è cosa nota, ma non è detto che sia giusto, e che non si debba nemmeno provare a farlo diventare un paese laico è sicuramente inaccettabile. Se qualcuno è disposto a riflettere senza considerarmi un eretico anti cristiano da mettere al rogo solo perché credo fermamente nella distinzione tra Stato e Chiesa, direi che il Natale è il momento giusto per farlo. Non confondiamo il senso di appartenenza come qualcosa che è necessariamente giusto da contrapporre a qualcosa d’altro che è sicuramente sbagliato, nessuno ci può togliere il nostro senso religioso se non noi stessi. La battaglia da vincere è quella con i nostri cuori e le nostre coscienze, non quella contro le altre religioni, e se vinceremo questa battaglia non c’è niente che ci possa far paura, perché ci renderemo conto che non c’è nessun bisogno di contrapposizione o di proclami contro sentenze che vogliono dare a tutti i cittadini europei pari dignità religiosa, qualsiasi essa sia. O il problema è un altro, e cioè l’istinto di prevaricare l’altro a prescindere?

Ivan Vaghi

lunedì 21 dicembre 2009

La Scelta Democratica - Speciale Pedemontana

Potete, come sempre, scaricare il numero e stamparlo. E fornirne una copia a un vicino, a un amico o a un parente.

Numero_Pedemontana

domenica 20 dicembre 2009

Bretella di Fagnano e svincolo di Solbiate, sindaco dubbioso

Incontro con il comitato che difende il Medio-Olona. Il primo cittadino Roncari affronterà il tema della ipotetica strada tra Fagnano e Castelseprio nelle prossime riunioni di giunta.

Fagnano Olona - Il progetto di bretella di collegamento tra Fagnano Olona e Castelseprio non convince più neanche il sindaco di Fagnano Marco Roncari dopo l'incontro, avvenuto ieri (mercoledì), con il comitato di salvaguardia del Medio Olona, nato proprio per combattere questa nuova ipotetica arteria che dovrebbe mettere in comunicazione lo svincolo di Pedemontana a Solbiate Olona con la parte alta della Valle Olona. All'incontro hanno partecipato anche l'ex-vicesindaco di centrosinistra Santi Di Paola e l'attuale vice di Marco Roncari, Romano Chierichetti. Il leader del comitato Fabrizio Poncato non canta vittoria ma sottolinea il punto messo a segno dopo l'incontro di ieri: «E' stato un momento positivo di confronto - ha detto Poncato - quella strada non piace nemmeno all'attuale sindaco».

Quello di Marco Roncari non è però un no secco alla nuova strada: «Così come è stata pensata non ci piace - ha detto Roncari - non capisco perchè non sia stato preso in considerazione un rafforzamento della viabilità già esistente. Tuttavia ho visto che il progetto è stato visto e rivisto più volte e ho deciso di portarlo all'attenzione della giunta non appena sarà possibile per condividere una decisione». Il sindaco non vuole alimentare speranze eccessive e aggiunge: «Il mio non è nè un no nè un si a questa nuova strada - precisa - voglio approfondire. Ho dei dubbi e voglio parlarne con la mia giunta». Forse per il comitato è presto per cantar vittoria ma il fatto che il sindaco cominci ad esprimere una posizione che non difende il tracciato è già qualcosa. Il comitato chiede anche che venga eliminato lo svincolo e il peduncolo di Solbiate Olona ma anche su questo tema il sindaco di Fagnano non si sbilancia lasciando ogni decisione ai prossimi incontri di giunta promettendo una risposta maggiormente esaustiva prima della fine dell'anno in corso.

Fonte: varesenews.it

giovedì 17 dicembre 2009

Non tutti i ritardi vengono per nuocere

Oggi mi sono fatto centodieci minuti sul treno per andare e tornare da Milano. Per far passare il tempo, mi sono dato una bella rilettura al documento riguardante il PGT di Solbiate presentato il 27 novembre.

Vi riporto alcuni spunti e riflessioni emerse durante libere conversazioni tra i membri di giunta, dell’ufficio di piano e gli estensori del piano (l’espressione è contenuta nel documento):

* Occorre tutelare il verde (…)
* A Fagnano Olona ci sono molti appartamenti recenti inutilizzati
* Il non utilizzo è un rischio anche per nuovi interventi in Solbiate Olona
* Il mercato di Solbiate Olona è saturo: non c’è domanda

Lampadina. Blog del PD di Solbiate, il report del Consiglio comunale scritto da Ivan Vaghi:

La fase più conflittuale è stata l’approvazione del piano attuativo della zona C3. Traducendo verranno costruiti 70 appartamenti per un totale di 10500 metri cubi circa distribuiti in sei palazzine in via Vignole. E’ sorta subito una discussione accesa tra il sindaco e il consigliere Antonello Colombo, che ha accusato l’amministrazione di aver voluto dare corso a un decreto attuativo di tale rilevanza (circa un terzo della contestata area ex-Rovelli) senza dare alcun tipo di comunicazione approfondita dell’intervento. Che tra l’altro, per la prima volta nella storia di Solbiate, viene attuato senza che sia mai passato da alcuna commissione vista la solerzia con cui questa amministrazione ha abolito la commissione edilizia. La risposta del sindaco è stata una controaccusa al consigliere in qualità di ex-sindaco, perché si deve alla sua amministrazione la decisione di trasformare quell’area in edificabile. L’accusa di risposta è stata che la notizia riportata è sostanzialmente falsa in quanto all’epoca era stato diviso un terreno edificabile in due parti, una trasformata in area verde e un’altra rimasta edificabile. La stessa cosa è successa per una adiacente area verde, in modo che venisse mantenuta coerenza di destinazione con le aree vicine. Inoltre la variante voluta da questa amministrazione prevede l’inserimento di due ulteriori mappali che aumentano l’area totale edificabile, cosa mai discussa in precedenza. Risulta anche strana la velocità con cui è stata discussa in consiglio una richiesta di variante arrivata all’amministrazione solo due giorni prima e, come detto, mai discussa in commissione. Su richiesta sempre di Antonello Colombo è stata letta in aula la convezione relativa, cui il sindaco, con sprezzo del pericolo, ha aggiunto una coda che voleva essere polemica ma che rischia di essere un autogol. Ha infatti detto che era inutile raccontare questioni tecniche alla cittadinanza, usando le stesse identiche parole usate dall’amministrazione precedente quando voleva nascondere le sue operazioni, o almeno questo diceva l’allora consigliere Melis. L’indomito Antonello Colombo ha ribadito che non era stata data alcuna informazione, né tecnica né di altro tipo.
Il colpo da maestro però lo ha piazzato il consigliere Bianchi di Per Solbiate, che proprio in virtù di quella che sembra una incoerenza di comportamento dell’attuale amministrazione nei confronti delle aree edificabili, ha chiesto ai consiglieri di maggioranza cosa ne pensassero di questa operazione, dal momento che fino a pochi mesi fa si dichiaravano fieramente contrari all’operazione ex-Rovelli. Mancando il capogruppo Luigi Colombo (uscito dall’aula per non essere accusato di conflitto di interessi, dal momento che è il direttore dei lavori del complesso che verrà costruito), è stata data la parola al consigliere Bazzani, che, evidentemente in difficoltà, ha ammesso di essere perplesso su questa operazione. Difatti non ha votato a favore ma si è astenuto. Prime crepe in maggioranza? Probabilmente no, ma rimane il sospetto che i consiglieri di maggioranza non fossero completamente al corrente del progetto e la cosa non può far piacere. Al momento della votazione il consigliere Cassarà, in “quota” Lega per la lista Per Solbiate, ha votato contro, mentre gli altri due consiglieri a favore (coerentemente con un progetto portato avanti dalla precedente amministrazione). Che si sia ricordata dei padri e del cemento? Vedremo. In generale comunque la “difesa” dell’amministrazione è stata la solita: non è stata una nostra decisione, stiamo solo facendo quello che siamo costretti a fare per colpa delle amministrazioni precedenti. Prima o poi però il “bonus” finirà e saranno costretti a prendersi tutte le responsabilità.

Io, qualche incongruenza l’ho trovata.

Stefano Catone

sabato 12 dicembre 2009

Mi chiamo Giovanni Arnoldi e ho 42 anni

Mi chiamo Giovanni Arnoldi e ho 42 anni, quelli giusti per riflettere sulla vita, perché ne hai passate abbastanza per esserti fatto un’idea e sei ancora abbastanza giovane per poter rimediare agli errori e mettere in cantiere nuovi progetti. Tra le altre cose faccio anche il mediatore nella compravendita di terreni agricoli, ma più che altro sono l’uomo di fiducia di molti amici che dalle mie parti sanno ancora fidarsi della terra e la coltivano con la passione e la tenacia ereditate da numerose e ostinate generazioni di contadini. Bestemmiano anche molto perché la terra a volte si distrae e non ti dà quello che promette, e poi è sempre desiderosa di attenzioni, come una vecchia gatta. Ci si alza all’alba e si va a dormire quando è buio, tutti i giorni. Gente semplice i miei amici, e quando qualche volta qualcuno decide di vendere o comprare un pezzo di terra, o lasciarlo ai figli con la già disillusa speranza che non lo vendano per costruirci case, chiamano me e mi affidano le pratiche legali. Si fidano, d’altra parte non ho mai deluso nessuno. Le compravendite le faccio sempre nello stesso posto, la Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano, lavorando con le stesse persone, perché anche loro non mi hanno mai deluso e io mi fido. Mi piace andare a Milano, anche quando piove come oggi, anzi, Milano è bella soprattutto quando piove, il grigio le si addice. Si veste dell’abito elegante degli uomini d’affari, con le luci che escono discretamente dai lampioni e dalle vetrine del centro, ad indicare la strada ai passanti tra la nebbia e il buio dell’inizio sera di Dicembre. A casa mia il grigio è grigio, a Milano è una lunga serie di sfumature. Entro in banca con sollievo, fa davvero freddo oggi e dentro è sempre ben riscaldato. Per fortuna me la caverò in fretta perché ormai so come fare, qualche firma, qualche dettaglio, una stretta di mano e poi a casa. Ci sono le stesse persone, che ormai conosco bene, l’indaffarato agitarsi delle contrattazioni sui beni agricoli, il vecchio tavolo ottagonale al centro della stanza dove ho compilato decine e decine di distinte di versamento, i solito clienti, ormai conosco anche tutti loro. Quel tipo però non l’ho mai visto, mi incuriosisce il suo aspetto fin troppo elegante e quella sua voluminosa borsa di cuoio, lo scruto un po’ ma poi vengo distratto dal mio lavoro, dalle firme, dai dettagli e dalle strette di mano. L’ultima firma la mettiamo nel solito posto, sul vecchio tavolo ottagonale. Tra un po’ uscirò nell’elegante grigio di Milano e attraverserò di nuovo le sue strade, che di questi tempi ne stanno vedendo tante: cortei, manifestazioni, occupazioni. Io non me ne intendo tanto di politica, alla terra della politica importa poco e io le do retta, penso solo che se tanta gente protesta un motivo ci sarà. Ci sarà anche un motivo per cui quell’uomo così elegante ha dimenticato la sua pesante borsa di cuoio sotto il tavolo, strano, non è una cosa che si può dimenticare così facilmente. Spero che torni a prenderla prima che chiuda la banca, forse c’è qualcosa di importante. Bene, ho finito, posso andare a casa, domani è il 13 dicembre, Santa Lucia, dalle mie parti si festeggia come a Natale.

Giovanni Arnoldi e altri 16 clienti della banca non torneranno a casa quella sera. Quella borsa non era stata dimenticata. Era il 12 dicembre 1969.

di Ivan Vaghi

venerdì 11 dicembre 2009

12 dicembre 1969 - 2009: quarant'anni da Piazza Fontana


A 40 anni dalla strage impunita di Piazza Fontana, che segnò l´inizio della strategia della tensione e l´uso dei teoremi giudiziari e dei gruppi neofascisti come manovalanza reazionaria la situazione politica italiana è preoccupante. Emergono e prendono corpo fenomeni negativi, tutti con una valenza, attualmente o potenzialmente, antidemocratica. Il catalogo è eterogeneo, ma univoco nel segnare un indirizzo lesivo di diritti civili e di garanzie democratiche, tanto da profilare chiaramente una situazione di emergenza per la democrazia. Leggi apertamente xenofobe, discriminatorie e razziste. Aggressioni allo stato di diritto, alla divisione dei poteri e all’indipendenza della magistratura. Discredito sulle istituzioni rappresentative e di garanzia. Deformazione della prassi legislativa con il ricorso ordinario alla decretazione di urgenza e alla insistita reiterazione dei voti di fiducia. Frequenti attacchi alla Costituzione giudicata obsoleta, prodotto di un’epoca tramontata, inidonea a costituire un valido patto sociale, bisognosa di cambiamenti radicali da perseguirsi unilateralmente. Manomissione e tentata cancellazione delle garanzie della contrattazione sindacale. Esorbitante controllo sui mezzi di informazione e di formazione della pubblica opinione. Pesanti limitazioni della libertà e del diritto all’informazione. Sospensione della funzione giurisdizionale mediante una legislazione di immunità ad personam. Misconoscimento dei diritti soggettivi costituzionalmente garantiti attraverso la loro subordinazione a principi ideologici confessionali. Iniziative legislative volte a equiparare le parti antagonistiche nella lotta di liberazione nazionale, a svalutare la Resistenza come fondamento del patto costituzionale. ll tutto cementato dalla cialtronesca cultura berlusconiana dell'apparenza, della superficialità, della furbizia e della gigioneria. La cultura della solidarietà sociale, del valore dello studio e della cultura e della scienza, del rispetto del lavoro, viene irrisa. Occorre aggiungere altri aspetti più generali e, per questo, forse ancor più preoccupanti: la trasformazione della politica in spettacolarizzazione sempre più escludente una partecipazione attiva dei cittadini, e al contempo la sua sempre più accentuata personalizzazione leaderistica che ha assunto toni spesso parossistici.
Per questo dobbiamo ricordare quanto preziosa e insostituibile sia la partecipazione e la mobilitazione politica a sostegno dei valori democratici. Dobbiamo ricordare come la mobilitazione e partecipazione popolari, del movimento degli studenti, del movimento operaio e delle organizzazioni dei lavoratori, del movimento delle donne e dei giovani, degli intellettuali democratici abbia in passato costituito un argine e garantito la tenuta democratica contro le tentazioni e i tentativi antidemocratici che hanno insanguinato il paese per un non breve periodo. Stragismo di Stato e complotti fascisti hanno trovato allora una barriera invalicabile innanzitutto nella mobilitazione e nelle lotte di massa di studenti, operai , intellettuali, giovani e donne.
Nelle settimane successive a piazza Fontana, in un clima cupo e pieno di paura, con le forze della sinistra paralizzate e timorose, fu la mobilitazione popolare orgogliosa e coraggiosa lo strumento decisivo della tenuta democratica.
Facciamo del 12 dicembre 2009, a 40 anni dalla strage, un grande giorno di mobilitazione per la difesa della democrazia e della Costituzione.

Liberamente rielaborato da Roberto Colombo

Live Report - Consiglio Comunale del 10 dicembre 2009

Seduta abbastanza movimentata quella di ieri sera, soprattutto per il confronto a tratti duro tra il sindaco e il consigliere di opposizione Antonello Colombo. Ma andiamo con ordine. I primi due punti all’ordine del giorno se ne vanno via lisci o quasi. Si tratta dell’approvazione del verbale precedente e la ratifica di variazioni di bilancio, che prevedono lo spostamento di circa 29000 euro da voci con avanzi ad altre che invece richiedevano interventi. Poi però c’è stata la questione delle concessioni cimiteriali: siccome stanno andando in scadenza le concessioni regolate dalla nuova normativa (in vigore dal ’77), e siccome le tariffe, a parere di Progetto Solbiate, sono troppo elevate, l’amministrazione ha deciso di prorogare da 30 a 50 anni la concessione (il limite massimo è 99 anni) con la possibilità di rateizzare l’importo in tre rate. La lista Per Solbiate ha richiesto la possibilità di valutare la proroga a 50 anni delle concessioni in vigore, mentre la Lista Progetto Solbiate ha chiesto anche che i titolari delle concessioni in vigore vengano avvertite direttamente dall’amministrazione della scadenza, perché in mancanza di rinnovo la concessione si riterrà automaticamente conclusa. Alle rimostranze della minoranza l’amministrazione ha replicato che la scelta di tariffe alte per le concessioni è dolorosa e impopolare (ma meno di altre), e che lo scopo della cessazione della concessione in caso di mancato rinnovo è per poter intervenire sulle tombe abbandonate, promettendo in ogni caso tutta la cautela necessaria. La minoranza ha comunque votato contro.
Il quarto punto prevedeva la modifica del regolamento della commissione paesaggio. Attualmente sono previsti due membri più il presidente, il cui voto vale di più nel caso manchi uno dei membri. Si è voluto introdurre la figura del vice presidente nel caso in cui a mancare sia proprio il presidente, in modo da avere comunque una “maggioranza”. Suggeriamo di nominare il terzo membro vice presidente vicario, in modo che se mancano gli altri due potrà garantire ugualmente una maggioranza qualificata. Dalla discussione non si è capito però se il parere della commissione paesaggio è solo obbligatorio, come sostiene la minoranza, o se sia anche vincolante, come invece ritiene la maggioranza. Progetto Solbiate ha votato contro.
Il quinto e il sesto punto riguardavano la modifica del regolamento comunale per poter consentire la costruzione di case passive, cioè a basso o nullo consumo energetico (tutti favorevoli) e l’approvazione dell’ERIR (elaborato rischio incidenti rilevanti), necessario per la formulazione del PGT. Nel territorio di Solbiate è stata evidenziata un’unica fonte potenziale di rischio, e cioè la Hexion, che in caso di incidente potrebbe riversare ammoniaca. Secondo l’ERIR il rischio sarebbe quasi esclusivamente circoscritto all’azienda stessa e solo marginalmente al territorio circostante, anche se è previsto un incontro pubblico per spiegare alla cittadinanza cosa fare in caso di incidente. A parte l’evidente incoerenza, non è stato spiegato chi, come e secondo quali criteri di valutazione si è giunti ad una conclusione del genere, anche perché essendo l’ammoniaca (sempre se si tratti solo di questo) un composto gassoso, ci devono spiegare come fanno a sapere che non si propagherà nell’ambiente e che invece, miracolosamente, rimarrà quasi tutta all’interno dell’azienda Per non parlare di sostanze derivate dalla lavorazione come l’anidride solforosa di cui non è stato fatto alcun cenno. Stranamente nessun membro della minoranza ha fatto rilievi di alcun tipo.
La fase più conflittuale è stata l’approvazione del piano attuativo della zona C3. Traducendo verranno costruiti 70 appartamenti per un totale di 10500 metri cubi circa distribuiti in sei palazzine in via Vignole. E’ sorta subito una discussione accesa tra il sindaco e il consigliere Antonello Colombo, che ha accusato l’amministrazione di aver voluto dare corso a un decreto attuativo di tale rilevanza (circa un terzo della contestata area ex-Rovelli) senza dare alcun tipo di comunicazione approfondita dell’intervento. Che tra l’altro, per la prima volta nella storia di Solbiate, viene attuato senza che sia mai passato da alcuna commissione vista la solerzia con cui questa amministrazione ha abolito la commissione edilizia. La risposta del sindaco è stata una controaccusa al consigliere in qualità di ex-sindaco, perché si deve alla sua amministrazione la decisione di trasformare quell’area in edificabile. L’accusa di risposta è stata che la notizia riportata è sostanzialmente falsa in quanto all’epoca era stato diviso un terreno edificabile in due parti, una trasformata in area verde e un’altra rimasta edificabile. La stessa cosa è successa per una adiacente area verde, in modo che venisse mantenuta coerenza di destinazione con le aree vicine. Inoltre la variante voluta da questa amministrazione prevede l’inserimento di due ulteriori mappali che aumentano l’area totale edificabile, cosa mai discussa in precedenza. Risulta anche strana la velocità con cui è stata discussa in consiglio una richiesta di variante arrivata all’amministrazione solo due giorni prima e, come detto, mai discussa in commissione. Su richiesta sempre di Antonello Colombo è stata letta in aula la convezione relativa, cui il sindaco, con sprezzo del pericolo, ha aggiunto una coda che voleva essere polemica ma che rischia di essere un autogol. Ha infatti detto che era inutile raccontare questioni tecniche alla cittadinanza, usando le stesse identiche parole usate dall’amministrazione precedente quando voleva nascondere le sue operazioni, o almeno questo diceva l’allora consigliere Melis. L’indomito Antonello Colombo ha ribadito che non era stata data alcuna informazione, né tecnica né di altro tipo.
Il colpo da maestro però lo ha piazzato il consigliere Bianchi di Per Solbiate, che proprio in virtù di quella che sembra una incoerenza di comportamento dell’attuale amministrazione nei confronti delle aree edificabili, ha chiesto ai consiglieri di maggioranza cosa ne pensassero di questa operazione, dal momento che fino a pochi mesi fa si dichiaravano fieramente contrari all’operazione ex-Rovelli. Mancando il capogruppo Luigi Colombo (uscito dall’aula per non essere accusato di conflitto di interessi, dal momento che è il direttore dei lavori del complesso che verrà costruito), è stata data la parola al consigliere Bazzani, che, evidentemente in difficoltà, ha ammesso di essere perplesso su questa operazione. Difatti non ha votato a favore ma si è astenuto. Prime crepe in maggioranza? Probabilmente no, ma rimane il sospetto che i consiglieri di maggioranza non fossero completamente al corrente del progetto e la cosa non può far piacere. Al momento della votazione il consigliere Cassarà, in “quota” Lega per la lista Per Solbiate, ha votato contro, mentre gli altri due consiglieri a favore (coerentemente con un progetto portato avanti dalla precedente amministrazione). Che si sia ricordata dei padri e del cemento? Vedremo. In generale comunque la “difesa” dell’amministrazione è stata la solita: non è stata una nostra decisione, stiamo solo facendo quello che siamo costretti a fare per colpa delle amministrazioni precedenti. Prima o poi però il “bonus” finirà e saranno costretti a prendersi tutte le responsabilità.
L’ultimo punto all’ordine del giorno è stato aggiornato al prossimo consiglio. Ci sarà una riunione con i capigruppo per modificare lo Statuto comunale e inserire un preambolo, che riguarderà probabilmente radici cristiane e crocifissi. Speriamo che non prevalgano istinti populisti e strumentalizzazioni della religione. E comunque non c’è nessuna necessità di inserire preamboli. Nel caso, se il sindaco volesse far partecipare anche noi alla discussione, o chiunque possa avere qualcosa da dire, siamo ovviamente a disposizione.

1000 piazze per l'alternativa


Domani, 12 dicembre, il PD di Solbiate Olona parteciperà alla manifestazione Mille Piazze per l'alternativa, con un proprio gazebo presso il piazzale dello Sport, durante il pomeriggio.

domenica 29 novembre 2009

Errata corrige

La Provincia di oggi, domenica 29 novembre, scrive:

"E' partito anche qualche 'boia chi molla', ripreso da una videocamera e finito sul sito del PD di Solbiate".

Il video non si trova su questo blog, ma sul mio blog personale.
Cliccate qui per esservi indirizzati.

lunedì 23 novembre 2009

Piano di governo del territorio

Venerdì 27 novembre, alle ore 21.00 presso il Centro Socio Culturale di via Patrioti, si terrà la prima conferenza pubblica in cui verranno illustrati gli orientamenti del Piano di governo del territorio (PGT).
L'organizzazione è a cura dell'Amministrazione comunale.

Che cos'è il PGT?
Il PGT ha sostituito il Piano regolatore generale come strumento di pianificazione urbanistica a livello comunale e ha lo scopo di definire l'assetto dell'intero territorio comunale. E' uno strumento previsto da una legge della Regione Lombardia e deve essere approvato da tutti i comuni entro il 31 marzo 2010.

Perché è importante il PGT?
Il PGT è importante perché andrà a disegnare il territorio di Solbiate nei decenni a venire, stabilendo dove e cosa si potrà costruire e dove non si potrà costruire, dove fare strade, dove mantenere i boschi e dove prevedere la realizzazione di parchi.
La Legge regionale prevede espressamente la più ampia partecipazione possibile da parte dei cittadini, proprio perché si tratta di una scelta dalla quale difficilmente si tornerà indietro, e che quindi inciderà sul futuro del nostro paese.

Perché il PGT di Solbiate è importantissimo?
Il PGT di Solbiate è importantissimo in primo luogo perché il territorio di Solbiate è già in larghissima parte compromesso: i boschi e i prati rimasti sono pochissimi (rimane solo la Valle e qualcosina dietro al campo sportivo e vicino alla piazzola ecologica) e una parte di questi verranno distrutti dall'autostrada pedemontana.
Per vivere decentemente, e per permettere ai nostri figli di vivere (non decentemente, ma di vivere e basta!) abbiamo assolutamente bisogno di non inquinare ulteriormente il nostro territorio e di gestiirlo al meglio.
Ricordiamoci che dove si costruisce è praticamente impossibile (o ci vogliono secoli) che si ricrei un ambiente naturale.
In secondo luogo i tempi sono stretti: in soli 4 mesi decideremo quale sarà il nostro futuro.

E' un'occasione da non perdere, è un'occasione per "dire la nostra", è un'occasione che richiede la partecipazione di tutti.

Stefano Catone

lunedì 16 novembre 2009

Le Amministrazioni latitano

Venerdì sera, a Fagnano, il Comitato per la salvagurdia del parco del Medio Olona ha organizzato con la collaborazione dell’OSVO un’iniziativa il cui oggetto era la nuova “bretella” che partirà da Solbiate Olona per giungere a Castelseprio, distruggendo di fatto uno degli ultimi corridoi verdi che ci è rimasto.

Erano invitati i sindaci di Solbiate, Fagnano, Gorla Minore, Cairate, Cassano e Castelseprio. Non ne abbiamo visto neanche uno (si saranno messi d’accordo?).

Ad ogni modo gli organizzatori si sono impegnati a cercare di nuovo un dialogo con gli amminstratori, perché ieri sera ancora in molti credevano nella democrazia rappresentativa.

Comunque i contenuti, grazie soprattutto all’OSVO, non sono mancati.

Una sintesi di quanto è stato detto: la Valle Olona è un territorio sotto attacco, come il resto della provincia di Varese. Una mappa satellitare ha mostrato come l’asse del Sempione abbia una percentuale di urbanizzazione che oscilla tra il 65% e l’80% del suolo, mentre la Valle Olona, per ora, si ferma al 35%. Sono più di 100 i giorni in cui viene largamente superata la soglia tollerata per la quantità di PM10 nell’aria (ci si potrebbe preoccupare anche di questo dato, oltre che dell’influenza A… n.d.r.), il che comporta, oltre ai gravi danni alla salute, anche multe da pagare alle istituzioni europee (il danno e la beffa). Investire su altre strade vuol dire 1. continuare nell’opera di cementificazione, perché le strade, oltre all’asfalto, portano cemento e 2. agevolare e favorire lo spostamento su gomma (ha quasi dell’incredibile il caso del centro multimodale HUPAC, dove la merce arriva sui treni, e prosegue il proprio viaggio nel resto d’Italia su gomma: il contrario di come dovrebbe essere).

Una piccola parentesi per descrivere il fine dell’urbanizzazione. Il fine è creare “logistica”: non più centri produttivi e industrie, ma magazzini e centri commerciali che creano relativamente poco lavoro e che l’unica cosa che producono sono servizi.

La colpa di tutto ciò è stata assegnata, senza giri di parole, alla politica. Le responsabilità, secondo l’OSVO, sono di Comuni, Provincia e Regione Lombardia. Questo perché i Comuni hanno sempre più bisogno di soldi, dato che lo Stato si sta disimpegnando, tagliando di anno in anno i trasferimenti di denaro.

Dopo questa panoramica che ci ha presentato le dinamiche generali e di sistema, si è passati al caso della bretella. Dal pubblico gli interventi “contro” sono stati numerosissimi, e sostanzialmente le motivazioni sono state quelle finora illustrate, oltre a motivi di carattere “locale” (a Fagnano la bretella distruggerà un parco molto frequentato dai bambini, ad esempio).

Di particolare interesse l’intervento dell’ex assessore di Castiglione, Vizza, che ha spiegato quale dovrebbe essere, in questi casi, il metodo. E cioè: valutare se un’infrastruttura è strettamente necessaria o meno, e, nel caso lo fosse, concertarne (nel senso letterare del termine), con la cittadinanza, la costruzione. Ciò, aggiungo io, non è successo.

Veniamo a ciò che tocca più da vicino Solbiate, e cioè lo svincolo di Pedemonta dal quale partirà questa bretella (credo già sappiate qual è la situazione, se non fosse così cliccate qui). Antonello Colombo (Progetto Solbiate – ex Sindaco di Solbiate) ha sostenuto che il progetto iniziale di Pedemontana era devastante per il territorio di Solbiate e che, con il sostegno di Fagnano e Cassano, ciò che si è riusciti ad ottenere è stato l’interramento e la costruzione dello svincolo, per eliminare il traffico pesante dal centro di Solbiate. Ha inoltre sostenuto che non è vero che costruendo uno svincolo la destinazione dei terreni passa in automatico da agricola a residenziale o commerciale. Infine ha sostenuto che lo svincolo servirà il futuro villaggio Monte Rosa all’interno della caserma Nato di Solbiate. Si è detto contrario alla bretella perché 1. non rileva problemi particolari di traffico su via Bonicalza a Cassano o comunque su quella direttiva e 2. taglia e distrugge il territorio.

La risposta è stata di Paolo Galli (Solbiate Democratica) che, premettendo quanto poco sia il verde che ci è rimasto, a Solbiate in particolare, ha rilevato che il traffico pesante può benissimo entrare in Pedemontana dallo svincolo/allacciamento con l’A8, che si trova a meno di un chilometro di distanza. Inoltre, per quanto riguarda il villaggio Monte Rosa, Galli ha sostenuto che, data la situazione compromessa del territorio, almeno in questo caso si potrebbe provare a non concedere tutto senza dissentire.

Io vorrei far rilevare che, da che mondo è mondo, in prossimità di uno svincolo si cementifica alla grande: la provincia di Varese ne è una dimostrazione perfetta.

Gli organizzatori hanno concluso invitando i presenti alla manifestazione anti-Pedemontana che si terrà sabato 28 novembre, a partire dalle 10, in via per Busto a Solbiate Olona (zona Iper).

Nel frattempo si è chiuso il nostro piccolo sondaggio per i nostri e-lettori. Il risultato, per nulla scontato, vede il 54% delle preferenze per la voce "Pedemontana nasce vecchia: è necessario ripensare la rete dei trasporti lombardi (a partire dalla rotaia, per dire)" e solamente il 6% dei consensi per "E' un ottimo progetto così come ci è stato presentato."
Il resto dei voti si sono - abbastanza omogeneamente - divisi tra chi non vuole la bretella, chi nè lo svincolo nè la bretella e chi pensa che non ci sia un problema viabilistico tale da richiedere un intervento di queste dimensioni.

Stefano Catone

sabato 14 novembre 2009

Pedibus per le scuole elementari


Martedì 20 ottobre alle ore 19.45 si è tenuto presso il Centro Socio Culturale un incontro sul progetto Pedibus, organizzato dall'Amministrazione comunale.
Ha introdotto l'assessore Samantha Caprioli, che ha ceduto il compito di illustrare le linee al Comandante della polizia municipale, sig. Mantegazza Rossano.
È stato detto che questo strumento è già attivo in paesi vicini, quali Gallarate, Olgiate Olona e Gorla Minore.
L'attuale idea è quella di creare due punti di raccolta dei ragazzi delle Scuole elementari, punti da cui partire e raggiungere la scuola: il primo è la piazza della Chiesa parrocchiale (linea blu), il secondo è a fianco dell'entrata dell'oratorio, in via XXV aprile (linea verde).
Le ragioni dell'istituzione del Pedibus è di evitare l'ingorgo che ogni mattina si forma in via XXV aprile davanti al cancello di ingresso della scuola (genitori che accompagnano con le auto i propri figli fino dinanzi al cancello) e conseguentemente bambini che devono respirare i gasi di scarico delle autovetture in coda.
Ad ogni punto di incontro ci sarà un volontario che fungerà da autista, e almeno un genitore o nonno che chiuderà la fila dei bambini.
Si vedrà di studiare come tenere uniti i bambini (magari come in cordata), per evitare che qualcuno posso scappare o buttarsi per strada, se predisporre delle pensiline in caso di pioggia, se dotare i bambini di mantellina anti-pioggia.
È stato fatto presente che la cosa importante è l'adesione delle famiglie: all'incontro, per la verità, pochi i partecipanti e forse solo tre o quattro i genitori. Magari anche per l'orario: a quell'ora generalmente le famiglie sono a tavola. Comunque sarebbe necessaria la disponibilità di parecchi genitori o nonni per accompagnare e controllare i bambini durante il tragitto.
L'Amministrazione prevede di creare un divieto di transito su via XXV aprile, nel tratto da via Monte Rosa a via dei Patrioti (da decidere se limitato agli orari di entrata/uscita da scuola o definitivo), che potrebbe partire già da novembre, indipendentemente dal Pedibus.
L'Amministrazione prevede anche di istituire corsi di formazione per coloro che si rendono disponibili (anche per spiegare come interagire con la Polizia Municipale).
Qualche dubbio:
1. l'ingorgo su via XXV aprile non verrebbe risolto, ma solo “spostato” di cento metri;
2. il tragitto del Pedibus si riduce a cento/duecento metri: rimane comunque il problema per i genitori di accompagnare i figli ai punti di incontro, che comunque sono a due passi dalla scuola.
Qualche presente ha obiettato sul ridotto tragitto del Pedibus e l'assessore ha risposto che, in caso di interesse e disponibilità elevata, verrebbero studiati altri punti di partenza (Solbiello, via IV Novembre, ecc.).
Per la possibilità che durante il tragitto i bambini si bagnino e quindi per evitare che restino in classe con abiti bagnati, è stata richiesta la predisposizione di armadietti. La risposta è stata che si potrà valutare ed accordarsi con la scuola.

Adriana Colombo

martedì 10 novembre 2009

I tetti solari di Gorla sbancano gli incentivi

«Il click day è la procedura più equa». Prima di arrabbiarsi contro l'autore di questa riflessione, il sindaco di Desenzano del Garda Felice Anelli, è bene che le imprese amareggiate dalla caccia telematica a incentivi e sconti fiscali leggano fino in fondo la storia.
Tutto nasce a settembre, quando la Regione Lombardia mette a disposizione dei suoi 1.546 comuni 1,4 milioni di euro per aiutarli a mettere i pannelli solari ai loro edifici. Quasi un terzo dei fondi finisce sui tetti di Gorla Maggiore, 5mila abitanti nel Varesotto, che ottiene dal Pirellone il via libera per otto progetti: un asilo, due scuole, un centro anziani, due palestre, un centro sportivo e una biblioteca avranno l'acqua scaldata dal sole, con impianti pagati a metà dalla regione. Desenzano, che di abitanti ne ha 27mila e di edifici da convertire al calore verde ne ha 11, rimane a secco, e con i loro è il 52% delle richieste a rimanere a secco.

Motivo? Un «click day» in forma arcaica, giocato non con i byte ma con la carta e le gambe dei funzionari comunali. Come nelle corse agli incentivi del fisco, anche nel bando ecologico del Pirellone vince la velocità. Il traguardo però è fisico, e per tagliarlo bisogna andare, con i progetti sotto il braccio, all'ufficio protocollo della giunta. I funzionari di Gorla Maggiore si sono presentati alle 9.37 del mattino e hanno fatto il pieno. «Questa volta ci siamo precipitati – spiega il sindaco Fabrizio Caprioli – perché siamo stati scottati da un'esperienza precedente. A febbraio, in un bando per il fotovoltaico alle scuole siamo stati i primi esclusi». A Desenzano sono stati meno pronti, «ma – ribattono – noi siamo tre volte più lontani; con una gara telematica avremmo corso tutti alla pari».

Vero, ma fino a un certo punto. Scorrendo l'elenco dei "fortunati" che avranno gli impianti pagati a metà dalla Regione si scopre che i primi ad arrivare in regione con i moduli validi sono stati quelli di Piateda: un piccolo comune arrampicato sulle Orobie Valtellinesi, sopra Sondrio. Non proprio dietro l'angolo.

di Gianni Trovati

fonte: Il sole 24 ore

martedì 3 novembre 2009

Ci proviamo, dalla rete.

La discussione su Pedemontana si è accesa solo ora, in ritardo.
Su questo blog se ne era già discusso a giugno, sia prima che dopo le elezioni comunali.
Vi invito a cliccare qui, per rileggere quella discussione.

Ultimamente si sta creando molto movimento attorno alla questione: è nato un comitato, sui giornali locali se ne parla costantemente e qualcuno sta pensando a una manifestazione in piazza, si vocifera addirittura a Solbiate Olona.

Cosa ne pensano i frequentatori di questo blog? Cerchiamo di capirlo, con un semplice sondaggio. L'unica cosa che vi chiedo è correttezza: il sondaggio che proponiamo ha un senso se ciascuno di noi voterà una sola volta, senza ricorre a quei giochetti che già in passato hanno influenzato il risultato.

Il sondaggio lo trovate sulla home page.

Qui sotto pubblico una cartina proposta da valleolona.splinder.com. Se ci cliccate sopra si allargherà:

Vigili sì, vigili no? Una risposta dalla rete.

Riceviamo e pubblichiamo un commento al post "Vigili sì? Vigili no?" apparso sul blog di Per Solbiate, e indirizzato a detto gruppo consiliare. Il commento è stato ricevuto via mail dal PD di Solbiate Olona, ed è stata fatta richiesta di pubblicazione. Quindi, da buoni democratici, eccolo:

Ma scusate, non avete vergogna a parlare di “DARE MAGGIOR SICUREZZA” proprio Voi che con la nuova riqualificazione dell’asse centrale del paese non avete certo aumentato la sicurezza dei pedoni ne tanto meno dei ciclisti?
Avete solo creato maggiori parcheggi selvaggi nella quale si confonde la pista ciclabile/pedonale con l’area pargheggi dove il singolo pedone, una carrozzina o un passeggino deve ghibblare tra le auto in sosta o obbligare un ciclista ad andare contro mano sulla carreggiata sfidando il codice stradale.
Personalmente non voglio difendere Il Sig. A.Colombo però, visto che ero presente a quel consiglio comunale ho interpretato il suo intervento giustamente critico nel seguente modo: facciamo in modo che i vigili (o forse meglio sceriffo) non stiano con le braccia conserte il sabato mattina dalle 11.45/12.30 ad aspettare le auto che svoltano sulla via S.Antonino senza freccia per fermarle e multarle ma facciamo in modo che conoscano meglio le problematiche del territorio di Solbiate (asse centrale, via della Chiesa, zona campo sportivo) perché se devono perdere tempo in quel punto, è meglio che vadano e stazionino anche ore al parcheggio dell’Iper per disciplinare l’uso corretto dei pargheggi riservati ai diversamenti abili con la certezza che gli incassi per questa infrazione siano superiori a quelle di via S.Antonino cosi che beneficieranno pure le casse del Comune.
Penso che Tutti Noi vogliamo maggior sicurezza e maggior sorveglianza diurna e serale percui ben vengano nuovi investimenti anche per aumentare il numero del corpo municipale di polizia ma soprattutto ben venga anche la corretta conoscenza delle vere problematiche del territorio solbiatese e pertanto uno stimolo ai Nostri vigili nel tirar fuori i coglions e non fermarsi al semplice attraversamento nei plessi scolastici ma soprattutto far rispettare il codice stradale e un controllo sul comportamento civico delle persone.

D.o.C.

mercoledì 28 ottobre 2009

La Scelta Democratica - Il primo numero

Qui sotto è disponibile il primo numero de "La Scelta Democratica".
Ve ne consiglio la lettura, troverete le motivazioni della nostra Scelta, appunto, e le nostre idee, su Solbiate e sull'Italia.
Potete scegliere di consultarlo on-line o di scaricarlo (cliccando su "Download") ed eventualmente stamparlo:

La Scelta Democratica_01

martedì 27 ottobre 2009

Io, ci voglio credere

I dati li abbiamo visti, e non possiamo che essere stupefatti da Solbiate Olona.
Contro una media provinciale del 17,1%, a Solbiate Ignazio Marino ha raggiunto il 34,6%, e contro una media provinciale del 53,7%, Pierluigi Bersani, a Solbiate, si è fermato al 36,2%. Franceschini invece ha ottenuto lo stesso identico risultato, 29,2%.
Nella sostanza (passatemi la semplificazione) a Solbiate Marino ha intercettato il 33% dei consensi di Bersani (che sarebbe il 17,5% che manca per raggiungere la media provinciale).
Addirittura siamo l'unico paese della Provincia dove Bersani è sceso (nel nostro caso addirittura drasticamente) sotto alla soglia del 40%.
Considerando sempre la Provincia, in termini percentuali siamo il paese che ha registrato il maggior consenso per Marino, se escludiamo Cugliate Fabiasco, dove hanno votato solo in 32. La soglia del 30% è stata sfondata, da Marino, solamente a Gorla Minore (32,3%) dove praticamente tutta l'Amminstrazione comunale era pro-Marino e a Cittiglio, di un soffio (30,5%).
A Solbiate è stata sfondata alla grande (34,5%) e senza l'appoggio di nessun potere forte.

Perchè?

Dico la mia, sono qui per questo.

Il circolo del PD di Solbiate è nato assieme al PD stesso, e perciò è slegato dalle vecchie identità (e senza un euro in tasca, aggiungo). Siamo nati democratici, soprattutto per il fatto che molti di noi non avevano alcuna esperienza di politica attiva alle spalle. Siamo nati democratici e abbiamo dimostrato di esserlo sin da subito, attivamente sul territorio: il nostro blog è il primo di tutta Solbiate a fare politica (sia cronologicamente che quanti/quali-tativamente, secondo me) e ha costretto le altre entità politiche ad inseguire (e inseguono ancora). Punto uno: internet.

Al seggio ho potuto rilevare che tutto sommato l'affluenza di giovani è stata buona, se la si paragona con certi dati disastrosi che circolano sulla rete: tante persone non avevano votato né alle primarie del 2005 (per l'Unione) né a quelle del 2007 (per il PD): non a caso abbiamo battuto il record di affluenza (130 voti, contro i 111 del 2007). Punto due: la meglio gioventù, anche se comunque, su questo versante, dobbiamo migliorare. Non solo noi di Solbiate, ma tutto il PD.

Non credo che la mia presenza in lista sia stata determinante: anche un altro Solbiatese era candidato per Franceschini, ma non c'è stato un guadagno in termini di voti, e a Cairate la mia amica Federica era capolista, ma Marino si è fermato al 16,6%. Le cause di questo risultato vanno quindi ricercate all'interno del Circolo, nel suo complesso: nel congresso di Circolo Marino ha vinto con 7 voti, contro i 4 di Franceschini e i 2 di Bersani. Punto tre: una squadra di contemporanei.

Tutto ciò mi fa ben sperare perché 1. dimostra che il Circolo è riuscito ad aprirsi verso l'esterno, quando all'inizio della nostra avventura non ci conosceva addirittura all'interno e 2. a Solbiate c'è spazio per una sinistra che sia contemporanea, come già dissi in un'altra occasione.

Che sia Solbiate il laboratorio del PD? Io, ci voglio credere.

Stefano Catone

lunedì 26 ottobre 2009

Risultati definitivi in Provincia di Varese

Vi consiglio di dare uno sguardo al dato di Solbiate, a dir poco particolare. Lo trovate evidenziato in verde:

Risultati_primarie_2009

Risultati in Provincia di Varese

Voti validi:

-sud:7939

-nord:15301

Risultati nazionali sud:

-Bersani: 4257=53.62%

-Franceschini: 2294=28.90%

-Marino: 1388=17.48%

Risultati nazionali nord:

-Bersani: 8219=53.7%

-Franceschini: 4493=29.4%

-Marino: 2589=16.9%

Risultati regionali sud

-Martina: 4292=54.44%

-Fiano: 2119=26.88%

-Angiolini: 1473=18.68%

Risultati regionali nord:

-Martina: 8314=54.7%

-Fiano: 4241=27.9%

-Angiolini: 2651=17.4%

Vi ricordo che qui sotto sono disponibili i risultati di Solbiate Olona.

domenica 25 ottobre 2009

Risultati delle Primarie a Solbiate Olona

Abbiamo fatto il pieno.
Ha fatto il pieno la democrazia: con 130 votanti abbiamo battuto il record del 2007, pari a 111.
Hanno fatto il pieno le tre mozioni. I risultati:

Nazionale:
Bersani 47 (36,15%)
Marino 45 (34,62%)
Franceschini 38 (29,23%)

Regionale:
Martina 49 (37,69%)
Angiolini 44 (33,85%)
Fiano 37 (28,46%)

Hanno poi fatto il pieno le nostre pance (grazie alle castagne degli amici di Cairate), ma sopratutto abbiamo fatto il pieno tutti noi, di entusiasmo, di voglia di continuare, di voglia di cambiamento. Il PD riparte, da oggi.

Un risultato straordinario, grazie a tutti.

Stefano Catone

giovedì 22 ottobre 2009

Le primarie del PD a Solbiate Olona

Domenica 25 ottobre, dalle 7.00 alle 20.00, ci saranno le elezioni primarie del Partito Democratico, per la determinazione del Segretario nazionale.
I Solbiatesi troveranno il seggio dove votare presso la pesa pubblica (incrocio tra via dei Patrioti e via IV Novembre) e, in caso di pioggia, sotto i portici di via Sant'Antonino.

Nel pomeriggio vi invitiamo inoltre a fare merenda insieme a tutti i democratici di Solbiate!

In questa occasione sarà distribuita la prima copia de "La Solbiate dei Democratici".

Le primarie sono una grande occasione e il migliore strumento di partecipazione che viene offerto ai cittadini. Diamo un segnale, dimostriamo che esiste anche un'Italia che non ci sta a farsi governare da questa destra becera, populista e antidemocratica: facciamo sentire la nostra voce!

Note:
1. Per votare è necessaria la tessera elettorale oltre al documento di identità
2. Possono votare anche i ragazzi che abbiano compiuto 16 anni (presentando solo un documento di identità)
3. Non è assolutamente necessario avere la tessera del Partito Democratico

Per qualsiasi informazione:
mail: pdsolbiateolona@gmail.com
tel. PD Solbiate: 3480900429

lunedì 19 ottobre 2009

Avviso

Mercoledì 21 ottobre, ore 21.00, ritrovo presso la sede del PD di Fagnano Olona in via Roma 65 per discutere di:

1. organizzazione delle primarie

2. prossime iniziative

3. varie ed eventuali

Sono invitati a partecipare tutti coloro che fossero interessati. Non trattandosi di una formale "riunione di circolo" sono invitati anche i simpatizzanti.

sabato 17 ottobre 2009

Un comitato per l'ambiente e il territorio


Di questi tempi non c'è da stupirsi se per puro caso si viene a conoscenza che a breve, a poca distanza dalla propria casa, passerà una superstrada.

È proprio ciò che è successo ad alcuni abitanti della località “Fornaci” di Fagnano Olona. Gli ignari cittadini, allarmati dalla notizia giunta per vie traverse, hanno deciso di renderla pubblica organizzando un'assemblea che si è tenuta mercoledì 14 ottobre presso la biblioteca comunale di Fagnano. Il signor Fabrizio Poncato, portavoce degli organizzatori della serata, ha spiegato di essere venuto a conoscenza del fatto che i comuni di Fagnano, Cairate, Cassano Magnago e Castelseprio avrebbero già firmato un accordo con la Provincia che prevede la realizzazione di una “tangenziale” che partirebbe dal futuro svincolo di Busto Arsizio di Pedemontana (situato, però, sul territorio di Solbiate Olona) fino allo svincolo di Malnate che porta in Svizzera. Si ipotizza che la realizzazione di questa “bretella” servirebbe ad alcuni comuni come sbocco per il traffico, in particolare quello pesante in previsione dell'autostrada Pedemontana. Poncato ha spiegato che, oltre alla distruzione dell'ultimo corridoio di verde rimasto, esiste il rischio di compromettere, solo sul territorio di Fagnano, alcune realtà private e lavorative, come un maneggio, una serra e un'azienda agricola.

Insomma, siamo di fronte a un nuovo caso di consumo del territorio.

“Non c'è tempo da perdere, occorre agire subito!” è stata la volontà espressa dagli interventi durante l'assemblea. Si è dunque deciso di costituire un comitato per la salvaguardia del territorio, ma ciò che ha reso veramente straordinaria la serata è stata l'intenzione del neonato comitato di impegnarsi da subito per la difesa non solo del territorio delle Fornaci, ma di tutto il Parco del Medio Olona. Il comitato ha scelto il signor Fabrizio Poncato quale presidente, e tra i suoi consiglieri è stato nominato anche un solbiatese, Paolo Sotgiu.

Sotgiu, durante il dibattito, ha dichiarato di essere sempre stato contrario al nuovo svincolo di Pedemontana, non comprendendone l'effettiva utilità, dato che a poche centinaia di metri di distanza c'è già l'attuale svincolo di Busto Arsizio e sorgerà il nuovo allacciamento/svincolo per Pedemontana. Lo svincolo provocherà inoltre la distruzione di una delle ultime aree verdi di Solbiate.

Grazie a questa assemblea il mistero è stato svelato: lo svincolo di Pedemontana sul territorio solbiatese sarà utile esclusivamente per dare origine alla tangenziale di cui abbiamo parlato.

Giuseppe Catone

venerdì 16 ottobre 2009

Binetteide

In questi giorni, e non solo, la maggior parte dei militanti del nostro partito si sta chiedendo cosa ci faccia Paola Binetti nel PD, e la domanda è legittima sulla base di considerazioni prese a freddo, fuori dal contesto emotivo di certe sue prese di posizione.

La prima considerazione è che Paola Binetti non si riconosce in alcuni importanti fondamenti costitutivi questo partito, perché la sua “missione” politica, che è la difesa della vita in tutte le sue manifestazioni secondo i rigidi criteri della Chiesa cattolica, contrasta con la missione di laicità e neutralità dello stato nelle questioni di etica che sono proprie del PD. Aggiungiamo anche che essendo Paola Binetti una fondamentalista religiosa per sua stessa ammissione, e che quindi ambisce alla conversione globale del pianeta alla religione cattolica, entra in contrasto con i concetti di tolleranza e rispetto delle altre religioni, che sono patrimonio del nostro partito, oltre che leggi costituzionali. Aggiungiamo inoltre che le sue posizioni in materia di omosessualità sono a dir poco sconcertanti. Cito (grazie Stefano): “Fino agli anni Ottanta nei principali testi scientifici mondiali l’omosessualità era classificata come patologia, poi la lobby degli omosessuali è riuscita a farla cancellare. Ma le evidenze cliniche dimostrano il contrario”. In realtà le evidenze cliniche dimostrano il contrario di quello che dice la Binetti (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, se qualcuno è scettico). Cito ancora: “Queste tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia”, aggiungo anche che secondo la Binetti gli omosessuali sono esseri geneticamente inferiori (leggi razzismo). Sinceramente mi fa schifo anche commentare e comunque sono posizioni che non rappresentano in alcun modo il sentire comune dei militanti e degli elettori di questo partito. La seconda considerazione è che lei non rappresenta quella componente cristiano democratica, anch’essa fondante il PD, che si pone su questi temi su posizioni spesso radicalmente diverse dalle sue. Di fatto all’interno del partito Paola Binetti rappresenta solo se stessa e, se vogliamo dirla tutta, è una semplice parlamentare, non un esponente di “prima fascia”, ma nemmeno di seconda o di terza. Detto questo, come è possibile che ogni sua esternazione abbia un’eco così profonda sui media? Nessun parlamentare di quel livello, di nessun partito, ne ha altrettanta. Terza considerazione, da dove deriva questa sua infaticabile volontà a provocare problemi nel suo stesso partito? Perché lei lo sa bene che la sua presenza è un problema. Quarta considerazione, voi ci stareste in un gruppo i cui componenti (praticamente tutti) vi considerano come il fumo negli occhi? E’ troppo perché non ci sia il sospetto di qualcosa di strano, soprattutto in relazione all’ultima considerazione, che riguarda l’appartenenza di Paola Binetti all’Opus dei, organizzazione integralista parecchio chiacchierata per la sua predisposizione a corteggiare le elite economiche e politiche con lo scopo di inserire i suoi componenti nelle strutture vitali del paese, e poterne così gestire le sorti. All’Opus dei non è mai interessato il “colore” politico, il loro rapporto con la politica è quello di usarla per i loro scopi.

Io un’idea me la sono fatta, ma devo sconfinare nella letteratura. Faccio finta che la Binetti sia un eroe epico (da qui il riferimento del titolo) così ne racconto le gesta e posso sempre dire che la mia è solo fiction (sapete com’è, soldi per gli avvocati non ne ho).

C’era una volta una numeraria dell’Opus dei che viene incaricata dai suoi superiori di un compito molto delicato, quello di entrare in politica, come hanno fatto altri numerari, per fare da punto di riferimento politico dell’ordine. C’era la possibilità di entrare nella Margherita perché gli altri partiti erano già coperti, le viene garantito un posto da parlamentare grazie ai buoni uffici della Chiesa e lei accetta. A un certo punto nasce il PD e l’ordine decide di cambiare strategia, perché il potenziale di questo partito è notevole, e se dovesse vincere le elezioni per l’Opus dei sarebbero stati tempi duri. La nostra eroina viene quindi chiamata a rapporto e le viene detto: “Devi confluire nel PD insieme al resto della Margherita, una volta dentro devi cominciare a boicottarli prendendo posizioni antitetiche a quelle del partito su questioni che hanno grande rilevanza nazionale. Ci è stato garantito da chi sai tu che i giornali e le televisioni daranno grandissima enfasi alle tue esternazioni, in modo da far credere alla gente che il partito sia spaccato quando invece non lo è per niente. Loro non ti potranno buttare fuori perché farebbero la figura degli intolleranti e non se lo possono permettere, quindi li teniamo per le palle. Rimanendo dentro il partito creerai inoltre una frattura tra i vertici e la base del PD, causando malcontento, crisi di identità e perdita quotidiana di voti”. “Contate su di me”, rispose lei “mi insulteranno e mi perseguiteranno, ma sono votata al sacrificio”. Lasciò la riunione e, da buona numeraria, andò a scudisciarsi per tutta la notte.

Solo letteratura? Non ne sarei così sicuro.

mercoledì 14 ottobre 2009

Live Report Consiglio comunale 13 ottobre 2009

Il consiglio comunale del 13 ottobre ha avuto come argomento principale le decisioni prese dall’amministrazione in merito alla legge 13, quella che consente interventi di ampliamento edilizio in deroga al piano regolatore. La legge concede però ai comuni la facoltà di includere od escludere determinate aree in base a particolari esigenze territoriali. L’amministrazione di Solbiate ha pertanto deciso di escludere la zona del centro storico, alcune vie definite già oberate di costruzioni e altre zone sottoposte a vincoli ambientali. Sono state invece inserite aree destinate al settore produttivo e artigianale per dare la possibilità alle aziende che lo desiderano di ristrutturare secondo le normative della legge (che prevede edilizia sostenibile) e sfruttando gli sgravi sugli oneri di urbanizzazione. Dai banchi dell’opposizione è arrivata una censura nei confronti della legge, che limita le prerogative locali di controllo del territorio e fa il solito favore ai soliti costruttori, ma sono arrivate anche le perplessità relative alle scelte di inclusione ed esclusione, dal momento che nelle zone escluse ci sono le strutture più fatiscenti (per quanto riguarda il produttivo) e le zone residenziali che magari meriterebbero un “aggiornamento” urbanistico, vedi zona via Varese. Nel primo caso si è ribadito che si sta parlando di zone sotto vincolo ambientale (restrizione che però non vale per la Pedemontana…), mentre nel secondo si è ritenuto che quella zona è già conciata male così e non è opportuno consentire ulteriori interventi. L’opposizione ha votato contro. Data però l’importanza della legge e delle sue possibili conseguenze non sarebbe stato disdicevole organizzare un incontro pubblico per illustrare la legge stessa e raccogliere i pareri della popolazione direttamente interessata. Ma a Solbiate non c’è proprio la tradizione per queste cose.
Il secondo punto all’ordine del giorno riguardava la modifica dello statuto della Solbiate Olona Servizi per portare da tre a uno il revisore dei conti (e diminuire così le spese). Approvato all’unanimità.Ci sono state poi due interrogazioni presentate da Progetto Solbiate. La prima riguardava la sparizione del cannone situato davanti al parco in piazza del municipio, voluta dalla precedente amministrazione che l’ha motivata con esigenze di sicurezza per i bambini e prospettando un suo spostamento nel parco della memoria. Si chiedeva Progetto Solbiate se ci sono stati dei costi per la rimozione, se ci sono state segnalazioni di effettiva pericolosità del cannone e soprattutto che fine aveva fatto il cannone stesso. Il sindaco ha risposto che non ci sono stati oneri per il comune per quanto riguarda la rimozione del cannone ma ce ne sono stati per la rimozione della base (6000 Euro), che non risultavano segnalazioni di pericolosità e che il cannone è stato demolito dalla ditta incaricata della rimozione. Il sindaco ha anche stigmatizzato le modalità con cui la precedente amministrazione ha gestito la cosa (si è trattato evidentemente, lo aggiungiamo noi, di un dispetto fatto al sindaco precedente, ora consigliere, Antonello Colombo, come se gli arredi urbani debbano servire per stupide vendette private), ma ha sottolineato che l’assenza del cannone non disturberà le notti di nessuno, vista che quella non era la posizione adatta per un “oggetto” del genere (che non era un cimelio storico in quanto mai utilizzato sul campo, ma si trattava di un fondo di magazzino di materiale militare dismesso). Non ci sentiamo di dargli torto. La seconda interrogazione riguardava la possibilità di rateizzare gli oneri di urbanizzazione a carico di quelle famiglie che si sono trovate in difficoltà, a causa della crisi economica, ad onorare questo tipo di spesa. La risposta è stata che gli oneri sono già rateizzati e che eventuali situazioni di difficoltà saranno valutate e gestite direttamente dai servizi sociali. E anche in questo caso difficile dare torto all’amministrazione.

domenica 11 ottobre 2009

Chiare fresche e dolci acque


“Chiare fresche e dolci acque” è il titolo del convegno organizzato da Legambiente svoltosi giovedì 8 ottobre presso la sala verde di Villa Durini di Gorla Minore. Oltre agli organizzatori, sono intervenuti il Sindaco Migliarino Giuseppe, gli amministratori locali, tecnici ed esperti della Regione Lombardia.

Il “Contratto di fume”, così chiamato, è l'impegno che i Comuni facenti parte della Valle dovranno osservare lavorando per il miglioramento della qualità delle acque del fiume Olona e del territorio circostante. Impegno, questo, a cui sono imposte delle scadenze con date fissate dalla Regione Lombardia, come quella del 2027. Ma i più ottimisti sono convinti che, in occasione dell'EXPO di Milano, già dal 2015 dovrebbero esserci i primi risultati importanti per vedere gradualmente un Olona più pulito.

I relatori hanno spiegato che, secondo i dati del 2004, le maggiori cause di inquinamento risultano ancora gli scarichi civili che rappresentano il 67% del totale. Per quanto riguarda le attività industriale ci sono fabbriche che rispettano l'Olona, altre invece che dovrebbero fare molto di più.

Oltre il depuratore di Cairate e di Olgiate Olona, presto entrerà in funzione (entro dicembre 2009) anche quello di Gornate Olona con il successivo e graduale allacciamento alla rete di diversi comuni della zona nord della Valle, ancora non collegati.

Durante il convegno si è parlato anche di interessanti soluzioni di supporto alla depurazione delle acque, come la cosiddetta fitodepurazione, che non è altro che un sistema completamente naturale già sperimentato e adottato in alcune regioni d'Italia e d'Europa. Le piante utilizzate da questa nuova tecnica sono le stesse che in passato crescevano nelle vicinanze di terre paludose che oltre a depurare l'acqua creano l'habitat naturale ideale per la protezione e la riproduzione della fauna acquatica: a questo progetto sembra già interessato il Comune di Gorla Maggiore.

Insomma, le premesse lasciano ben sperare, anche se gli ostacoli da superare restano ancora tanti. Ai problemi individuati in passato, purtroppo, se ne aggiunge un altro, più recente, che è legato direttamente al massiccio consumo del territorio.

La cementificazione delle aree boschive dovuta alla nascita di centri commerciali, multisale, capannoni industriali, nuove strade e autostrade, hanno reso vasto zone del suolo impermeabili alle precipitazioni atmosferiche. Le grosse quantità d'acqua non assorbite dal terreno, quindi, vengono convogliate direttamente nel sistema fognario, trascinando con loro anche gli agenti inquinanti che trovano sul loro percorso. In questi frangenti anche gli impianti di depurazione rendono meno, in quanto riescono a trattare solo una parte delle masse d'acqua ricevute dal sistema fognario, mentre quella eccedente non viene depurata.

C'è da lavorare su due fronti: da una parte occorre risanare, e dall'altra salvaguardare. È necessaria dunque sempre maggiore collaborazione, mettendo in atto politiche serie ed incisive. Occorre più dialogo tra Comuni, Provincia e Regione per evitare gli odiosi “scarichi” di responsabilità; ma è necessario, soprattutto, diffondere la cultura del rispetto dell'ambiente, cominciando sin dai banchi di scuola.

Giuseppe Catone

mercoledì 7 ottobre 2009

Il destino del panda


di Ivan Vaghi

I panda sono destinati all’estinzione. Come Solbiate Olona. Il problema dei panda è che a un certo punto della loro evoluzione hanno fatto una scelta strategica sbagliata, hanno cioè deciso di limitare la loro alimentazione ai soli germogli di bambù, e quando una specie animale commette l’errore di iperspecializzare un suo abituale comportamento l’estinzione è inevitabile, perché basta una piccola variazione dell’ambiente e la specie in questione non è più in grado di adattarsi. Certo, la caccia, la distruzione dell’habitat ecc., sono stati elementi acceleranti il processo, ma l’errore fondamentale, per questa volta, non è stato commesso dall’uomo. La situazione di Solbiate Olona è sostanzialmente simile, perché a un certo punto della sua evoluzione sociale ha deciso di non diversificare le sue proposte comportamentali, rimanendo di fatto legata al modello di relazioni sociali tipico degli anni ’50 dello scorso secolo. Pochi punti di riferimento e sempre i soliti: parrocchia, oratorio, circolo, feste di paese con ballo liscio e salamella, qualche società sportiva, le associazioni d’arma e di ex combattenti (età media imbarazzante), la Pro loco e qualche associazione di volontariato con un impatto sociale, per via di una organizzazione limitata e poco aperta, tutta da dimostrare. Perché sia chiaro, sono e sarò sempre grato a tutti coloro che si impegnano a titolo volontario per qualsiasi cosa, il problema è il contesto, cioè un modello sociale che da altre parti è stato superato da tempo. Non si vuole dare giudizi di merito, le evoluzioni sociali non si possono fermare e sono indipendenti dai contenuti di valori che si portano dietro, succedono e basta, e bisogna essere bravi a tenerne conto nella giusta prospettiva.

Ma perché il nostro tipo di contesto sociale è un problema? Non lo è di per sé, se non per il fatto che il modello sociale degli anni ’50 è per definizione chiuso, o lo si accetta (perché piace) o si viene respinti. Non possiamo far finta di non vedere che a Solbiate Olona non c’è mai stata vera integrazione nei confronti dei nuovi residenti, se non a titolo individuale, perché chi non si riconosce in questo modello socio-culturale non trova altre alternative. Quando anche da noi finiranno gli anni ’50 (e prima o poi capiterà) i solbiatesi perderanno il loro unico modello sociale di riferimento e, non avendone sviluppati altri, non ne avranno nessuno. Come i panda quando finiranno i germogli di bambù. La nostra estinzione non sarà fisica ma di identità, saremo solo un anonimo quartiere del grande centro abitato della Valle Olona, senza piazza (luogo simbolico di aggregazione sociale), senza tradizione, con molti centri commerciali nelle vicinanze, dove la gente va a dormire o a fare la spesa. Certo sarà un destino comune a molti altri piccoli centri, tutti quelli che hanno deciso di rifiutare il confronto con le evoluzioni sociali in atto nel resto del mondo.

Attualmente, ma non dobbiamo permettere che questa cosa ci impedisca di guardare in prospettiva, questo modello di relazioni sociali sta vivendo un periodo molto prospero, grazie in gran parte alle doti organizzative e di entusiasmo di don Emilio, che ha avuto l’intuizione di trasformare l’oratorio in un centro familiare e quindi di aggregazione globale. Questo nuovo corso ha avuto ripercussioni sicuramente positive, ma ha anche contribuito a limitare, forse del tutto, le possibilità di sviluppo di un modello sociale e culturale alternativo. Non certo per colpa di don Emilio, che sta facendo benissimo il suo dovere nel rispetto della sua vocazione e del suo mandato, ma per colpa di una società civile solbiatese, comprese soprattutto le amministrazioni, che è stata passiva e poco lungimirante. Di fatto all’oratorio è stato delegato il mandato di centro di sviluppo sociale e culturale del paese: l’unico vero teatro del paese si trova all’oratorio, le uniche aule disponibili per incontri di varia natura sono all’oratorio (ci faccio anche le assemblee di condominio, tanto per dire), gli unici spazi fisici utilizzabili dai ragazzi sono all’oratorio, la maggior parte delle persone che si impegnano, e qui ci torneremo, gravitano intorno all’oratorio, le associazioni di volontariato sono per lo più espressione dell’oratorio o sue emanazioni, ogni evento di qualsiasi natura si deve confrontare con le attività dell’oratorio, le amministrazioni comunali, soprattutto negli ultimi anni, hanno speso centinaia di migliaia di euro per interventi di cui hanno direttamente beneficiato la parrocchia e l’oratorio. Di fatto a Solbiate Olona non esiste una società civile laica, e quindi non esiste alternativa alla società civile di impronta religiosa. Il germoglio di bambù. Certo se le cose funzionano va bene, ma basta davvero poco perché possano non funzionare più altrettanto bene. Pensiamo solo a cosa succederà quando don Emilio verrà trasferito, perché anche questa cosa succederà presto o tardi. Il rischio che il suo sostituto non abbia altrettante capacità di aggregazione è alto, e quindi è anche alto il rischio di dispersione dell’esperienza aggregante di cui l’oratorio oggi è artefice. E se “cede” l’oratorio comincerà anche a cedere il modello socio-culturale di Solbiate.

Purtroppo le possibilità di costruire un’alternativa laica oggi sono molto basse, sia perché è quasi impossibile convincere le persone di un qualche pericolo quando si è in piena età dell’oro, sia perché l’oratorio stesso è diventato un limite oggettivo, e parlo di risorse umane, per alternative di qualsiasi genere. Mi spiego meglio, in un paese come Solbiate Olona di seimila abitanti scarsi, quante potranno essere le persone che si prendono un impegno continuativo su base volontaria? Duecento è già un bel numero. L’oratorio e la parrocchia da soli, tra catechisti di vario tipo, animatori di varia natura, consiglio pastorale, consiglio economico, coro, gestori del bar, delle strutture e delle iniziative, volontari di vario ordine e grado (compresa la Caritas), ne raccoglie circa un centinaio (se non di più). Gli altri cento sono assorbiti dal gruppo amministrativo, dalle associazioni d’arma e simili, dalla Pro loco, dalla protezione civile, dalle associazioni sportive e di volontariato, insomma dalle istituzioni classiche e irrinunciabili di un qualsiasi centro abitato. Questo vuol dire che qualsiasi tipo di nuova iniziativa culturale laica (perché è sulla cultura che si costruisce l’identità), indipendentemente dalla bontà della proposta e dall’entusiasmo dei proponenti, non ha la possibilità di imporsi nel modo adeguato, perché da una parte c’è l’atteggiamento sospettoso tipico della società anni ’50 nei confronti di chi si propone alternativamente alla parrocchia e all’oratorio, dall’altra c’è proprio la mancanza fisica delle persone che sarebbero disposte a lavorare su queste iniziative, perché il serbatoio da cui si potrebbe potenzialmente attingere è già stato esaurito dalle iniziative dell’oratorio. Il problema viene accentuato dalla situazione economica precaria di questi tempi, che rende difficile anche il reperimento dei fondi necessari. Vuol dire che non ci sono speranze? Ci sarebbero ad una condizione, che si “esca” da Solbiate, che si trovino collaborazioni sovra comunali, provinciali e regionali, ma, viste le esperienze, questo tipo di iniziative gode da noi di ben scarso credito (vedi partecipazione nulla dei solbiatesi ad eventi di carattere culturale organizzati, anche a Solbiate, ma da organizzazioni esterne), mentre invece sono molto apprezzate e seguite nei paesi vicini. Anche questo è un retaggio della chiusura sociale degli anni ’50, quando il campanile del paese vicino era il simbolo del “nemico”. Come i panda quindi siamo destinati all’estinzione, che vorrebbe dire dover rinunciare presto o tardi ad una identità che forse non si è mai veramente sviluppata.

In effetti però c’è in giro qualcuno che cerca di capire come fare per opporsi ad un destino che sembra inevitabile. Ingenui sognatori che da tempo cercano adepti per vari tipi di battaglie perse, novelle cassandre che cercano di mettere in guardia da pericoli talmente evidenti che nessuno riesce a distinguere, come oggetti troppo vicini per riuscire a metterli a fuoco. Siamo noi quelli, panda anche noi certo, ma combattenti, artigli affilati e nessuna voglia di rassegnarsi all’estinzione. Se c’è qualcuno che vuole combattere con noi questa altra battaglia persa, cioè cominciare a costruire una identità solbiatese alternativa, si faccia avanti.

sabato 3 ottobre 2009

Festival della Valle Olona


Si è svolto presso l´oratorio di Solbiate Olona il convegno introduttivo alla seconda edizione del Festival della Valle Olona, che comincerà proprio a Solbiate con una mostra dedicata all´archeologia industriale nella chiesa del Sacro Cuore. Il Festival avrà come tema l´acqua, più in generale l´ambiente, attraverso le modalità di racconto tipico delle arti. Ci saranno infatti, nell´arco di un mese, diverse manifestazioni in alcuni centri della Valle Olona, con spettacoli teatrali e musicali, mostre, spettacoli di danza e di arti figurative. Le relazioni del convegno hanno trattato la situazione idrogeologica e lo stato di salute della Valle, ma anche il rapporto tra acqua e letteratura e acqua e arti in genere, che sarà il filo conduttore del Festival. Da segnalare la bellissima storia dei mulini dell´Olona (compreso quello di Solbiate) raccontataci dalla storica dell´arte Giovanna Rosso dal Brenna.

Desolante l´assenza dell´amministrazione comunale, a parte il saluto dell´assessore Sansalone andato via subito dopo, mentre invece il sindaco e l´assessore all´ecologia e al territorio avevano evidentemente altro da fare. Deprimente invece l´assenza di Solbiate Olona: nessun cittadino, nessun membro di associazioni ricreative o politiche (a parte l´infaticabile Matteo Contin) che da questo tipo di manifestazioni potrebbero imparare molto.

giovedì 1 ottobre 2009

L’eternit, a Solbiate, non è sui tetti, ma sotto i nostri piedi


La notizia è di quelle che scotta, scotta i diretti interessati e scotta la popolazione solbiatese.
Ieri, 30 settembre, il Sindaco di Solbiate Olona, l'Arpa e i Carabinieri erano presenti nel momento in cui è stata tolta la copertura alla buca, scavata nel terreno, dentro la quale era stoccata una rilevante quantità di eternit (si parla di 100 mq circa). Come ben saprete l'eternit rilascia fibre altamente cancerogene, che provocano uno dei tumori più terribili che esistano e cioè quello alla pleura.
Degli articoli che ho letto (Varesenews, Provincia, Prealpina) solamente quello di Valeria Arini (Provincia) dice l'indicibile. Il terreno dove è stato ritrovata la sostanza è quello della Fonderia Bianchi, in via Battisti, e sembra che l'eternit in passato ne costituisse il tetto. Arini dice anche, chiaro e tondo, fonderia “nota per essere di proprietà dell'ex Sindaco, quattro mandati fa, Giovanni Bianchi” e, aggiungo io, presentatore della lista “Per Solbiate PdL – Lega Nord” alle scorse amministrative.
Credo che la questione possa essere affrontata da tre punti di vista. Il primo, quello della legalità, non può che condannare un comportamento chiaramente illegale, e in questo senso mi auguro che le indagine proseguano e che la giustizia faccia il suo corso. Il secondo punto di vista è morale, che sfocia nel sociale: pensavo che si trattasse di una manifestazione dell'egoismo imperante, tipico del berlusconismo e del “leghismo”, ma mi sono dovuto ricredere. Un comportamento egoistico tende a ottenere vantaggi per sé dimenticandosi completamente degli altri: troppo bello, troppo semplice per essere ricondotto al nostro caso. Il nostro è un caso di perfidia, perché il fine è sempre quello di ottenere un vantaggio personale, ma oltre al disinteresse esiste la coscienza di provocare del male agli altri, agli operai che tutti i giorni lavorano in fonderia, ai solbiatesi (sopratutto quelli che abitano nelle vicinanze) e all'ambiente. Giunti a questa conclusione è facile passare al punto di vista pubblico-politico: come è possibile che una persona che si comporta così possa essere stata Sindaco di Solbiate Olona? Come è possibile che abbia potuto presentare una lista alla luce di questi fatti? Come è possibile occuparsi di un paese, se si commettono atti lesivi della comunità in cui si vive?
Come ultima osservazione mi permetto di far rilevare un particolare agghiacciante. Nel programma elettorale di PdL – Lega Nord si parlava di “delocalizzazione delle aziende presenti all'interno del centro abitato e riconversione dei terreni in residenziale”. Non credo ci sia bisogno di andare oltre. Preciso che non voglio gettare discredito su coloro che facevano parte della lista, ma su chi, facendone parte o presentandola, ne era consapevole.
Sono pronto a qualsiasi accusa; la prima potrebbe essere quella di essermi autoproclamato Pubblico Ministero e Giudice, quando la giustizia è ancora ferma ai primi passi. Ma l'evidenza è talmente schiacciante... Se poi la giustizia mi smentirà, allora sarò pronto a rimangiarmi tutto, a chiedere scusa per aver espresso il mio punto di vista su un fatto di cronaca, e a dire che ho commesso un errore.
Ma d'altronde si sa, “i crimini contro la vita, li chiamano errori”.

Stefano Catone