venerdì 20 dicembre 2013

20 dicembre, ultimo Consiglio comunale del 2013

Consiglio comunale molto rapido e con larghissime maggioranze, sia durante i momenti di dibattito che al momento delle votazioni.

La seduta si è aperta con una comunicazione del sindaco, con la quale ha informato che, tramite atto della Giunta, è stato effettuato un prelevamento da fondo di riserva per un importo pari a 39mila euro, con il quale si è andati a finanziare spesa corrente.

Il primo punto di discussione ha visto la riconferma dei servizi gestiti in house da Solbiate Olona Servizi (l'azienda municipalizzata del comune di Solbiate). Si tratta di servizi quali quello idrico, la gestione del Centro SocioCulturale, dei campi calcio, del centro anziani. Curioso che tra questi servizi, nella relazione, sia stato citato anche il Centro di Aggregazione Giovanile - ha rilevato il consigliere Antonello Colombo. Il sindaco Melis ha risposto che con altri sindaci si sta discutendo della possibilità di aprire un centro di ascolto giovanile sovracomunale. Se volete la mia, ho avuto l'impressione che in realtà sia stata una più semplice svista. Comunque, sul sito internet del comune sarà pubblicata tale relazione per rendere pubblici i vantaggi per i cittadini rispetto a una gestione di mercato. (Solo allora sapremo se effettivamente è stata una svista).

Il secondo punto di discussione ha riguardato il processo che porterà al riscatto dell'impianto di illuminazione pubblica. Il Comune ha stimato in 60mila euro il valore dell'impianto. Enel Sole ne ha stimati 130mila, di euro. Il Comune ha deciso di dare comunque seguito al procedimento ma riservandosi di procedere ad ulteriori verifiche dato che - ha dichiarato il sindaco - "pari che alcuni dei pali non siano nemmeno a norma".


Il consiglio comunale si è chiuso con un "in bocca al lupo" rivolto dal sindaco al consigliere Mannino Rosalia, perché risolva alcuni problema di salute il più presto possibile. Partecipiamo all'in bocca al lupo e cogliamo l'occasione per augurare un felice Natale e sereno anno nuovo a tutti i solbiatesi.

mercoledì 18 dicembre 2013

La campagna elettorale che ci aspetta

Nel giro di poche ore due cose mi hanno ricordato l'ultimo numero de "La voce solbiatese", il periodico a cura dell'Amministrazione Melis (in particolare a cura di un tale "coordinatore politico", che si firma proprio così). Precisamente: una chiacchierata con un amico e il foglio che ho trovato nella posta, "Chiarire ai cittadini... per non avere scuse da nessuno", a cura di "Buongiorno Solbiate". Entrambe le voci sono state chiare nel definire (come noi stessi abbiamo fatto) il metodo con il quale "La voce solbiatese" ha attaccato gran parte degli schieramenti politici avversi. Il mio amico ha definito il metodo come "fascista", e io non me la sento di dargli torto, perché quando lo scontro non rimane più sul piano della politica ma scade sul personale, quando l'attacco non nasconde una certa violenza, tende al dileggiamento, si fonda sul retroscenismo e si muove su un terreno melmoso, ecco, non ci si va molto lontano.

Fatta questa premessa, devo farne una seconda, molto semplice. E' mai possibile che la campagna elettorale 2014 stia iniziando con gli stessi identici argomenti (le - presunte - cose fatte o non fatte anni fa da un ex sindaco, la questione dell'ex oratorio femminile, per fare degli esempi) della campagna 2009? Posso suggerire altri argomenti, se necessario: lo svincolo di Pedemontana, l'Iper, la costruzione di via Varese, il campo da golf e l'abbattimento del filare di pioppi, la costruzione dei parcheggi in via dei Patrioti e dei nuovi spogliatoi del campo sportivo. Eccetera.

Possiamo andare avanti così, oppure possiamo cercare di alzare un po' lo sguardo, e di pensare a quel che è mancato o è venuto a mancare in questi anni. Penso a due argomenti, in particolare. Quello ambientale e quello sociale. Su entrambi i fronti abbiamo assistito a un impoverimento dell'offerta, sicuramente dovuto anche a fattori di tipo congiunturale, ma sui quali è necessario che a mio modo di vedere la prossima amministrazione si impegni da subito in un difficile lavoro di recupero.

Da un lato mi viene in mente l'impoverimento di diverse attività che hanno il tratto comune di far incontrare le persone, anche di diverse età, di farle crescere, di renderle soggetti attivi di una comunità. Penso ai tagli operati alla scuola e al contemporaneo aumento delle tariffe, processi che inevitabilmente coinvolgono intere famiglie. E penso all'eliminazione del Centro di aggregazione giovanile, al taglio dei trasferimenti alle associazioni e al parallelo disgregamento di alcune realtà, come il G.S. Solbiatese o il gruppo di volontari della Protezione Civile.

Dall'altro lato non posso che pensare al Piano di Governo del Territorio (di cui nei mesi scorsi abbiamo scritto diffusamente, qui e qui, ad esempio), alla stessa Pedemontana, allo stato disastroso in cui versa il fiume Olona, alle vicende che hanno riguardato il trasferimento di Ely a Solbiate e alle ombre dell'impianto a biomasse.

Sarebbe un sogno una campagna elettorale fatta di proposte su questi temi. Ma ho come l'impressione che non succederà, e sarà davvero un peccato.

lunedì 9 dicembre 2013

Il risultato delle primarie a Solbiate e in provincia di Varese

Le primarie dell'8 dicembre 2013 per l'elezione del segretario nazionale del Partito Democratico, a Solbiate Olona, si sono concluse con il seguente risultato: 155 votanti, 94 voti espressi per Matteo Renzi (60,6%), 38 per Giuseppe Civati (24,5%), 23 per Gianni Cuperlo (14,8%).

Ringraziamo tutti i votanti. La voglia di partecipare alla vita politica del Paese è ancora alta, forse più alta che mai, visto che il dato sull'affluenza rappresenta un nuovo record di partecipazione nella storia delle primarie del centrosinistra a Solbiate. Non possiamo che essere molto felici.

Il risultato provinciale è, invece, il seguente: Matteo Renzi 17.075 (67%), Giuseppe Civati 4.508 (18%) e Gianni Cuperlo 3.669 (15%).

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Alla luce del risultato del Collegio di Busto Arsizio, sono stato eletto all'Assemblea nazionale del Partito Democratico, nella lista collegata a Giuseppe Civati. E' per me un grande onore, e ringrazio tutti i Solbiatesi, gli elettori della Valle Olona, della città di Busto e dei comuni limitrofi nonché di Saronno e dei comuni limitrofi per aver contribuito, con il loro voto, alla mia elezione, seppur in una lista bloccata. Infine, un ringraziamento anche al comitato locale per Civati.

Stefano

lunedì 2 dicembre 2013

8 dicembre: le primarie sono aperte

L'8 dicembre si terranno le primarie per l'elezione del segretario nazionale del Partito Democratico e dell'Assemblea nazionale.

A Solbiate Olona allestiremo il seggio presso il Centro Socio-culturale, in via dei Patrioti. Il seggio sarà aperto dalle 8:00 alle 20:00.

Le primarie sono aperte: possono votare anche i non iscritti, come sempre.

Le liste dei candidati all'Assemblea per il collegio al quale appartiene Solbiate - il collegio di Busto Arsizio - sono le seguenti:



Qui tutte le informazioni utili: http://www.primariepd2013.it/

Vi aspettiamo numerosi come sempre!

lunedì 18 novembre 2013

Convenzione del Circolo di Solbiate Olona

La convenzione del Circolo di Solbiate Olona, valida per la fase congressuale interna agli iscritti, si è svolta - come indicazione della Federazione Provinciale - congiuntamente a quelle dei Circoli di Fagnano Olona e Solbiate Olona, venerdì 15 novembre.

I risultati sono i seguenti:

  • Matteo Renzi 34 voti (58%);
  • Giuseppe Civati 14 voti (24%);
  • Gianni Cuperlo 11 voti (19%);
  • Gianni Pittella 0 voti.

venerdì 1 novembre 2013

E' iniziata la campagna elettorale

Ieri sera, 31 ottobre, si è svolto uno dei Consigli comunali più animati ai quali abbia mai assistito. Come sempre, cercherò di raccontare quel che si è capito dall'esterno e le idee che mi sono fatto. Portando qualche critica, è chiaro, e sperando di non finire in quel tritacarne che oramai è diventato il giornale "La Voce Solbiatese".

Avvenuta la votazione sul verbale della seduta precedente, la discussione sulla ricognizione delle società partecipate del comune di Solbiate è passata tutto sommato liscia. In sostanza, la Solbiate Olona Servizi, che gestisce alcuni immobili comunali e il servizio idrico, negli ultimi tre anni ha fatto registrare dei bilanci in attivo e perciò, nonostante Solbiate abbia meno di 30mila abitanti, potrà continuare ad operare. Sulle altre partecipate (Castellanza Servizi e Tutela Fiume Olona) non si è proceduti alla ricognizione, dato che il comune detiene quote marginali.

Con il terzo punto all'ordine del giorno gli animi hanno cominciato a scaldarsi. Si parlava precisamente della convenzione stipulata con il comune di Saronno per la condivisione del segretario comunale, dott. Bottari.
Torniamo indietro nel tempo: la decisione di non avvalersi più della collaborazione del dott. Guerra fu motivata dall'amministrazione Melis esclusivamente con la necessità di tagliare i costi. Dopo l'avvicendamento di diverse persone, pare che ora, con il dott. Bottari, si sia giunti a una soluzione definitiva. Dov'è il problema? Il problema è che, alla fine, pare che tale soluzione costerà più della soluzione precedente (qui trovate una lettera del dott. Guerra). Per determinare la differenza abbiamo assistito a un balletto sulle cifre e, calcolando i contributi (e aggiungendo i rimborsi per le trasferte), pare che effettivamente spenderemo di più. Capite quindi l'incongruenza con le finalità che l'amministrazione si era posta. Messo alle strette il sindaco Melis ha sostenuto la bontà della scelta dichiarando che «il risparmio è [da calcolare] anche sull'operato e sulla funzione di controllo che [il segretario comunale] esercita sui dipendenti. [Ci sono state...] situazioni particolari, come il caso dell'ex assistente sociale, quindi il risparmio è avvenuto anche per il maggiore controllo». Arrivando al punto: il dott. Guerra sarebbe responsabile di perdite economiche del comune di Solbiate. Un'arrampicata sugli specchi che contiene affermazioni quantomeno molto gravi.

Si è quindi passati alla votazione di una variazione del Bilancio preventivo per l'anno 2013. L'assessore Gadda ha cominciato il suo intervento dicendo che tale variazione mette «a serio rischio il rispetto del Patto di stabilità» - circostanza che può comportare delle sanzioni per il nostro Comune.
In sostanza grazie a un accertamento sui versamenti dell'ICI per gli anni 2009/2011, il comune incasserà 196mila euro. Questi soldi - ed è qui la variazione di bilancio - saranno utilizzati per finanziare spese come: il rimborso del trasporto scolastico (finalmente elargito sulla base dell'ISEE), il premio allo studio, i contributi alle associazioni sportive, altre spese sociali, il bando per la gestione della futura farmacia comunale, lo stesso servizio fatto dall'agenzia di accertamento (50mila euro). Tutto bellissimo, no? No. Tutte queste sono spese correnti, per farle ci vuole denaro sonante. E ce la faranno i nostri eroi a incassare i soldi derivanti dall'accertamento ICI entro il 31 dicembre? Verosimilmente, no.
Ecco perciò quel che ho capito: queste spese non saranno finanziate dal recupero dell'ICI, ma saranno finanziate intaccando l'avanzo di gestione degli anni precedenti mettendo a garanzia il recupero dell'ICI. Di fronte a questa lettura il sindaco ha confermato che «lo permette la legge» e l'assessore Gadda che «l'avanzo degli anni precedenti lo intacchiamo volentieri».
La lettura politica è: attraverso un espediente contabile si finanziano spese che negli anni precedenti sono state tagliate o annullate, con il rischio di non rispettare il patto di stabilità e incorrere in sanzioni, proprio ora, a ridosso delle elezioni. Una mossa che crea consenso e che vede quattro possibili scenari futuri:
In tutti gli scenari, il sindaco Melis praticamente non perde mai. Il ripristino dei finanziamenti alle associazioni, dei rimborsi per il trasporto alle famiglie degli studenti, dei premi allo studio, tagliati per tutti gli anni precedenti e reintrodotti ora, a sei mesi dalle elezioni, rischiando di non rispettare il patto di stabilità, non può che essere letto come la prima mossa della campagna elettorale.

Si è giunti all'apice della tensione nel momento in cui sono stati discussi i due punti che riguardavano la Protezione civile. Per capire meglio tutta la vicenda che, da questa estate, ha riguardato la ProCiv di Solbiate vi invitiamo a leggere il loro blog
Il primo punto consisteva in un'interrogazione delle minoranze, volta a chiarire i motivi della sospensione del servizio di ProCiv. Io la risposta non l'ho capita. Ho capito che, a un certo punto, il responsabile è stato sollevato dal suo incarico, ma non ne ho capiti i motivi. Non ho nemmeno capito perché, sollevato il responsabile e arrivate le dimissioni del vice, il servizio non sia stato coordinato dal sindaco stesso - il quale ha ribadito più volte di essere "responsabile" della ProCiv - ma sia stato sospeso.
Il secondo punto riguardante la ProCiv è stata l'adozione del nuovo regolamento della ProCiv. Ignoro quali siano i riferimenti normativi corretti, ma alcune cose di buon senso mi pare si possano dire. Il regolamento si configura come un "non regolamento", perché di fatto non regola niente, ma sancisce la supremazia e il totale controllo del sindaco sulla ProCiv, alla quale non viene riconosciuta alcuna identità. E' il regolamento a prevedere che con l'adozione dello stesso il gruppo ProCiv esistente sia sciolto - dando luogo, a mio modo di vedere, un cortocircuito normativo -, creando un vuoto nell'erogazione del servizio. Coloro che vorranno tornare a fare volontariato potranno presentare domanda: non esiste alcun requisito, esiste solo la parola del sindaco, che deciderà se ammettere o meno i nuovi volontari. Ma siccome anche il sindaco può sbagliare, il regolamento individua altre due strade per resettare il gruppo: con la rimozione del responsabile decade anche il gruppo intero e apportando modifiche al regolamento decade il gruppo intero. 
La ProCiv, grazie a questo regolamento, risulta del tutto "schiacciata" sulla figura del sindaco, rispetto al quale non sarà possibile dissentire, pena lo scioglimento del gruppo. 
Qualcuno della maggioranza ha capito l'enormità del fatto, e infatti ci sono stati due astenuti.
I volontari della ProCiv, dopo il voto, hanno abbandonato l'aula consigliare. Tra loro ho visto anche alcuni ragazzi. Così si mortifica un paese, e non possiamo più permettercelo.    

martedì 29 ottobre 2013

Tovarich Vaghilof

La prendo sul ridere, anche se lo scopo di chi mi ha definito “atamano” (parola peraltro sconosciuta ai più) era probabilmente quello di offendermi. Problemi suoi, di sicuro ai solbiatesi non interessa nulla e quindi non vale la pena di tornarci più di tanto.
Quelli della Voce solbiatese invece non fanno altro da anni: prendono di mira qualcuno, pensano a tutti i modi possibili per denigrarlo sul piano personale e poi vanno avanti a farlo all’infinito. Ringrazio quindi di cuore la redazione della Voce solbiatese, l’autore dei suoi articoli nonché ex ufficiale dell’esercito, il sindaco Melis, gli assessori e i consiglieri comunali di maggioranza per la grande dimostrazione di maturità, professionalità e senso etico che dimostrano con il loro continuo gettare fango sulla gente. Tutti i cittadini di Solbiate Olona non vedevano l’ora che questo accadesse.
L’unica cosa su cui è giusto tornare è quel tentativo di “grande ammucchiata” (parole loro) di cui sono stato accusato, alludendo probabilmente a un eventuale tentativo di lista unica di opposizione alle prossime elezioni. A parte il fatto che non ho capito perché mi si indichi come artefice di questo tentativo e perché si pensi che sia “fallito” (sempre parole loro), quello che stiamo facendo e che abbiamo sempre fatto al PD è di parlare con chiunque abbia il buon senso di ascoltare quello che abbiamo da dire. A nostra volta noi ascoltiamo loro. Mi rendo conto che i verbi “ascoltare” e “parlare” siano sconosciuti alla nostra amministrazione cittadina visto che conoscono solo i verbi “comandare”, “imporre”, “chiudere” e via sbruffonando, ma anche questo è un problema loro, non capisco perché debba essere considerato nostro. Se poi entriamo nello specifico delle ammucchiate ricordo all’autore degli articoli della Voce solbiatese che l’attuale amministrazione comunale deriva dalla fusione di liste di ispirazione assai diversa e una di queste raccoglieva proprio gli ex-comunisti solbiatesi. Ricordo anche che in vista delle prossime elezioni l’attuale amministrazione comunale sta corteggiando persone che non hanno nessuna difficoltà a essere definiti comunisti, proprio per non perdere i voti dell’estrema sinistra solbiatese che si sono rivelati necessari all’attuale sindaco per vincere le elezioni. Mi chiedo quindi chi è che si ammucchia.
Per il resto continuate pure a offendere la gente e a inventare palle per sostenere argomenti che non esistono, visto che non avete nessuna difficoltà a mettere a tacere la vostra coscienza. Solo una cosa: smettetela di concludere i vostri cartelloni con l’invocazione a Dio, risparmiateci almeno questa ipocrisia.

  

lunedì 28 ottobre 2013

Risultati congresso provinciale e di Circolo

Si sono tenute ieri le votazioni per l'elezione del Segretario provinciale e del Segretario di Circolo di Solbiate Olona.

A Solbiate, riconfermato Stefano Catone, con 14 voti favorevoli e una scheda bianca.

Le votazioni per il provinciale hanno invece visto Sara Battistini e Samuele Astuti aggiudicarsi 7 voti ciascuno, e Luca Carignola ottenere un voto.

Come scrive VareseNews,
Le primarie per il segretario provinciale del Partito Democratico, che si sono svolte nella giornata di domenica 27 ottobre 2013,  hanno visto la maggioranza dei consensi per il sindaco di Malnate Samuele Astuti: per lui il 44,88% dei consensi tra i votanti, che sono stati in tutto 2431, e 1082 voti.
Luca Carignola, il secondo più votato, ha ottenuto il 41,64 per cento dei consensi, con 1004 voti. La terza contendente alla segreteria provinciale, Sara Battistini, ha ottenuto il 13,48 % dei voti, pari a 325. 
Per quanto riguarda la segreteria provinciale, la decisione passa ora all'Assemblea provinciale, che dovrà scegliere tra Samuele Astuti e Luca Carignola.

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato!

domenica 20 ottobre 2013

Congresso di Circolo e provinciale

Il congresso provinciale e il congresso di Circolo, che porteranno al rinnovo della carica di Segretario provinciale e di Segretario del Circolo di Solbiate Olona, si terranno in data 27 ottobre presso la saletta del Centro Socioculturale che affaccia su via XXV aprile.
Si potrà votare dalle ore 9 alle ore 19, e potranno votare solamente gli iscritti al Partito Democratico che abbiano rinnovato l'iscrizione nel 2013. Sarà possibile iscriversi ed esercitare il voto fino al momento della chiusura del seggio.

mercoledì 16 ottobre 2013

Congresso provinciale

Il prossimo 27 ottobre si voterà per il rinnovo della segreteria provinciale del Partito Democratico.
I candidati in campo sono Samuele Astuti, Sara Battistini e Luca Carignola.
A questo indirizzo potete trovare maggiori informazioni su di loro e i loro programmi.
Mentre di seguito i dibattiti pubblici ai quali parteciperanno e ai quali si è invitati a partecipare:

venerdì 27 settembre 2013

Congresso del Partito Democratico 2013

L'odierna Direzione nazionale ha approvato il regolamento congressuale 2013. Lo si può consultare a questo link: http://www.partitodemocratico.it/doc/260628/regolamento-del-congresso.htm

Per partecipare ad alcune fasi congressuali è necessario essere iscritti al Partito Democratico. In particolare, per esercitare l'elettorato passivo è necessario tesserarsi al più presto (la Federazione provinciale indica come data ultima per la consegna delle tessere il 3 ottobre).

Di conseguenza, chi volesse iscriversi al Partito Democratico per la prima volta, così come chi non ha ancora rinnovato la tessera, può recarsi lunedì 30 settembre, dalle 21, presso la saletta del Centro Socioculturale che si affaccia su via XXV Aprile o può contattarmi all'indirizzo mail pdsolbiateolona @ gmail.com così da poterci organizzare.

Stefano Catone

martedì 10 settembre 2013

Solidarietà al sindaco Melis

Nei giorni scorsi si è consumato un grave fatto nei pressi del Comune di Solbiate Olona, quando un ignoto ha danneggiato l'auto del sindaco Luigi Melis versando, sul cofano, dell'acido.
Porgiamo la nostra solidarietà al sindaco Melis, vittima di un atto vergognoso e indegno, che condanniamo, augurandoci che nel futuro non si verifichino mai più episodi violenti come questo.
Il dialogo, la discussione, ma anche il confronto politico, non possono e non devono uscire dai percorsi tipici della vita democratica.

Rinnovando la nostra solidarietà,

Circolo PD Solbiate Olona

lunedì 19 agosto 2013

Festa PD di Fagnano: dibattito con Maria Chiara Gadda

Pubblichiamo il volantino della Festa PD di Fagnano Olona, segnalando, in particolare, che giovedì 22 agosto, dalle 20.30, si terrà un incontro pubblico con l'on. Maria Chiara Gadda.

martedì 6 agosto 2013

Il consumo di suolo in Valle Olona e a Busto Arsizio

Chi mi conosce sa che da quando mi interesso alla cosa pubblica mi interesso al consumo di suolo. O meglio, mi interesso ai motivi per i quali è necessario bloccare il consumo di suolo e alle strategie attraverso le quali perseguire questo obiettivo.
Scrivo questo post perché ho trovato dei dati prodotti da Legambiente Lombardia riguardanti il consumo di suolo in tutti i comuni Lombardi, fotografati nel 1954, nel 1999 e nel 2007.
Prendo come riferimento la zona in cui vivo, che dalla maggior parte dei miei concittadini credo sia ritenuto il naturale raggio d’azione della propria vita quotidiana e di quella dei loro cari. Parlo, più precisamente, del territorio della Valle Olona (Cairate, Fagnano Olona, Gorla Maggiore e Gorla Minore, Solbiate Olona, Olgiate Olona, Marnate e Castellanza) e di Busto Arsizio.
Ho semplicemente preso i dati e li ho messi in fila. La prima fotografia è la seguente:



1954
1999
2007
BUSTO ARSIZIO
27,4%
59,3%
63,5%
CASTELLANZA
34,4%
72,5%
74,4%
GORLA MAGGIORE
7,1%
35,1%
38,3%
GORLA MINORE
8,5%
38,6%
42,0%
MARNATE
10,7%
50,8%
53,8%
OLGIATE OLONA
15,9%
67,1%
72,2%
SOLBIATE OLONA
10,6%
56,5%
63,7%
FAGNANO OLONA
13,5%
43,3%
54,3%
CAIRATE
8,7%
27,7%
29,2%
La tabella qui sopra descrive come è variata la superficie antropizzata in ciascuno dei comuni citati rispetto al totale della superficie comunale. Se nel 1954 solamente il 27,4% del territorio di Busto era antropizzato, nel 2007 la percentuale è cresciuta fino al 63,5%. I comuni più piccoli hanno visto una crescita ancora più forte, partendo da condizioni di minore antropizzazione: sono particolarmente impressionanti i casi di Olgiate e Solbiate Olona. In sintesi, e volendo semplificare, il rapporto tra aree antropizzate e aree con altra destinazione (aree agricoli, territori boscati e ambienti seminaturali, aree umide e corpi idrici – notare che la Valle Olona è attraversata dal fiume Olona) si è capovolto.
Quanto la crescita del territorio antropizzato è andata di pari passo con la crescita della popolazione? Poco, molto poco. Anzi, per niente. Ed è ovvio che lo sviluppo economico della nostra società non deve fermarsi al 1954, ma allo stesso tempo e da evitare un’antropizzazione slegata dalla realtà e dalle reali necessità economiche e sociali.
Guardiamo perciò ai trend.
La tabella qui sotto descrive la crescita percentuale della popolazione nei diversi comuni, tenendo come anno di riferimento il 1951:



1961
1971
1981
1991
2001
2011
BUSTO ARSIZIO
22,4
49,4
51,6
46,5
44,3
51,5
CASTELLANZA
19,6
47,8
56,9
53,5
43,5
40,3
GORLA MAGGIORE
18,2
27,7
52,4
71,4
80,3
89,4
GORLA MINORE
8,0
20,8
34,6
46,5
58,5
78,7
MARNATE
13,0
49,8
82,5
84,5
95,3
138,8
OLGIATE OLONA
24,9
72,4
87,0
101,8
116,4
144,7
SOLBIATE OLONA
17,3
41,8
51,8
73,0
101,9
101,4
FAGNANO OLONA
30,3
64,3
67,8
66,0
66,7
94,3
CAIRATE
26,5
51,9
55,6
50,7
57,9
69,3
Sono solamente tre (Marnate, Olgiate e Solbiate Olona) i casi in cui la popolazione, rispetto al 1951, è più che raddoppiata.
Nella tabella sottostante, la crescita del territorio antropizzato, tenendo come riferimento il 1954:



1999
2007
BUSTO ARSIZIO
116,8%
132,2%
CASTELLANZA
110,7%
116,2%
GORLA MAGGIORE
395,2%
440,7%
GORLA MINORE
351,9%
392,3%
MARNATE
374,1%
401,7%
OLGIATE OLONA
322,1%
353,9%
SOLBIATE OLONA
435,3%
503,0%
FAGNANO OLONA
219,4%
300,7%
CAIRATE
219,2%
235,7%

Come potete facilmente notare, non c’è nemmeno un comune in cui la crescita del territorio antropizzato sia inferiore al 100%. Ed esistono casi davvero eccezionali, con numeri da giramento di testa.
Facendo una media su tutti i comuni, tra il 1951 e il 2011 la popolazione è cresciuta del 64,7%. Il territorio antropizzato, tra il 1954 e il 2007, del 203%.
Concentrandoci sugli ultimi anni, tra il 2001 e il 2011 la popolazione è cresciuta del 6,5%. Il territorio antropizzato, tra il 1999 e il 2007 (quindi in un arco inferiore pari all’80% di quello utilizzato sulla popolazione) è cresciuto dell’8,6%. A spanne, più del 2% all’anno, il che ci fa ipotizzare che sui 10 anni si stata superata, verosimilmente e abbondantemente, la quota del 10 %. Quasi il doppio della crescita della popolazione.
Il consumo di suolo non si ferma. A mio modo di vedere, le proposte e le analisi più intelligenti in materia sono qui, coordinate e messe a disposizione da Giuseppe Civati.

S.

lunedì 5 agosto 2013

Urge risposta

Abbiamo appena letto l’ultimo numero della Voce Solbiatese, con la consueta e doverosa curiosità. Ma con la consueta delusione abbiamo dovuto notare il solito stile spocchioso e arrogante, che si basa sull’insulto personale e sul meccanismo dello “spin doctor”, che vuol dire alterare i fatti in modo che risultino a proprio vantaggio. Scuola di comunicazione vecchio stile, che purtroppo ha fatto la fortuna di tanti e che continuerà a farla. Per nostra fortuna si tratta perlopiù di questioni che non ci riguardano e quindi non ci entriamo. Ci limitiamo alle parti che ci hanno chiamato in causa perché a queste, effettivamente, urge risposta.
Cito testuale, in relazione alla revoca dell’incarico al coordinatore della protezione civile: sulla revoca dell’incarico … il PD locale mi ha, addirittura, descritto come una brutta copia di un Podestà, il sindaco fascista di infelice memoria. A parte il fatto che noi non abbiamo detto assolutamente nulla sulla revoca del coordinatore, proprio perché non ci sembra corretto intervenire in questioni che non conosciamo, non ci risulta nemmeno che abbiamo paragonato il sindaco a un podestà. O perlomeno non ancora. Ma forse è solo una questione di coda di paglia. Quello che abbiamo fatto è stato descrivere l’atteggiamento di un signorotto locale (come purtroppo ce ne sono tanti) che opera in modo da accentrare su di sé tutti i poteri utilizzando le istituzioni pubbliche al fine di preservarli (con la propaganda). Evidentemente il sindaco Melis si riconosce in questo schema. Già il fatto che scriva Podestà con la “p” maiuscola, così come si faceva durante il ventennio, indica un'evidente (inconscia o meno) nostalgia per quei tempi. Che si vesta sempre di nero che c’entra? Lo fanno anche le suore ma mica diciamo che sono fasciste.
Ma proseguiamo: la verità è che sono quelli che ritengono di rappresentare tutto il PD solbiatese a essersi alleati con gli eredi dei Podestà (e ridaje) fascisti di Solbiate Olona. Qui ci sarebbe da scrivere un libro ma rimaniamo sull’attualità. Il PD di Solbiate non si è alleato proprio con nessuno. Le manie di persecuzione del sindaco sono un problema suo e non si capisce perché lo debba scaricare su di noi venendoci a dire quali scelte politiche dobbiamo fare, ma a parte questo, ribadiamo, il PD di Solbiate non si è alleato con nessuno. Gli eredi dei podestà fascisti? Di podestà a Solbiate ce n’è stato uno solo, Alfredo Tobler (se il sindaco non fosse così drammaticamente disinteressato alla storia del paese che rappresenta lo saprebbe), e non mi risulta che in paese ci siano suoi eredi che fanno attività politica, perlomeno non eredi di sangue. Se si riferisce ai Bianchi cosa vuole dire, che chi ha avuto dei parenti con un passato (80 anni fa!) discutibile non è autorizzato a svolgere attività politica? Questo sì che è fascismo. Poi, come lei ben sa, i Bianchi si sono divisi in due gruppi politici differenti che non si sopportano tra di loro ed è un po’ dura fare alleanze con tutti e due contemporaneamente. Però potrebbe essere un’idea, la raccogliamo e la ringraziamo.
Ci sarebbe anche la questione del “pretendono di rappresentare tutto il PD solbiatese”. Noi rappresentiamo gli elettori del PD che si sbattono, in una situazione del partito purtroppo difficile e che ci vede impegnati in modo critico, a portare avanti le idee e i progetti che lo contraddistinguono. Lo facciamo facendo informazione, partecipando alle attività del partito a livello provinciale, regionale e nazionale, organizzando le primarie, facendo sentire la nostra voce quando è possibile, partecipando all’organizzazione delle feste e cercando di fermare a mani nude la marea di consensi che il nostro partito purtroppo sta perdendo, non certo per colpa nostra. 
D'altra parte il circolo di Solbiate Olona, come qualsiasi altro circolo del Partito Democratico, ha eletto ed eleggerà il proprio direttivo tramite libere elezioni, alle quali hanno diritto di partecipare tutti gli iscritti. A breve (speriamo), con il decadimento della segreteria nazionale e il conseguente Congresso nazionale, saranno rinnovati anche gli organi locali del Partito, e noi siamo aperti alla contaminazione positiva della società, da parte di tutti coloro che ancora credono nelle potenzialità di questo Partito.
Per cui sì, lo diciamo tranquillamente, noi rappresentiamo tutto il PD solbiatese, nel bene o nel male. Si chiama democrazia, ed è lo stesso meccanismo che le permette di parlare a nome di tutti i cittadini di Solbiate nonostante abbia preso solo il 30% dei voti complessivi. Funziona così e non ci sono sistemi migliori.

Ultima cosa, che non abbiamo capito, lei scrive in prima persona tutto il suo lungo articolo, poi si firma Il Responsabile Politico (sempre queste maiuscole…) della Lista Civica Voce Solbiatese. Ma lei è il sindaco o il responsabile politico? Ma la politica non le faceva schifo?

Ivan Vaghi

martedì 30 luglio 2013

Consiglio comunale del 29 luglio: le novità, se ci sono, sono negative.

Il consiglio comunale del 29 luglio si è aperto con un minuto di silenzio in ricordo di Laura Prati e delle vittime della tragedia in Irpinia, nonché, su richiesta dell'Antonello Colombo, in ricordo del dottor D'Agata, segretario comunale di Solbiate per un breve periodo, prematuramente scomparso.

Doveva (e poteva) essere un Consiglio comunale portatore di grandi novità, e invece.

E invece i due punti all'ordine del giorno più originali non hanno avuto alcun seguito. Uno di questi prevedeva la nascita di una convenzione con il Comune di Marnate per il servizio di Ufficio Tecnico, che avrebbe portato alla condivisione del responsabile del servizio stesso. Non sono state chiarite le ragioni di questa scelta, se non motivandole con l'esigenza di razionalizzare i costi, senza entrare nel merito della qualità del lavoro svolto dal nostro Ufficio tecnico, anche perché il dibattito è morto sul nascere, dato che il sindaco Melis ha comunicato che una nota giunta in giornata dal Comune di Marnate negava la volontà di questo Comune di voler condividere il servizio. Tale punto all'ordine del giorno è quindi stato ritirato, senza accogliere nessuna dichiarazione del Consiglio comunale. Il sindaco ha comunque assicurato che rimane ferma intenzione dell'amministrazione comunale percorrere questa strada di collaborazione sovracomunale. Come esempio ha portato la convenzione "comunità sicure" con il Comune di Olgiate (prevede la coordinazione per il pattugliamento serale e nei giorni festivi, rinnovata ieri), spiegando come questa funzioni bene e supplisca alla mancanza di un terzo vigile che tuttora è intenzione dell'amministrazione assumere, se non vi fossero dei vincoli statali. Io a questo punto mi sono perso: la strada è assumere un terzo vigile o è quella delle convenzioni sovracomunali?
L'altro punto che prospettava un notevole passo avanti nelle scelte amministrative era la determinazione della modalità di gestione della farmacia comunale che sorgerà all'interno dell'Iper. Una delibera precedente del Consiglio comunale affidava alla Giunta il compito di individuare la modalità di gestione adeguata, e ieri è stato praticamente rinnovato tale mandato. Inoltre, come hanno rilevato le minoranze, sarebbe utile che prima di imbarcarsi in un'operazione del genere e dato che sembra molto difficoltoso affidare la gestione della farmacia a terzi, sarebbe utile un piano finanziario adeguato. [AGGIORNAMENTO] Mi informano che ho sbagliato a capire: con il voto espresso in questo Consiglio comunale si dà alla Giunta mandato di scegliere la modalità di gestione, informando, a decisione presa, il Consiglio comunale. In precedenza, la Giunta avrebbe dovuto sottoporre al Consiglio un ventaglio di scelte e quest'ultimo avrebbe deliberato. Le cose cambiano, di molto, rispetto a come avevo capito.

Rimanendo in ambito di finanze comunali, l'amministrazione comunale ha deciso di confermare la propria politica fiscale, e cioé: detassare indiscriminatamente la prima casa e tassare indiscriminatamente e ulteriormente i redditi. Nello specifico, l'addizionale comunale sull'Irpef rimane ferma allo 0,2%, così come rimane ferma la soglia di esenzione a 12.000 euro. La cifra reale raccolta l'anno scorso è stata pari a 130.000 euro. Curioso che la cifra corrisponda perfettamente con quanto il sindaco dichiarò che valesse la non applicazione dell'IMU su tutte le prime case. La scelta è tutta politica, e si colloca nello scenario di un Paese in cui tributi e contributi incidono per il 47,6% sul costo del lavoro (in Svezia siamo al 42,8%, in Danimarca al 38,6%), in cui l'aliquota sui redditi più bassi (fino a 15.000 euro) è quasi raddoppiata dai tempi dell'introduzione dell'Irpef, negli anni '70. Allo stesso tempo, nel Paese che tassa meno i patrimoni, Solbiate decide di detassarli ulteriormente, senza prevedere soglie di esenzione per le famiglie proprietarie di un appartamento, ma esentando tutti, anche i proprietari di castelli e ville con piscina. Insomma, al posto di una tassa che è di per se progressiva, perché guarda al patrimonio, spalmiamo uno 0,2% piatto piatto su tutti i redditi, senza alcuna progressività, nel Paese che tassa il lavoro già in una maniera straordinaria. E' così che siamo diventati la Repubblica fondata sulla prima casa, e non più sul lavoro. E il risultato è il magro Paese che ci troviamo di fronte. (Qui una semplice e rivoluzionaria proposta).

Fiscalità e immobili si tengono assieme su due altri punti all'ordine del giorno. Nell'adeguamento degli oneri di compensazione ambientale alla normativa regionale e nell'introduzione della Tares (che sostituisce la Tarsu). Sulla Tares, che rispetto alla Tarsu considera il numero di persone che abitano all'interno di un determinato immobile e non solo la superficie, l'amministrazione ha cercato di rimodularla per evitare forti scompensi che altrimenti si sarebbero creati per alcune categorie (sono state citate in particolare alcune tipologie di famiglie e le rivendite di ortofrutticoli). Per quanto riguarda gli oneri di compensazione ambientale, in sostanza si è andati ad aumentare la quota di oneri di urbanizzazione (che quindi rimangono invariati) destinati alla compensazione ambientale. Tutti tranquillizzati - tutti - dal fatto che non si tocchino gli oneri di urbanizzazione per questioni ambientali. Sia mai, nonostante siano infinitamente più bassi di Paesi in cui la pianificazione urbanistica e la tutela del suolo si fa sul serio. (Per chi fosse interessato consiglio di dare un'occhiata qui).

Gli oneri di urbanizzazione sono stati citati anche per quanto riguarda il bilancio previsionale 2013. Sì, esatto, bilancio previsionale 2013, il 29 luglio, per avere efficacia solo a settembre. L'amministrazione ha spiegato che si è arrivati così lunghi perché - nonostante il piano programmatico fosse pronto già da fine marzo - solamente a giugno lo Stato ha chiarito le retrocessioni per il 2013.
Al 31.12 Solbiate aveva un saldo di cassa pari a circa 2,6 milioni di euro che comprendeva, però, i pagamenti di alcune opere di Pedemontana. Di conseguenza il saldo "reale" al 30.06 è di 1,5 milioni, al quale si andrà ad aggiungere l'incasso IMU. La spesa corrente è pari a 3,5 milioni di euro (27% assorbita dalla macchina amministrativa), mentre la spesa in conto capitale ammonta a 1,2 milioni.
Detto questo, dove stanno i veri problemi? Sono previsti degli adeguamenti del prezzo dei buoni pasto, del prescuola e del doposcuola, la politica sul contributo per il trasporto degli studenti resta invariata: chi ne sente il bisogno può rivolgersi alla struttura comunale. Non verranno realizzate nuove opere, se non quelle coperte da eventuali bandi regionali e dalle compensazioni di Pedemontana. Sono cancellati i contributi alle associazioni (30-35mila euro: l'amministrazione ha preso un generico impegno a intervenire successivamente). Infine, parte degli oneri di urbanizzazione (in totale 130mila euro) sono stati impegnati per coprire la spesa corrente.

Al termine del consiglio le minoranze hanno invitato l'amministrazione a partecipare ai bandi previsti dalla Fondazione Cariplo e dalla Fondazione del Varesotto, che in passato hanno permesso la realizzazione di progetti concreti nella nostra provincia. In particolare, la Fondazione Cariplo stanzia quest'anno oltre 7 milioni di euro per finanziare 5 progetti in provincia di Varese. Al contrario - hanno fatto notare le minoranze - non è riscontrabile alcun finanziamento da parte di ACES, l'associazione che ha insignito Solbiate del titolo di "Città europea dello sport".

In conclusione, andando davvero al sodo: rinviati i due progetti (convenzione con Marnate per l'Ufficio Tecnico e Farmacia comunale) che secondo l'amministrazione avrebbero dato fiato al bilancio comunale. Conferma di una politica fiscale comunale che penalizza indiscriminatamente i redditi da lavoro e che premia indiscriminatamente i possessori di immobili. Aumento del costo di alcuni servizi, azzeramento dei contributi alle associazioni, oneri di urbanizzazione destinati alla spesa corrente. Un bollettino di guerra.

giovedì 25 luglio 2013

Onoranze funebri per Laura Prati

PROGRAMMA ONORANZE FUNEBRI PER LAURA
VENERDI’ 26 LUGLIO

CARDANO AL CAMPO

Ore 10 – 13.30
Camera ardente presso CASA PAOLO VI, ex Villa Usuelli – Via Vittorio Veneto, 1
Ore 14
Commemorazione civile presso CASA PAOLO VI
Ore 17
Commemorazione religiosa presso CHIESA S.ANASTASIO – Via Don Luigi Villa, 2


VARESE – FESTA DEMOCRATICA DELLA SCHIRANNA


Ore 21
Commemorazione civile aperta a tutti

lunedì 22 luglio 2013

Ciao Laura

Il circolo del Partito Democratico di Solbiate Olona si stringe attorno ai famigliari e agli amici di Laura Prati in questo momento di infinito dolore.

mercoledì 10 luglio 2013

Gli anni del podestà (parte prima)

Una volta il sindaco si chiamava podestà, era la più alta carica politica dei comuni medievali ed esercitava tutte le cariche, anche quella di polizia. Il termine fu ripreso in epoca fascista perché al primo cittadino fu di nuovo affidata la totalità dei poteri. Podestà dal latino potestas, che vuol dire potere. Potere assoluto, insindacabile, inappellabile.
C’è chi ne ha nostalgia. Li chiamano appunto “nostalgici”, del ventennio.
Non sono mica tanto lontani sapete?
C’è chi viene eletto sindaco e poi si comporta da podestà: ordina, dispone, non accetta suggerimenti e non ascolta nessuno. Poi si circonda di persone che gli dicono sempre di sì, scelte accuratamente in modo da non potergli fare ombra. In questo modo il podestà attiva un circuito autoreferenziale che aumenta la sua autostima, già sufficientemente esagerata in partenza, che lo rende incapace di ammettere di poter mai fare o dire o pensare qualcosa di sbagliato. Se qualcosa non funziona la colpa ovviamente non è sua, ma dei disfattisti, dei provocatori e di chi non obbedisce ciecamente. Oppure di chi si presta a chissà quali scopi oscuri, a chissà quali complotti contro la sua persona. 
Cosa manca? Ovvio, la propaganda. Un paio di ministri della propaganda vanno bene, pensati e organizzati per far passare solo una parte delle notizie, quelle che fanno più presa sui cittadini, che ovviamente non dovranno mai essere valorizzati, a cui non deve mai essere chiesto di pensare con la propria testa e a cui non si deve mai insegnare come capire veramente i percorsi delle decisioni.
Le commissioni? Non servono a niente, anzi, danno fastidio.
La Pro Loco? Lavora per farla diventare il suo MinCulPop*.
La Protezione civile? Gli piacerebbe molto poterla usare come sua guardia pretoriana personale.
Se a qualcuno non sta bene i ministri della propaganda sapranno come sbarazzarsene.
I nostalgici non sono mica tanto lontani.
Poi c’è la politica. Ah beh! La politica per il podestà è il peggiore dei nemici. Si affretta, appena eletto, a chiamarsene fuori, accusandola di essere il ricettacolo di ogni male: chi espone una opinione diversa da quella del podestà è un vile che agisce per motivi “politici”, che vuole insinuare la bestia della politica nella allegra armonia delle sue scelte esclusive. Ma in realtà quello che fa paura al podestà è che la politica insegna a pensare, ad avere un’opinione, a fare deduzioni, a capire le dinamiche, a decidere da che parte stare, a non farsi abbindolare dai gatti e le volpi di turno (i due ministri della propaganda, per esempio). È per questo che va bandita: chi pensa è un nemico perché il podestà non vuole cittadini, vuole sudditi.
Il sistema purtroppo funziona, ha sempre funzionato, probabilmente funzionerà ancora.
Al podestà non interessa che questo atteggiamento non eleva il potenziale dei cittadini, che non fa capire loro che la conoscenza è il primo passo per la consapevolezza che a sua volta è il primo passo della partecipazione che a sua volta è il passaggio fondamentale per migliorare la vita dei cittadini.
Causarum cognitio: conoscenza delle cause, delle motivazioni, dei problemi. Bisognerebbe sapere da dove bisogna partire e progettare la strada per uscirne. Tutti insieme. Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne da soli è egoismo, sortirne insieme è politica (don Milani).
Al podestà questa cosa fa paura perché ha il culto di se stesso, che poi vuol dire egoismo. Meglio regalare qualche pranzo, fare il paternalista, togliere qualche tassa antipatica (facendola pagare in qualche altro modo, senza pubblicità) e poi stendere la sua pietosa mano in attesa che venga baciata.
Ha sempre funzionato, funzionerà ancora?


* Si tratta dell’abbreviazione di Ministero della cultura popolare, l’organo utilizzato dal fascismo per controllare la cultura (leggi censura) e per organizzare e propagandare l’ideologia fascista.

Raffaello – Stanza della segnatura. Trionfo della Filosofia.

lunedì 1 luglio 2013

Dal blog della Protezione Civile di Solbiate

Riportiamo quanto segue:

Il concetto di Libertà

Ho scelto nella vita professionale di occuparmi di fauna selvatica, perché sono animali a vita libera, perché vivono in spazi aperti, perché non possono essere contenuti e né tantomeno messi al guinzaglio. Non mi sono mai piaciuti i cani e i gatti costretti in appartamenti, all’uscita pianificata per fare pipì. Se poi ci aggiungiamo che è decisione del proprietario castrarli o sterilizzarli, senza che loro possano scegliere…
Ho scelto la fauna selvatica perché non è importante in natura la salvezza del singolo, ma quella del gruppo. Perché il gruppo è in grado di adattarsi all’ambiente in cui vive, competere con eventuali predatori o associarsi per predare meglio e garantire la sopravvivenza della specie. Nell’ambiente selvatico sopravvive il più forte o il più furbo, a secondo delle situazioni, ma sicuramente quello che è importante è che ciò permette un miglioramento della specie e l’adattamento all’ambiente. Invece con gli animali domestici, specie quelli tenuti al guinzaglio, ci si ostina, e lo dico da veterinario, spesso a terapie infinite, cure compassionevoli, che mantengono in vita soggetti che vengono poi usati come riproduttori, finendo con avere dinastie con malattie congenite già alla nascita.
Utilizzo questo spazio virtuale, molto seguito soprattutto nelle ultime ore, per rispondere pubblicamente alla revoca del mio incarico da parte del Sindaco, e augurare al gruppo di poter proseguire unito nelle attività formative, collaborative e operative sul territorio sia comunale che nazionale.
Voglio subito precisare che non scrivo come Coordinatore, seppur ancora in carica per qualche ora, ma come Roberto Viganò, senza alcuna divisa in questo momento, e senza paura di essere tacciato o censurato da chicchessia. Spero che almeno la libertà di pensiero e di parola sia rimasta in questo paese, anche se alcuni dubbi sono quanto mai leciti. Tengo inoltre a precisare che il presente blog non è di natura istituzionale, ma rappresenta i volontari di Protezione Civile.
Nel caso questo post dovesse subire censura, mi auguro che la rete provveda fin d’ora a linkarlo su altri blog o su altri siti, per conservarne traccia.
Oggi ho scritto diverse lettere a Sindaco, Assessori e Uffici competenti (ovviamente tutte a protocollo), e che mi auguro vogliano avere la pazienza di leggere.
Tutto ha inizio con la mia lettera a protocollo n. 4555 del 26 giugno, condivisa da tutti i volontari nella serata del 24 giugno, in cui prendevo le difese dei “miei”volontari di fronte a continue ingerenze di carattere gestionale e politico dell’Amministrazione Comunale sul Gruppo di Protezione Civile che mi trovavo a coordinare.
E chi segue la situazione politica solbiatese sa bene a cosa mi riferisco.
Oltre a ciò, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata con l’ordine trasmesso via Assessore competente al mio Vice (una telefonata diretta tra Sindaco e me avrebbe di certo avuto un esito differente) di evitare che le persone iscritte al Gruppo comunale partecipassero alla commemorazione del 190° anniversario del cotonificio, ledendo di fatto libertà costituzionali.
Se da un lato posso in qualche modo comprendere il divieto di partecipare a tale commemorazione in divisa, non essendo una pubblica manifestazione e o un’attività connessa alla Protezione Civile, dall’altro non posso certo rimanere in silenzio di fronte ad un atto autocratico che limita le libertà dei miei volontari. 
Tengo a sottolineare inoltre, ma non credo ce ne sia bisogno, che definire i volontari come “miei”, non rappresenta certo un’assunzione di definizione di proprietà privata, come invece più volte ribadito dal Sindaco nella sua lettera (Prot. n. 4621 del 28 giugno), ma indica un legame di affetto verso ragazzi di tutte le età che lealmente si sono sempre adoperati per le attività di Protezione Civile e con le quali ho condiviso esperienze, crescita e formazione.
Il chiarimento espresso nella mia lettera era in merito alla gestione  dei volontari. Quando a suo tempo ho ripreso l’incarico di Coordinatore, su richieste pressanti del Sindaco e della Giunta, al fine di ricreare un gruppo attivo e collaborativo sul territorio, ho da sempre fatto chiarezza sul poco tempo a disposizione a causa del mio lavoro, e su un principio senza il quale non sarebbe nemmeno cominciata la collaborazione: nessuna interferenza tra parte politica e gestione dei volontari.
Tale concetto è stato man mano dimenticato fino ad arrivare agli episodi sopra descritti. 
Sono stato perfino accusato di “essere in assonanza con alcune parti politiche”. Sento ridere fino a quassù…
Probabilmente il Sindaco soffre il fatto che qualcuno la pensi come qualcun altro a questo mondo, a prescindere dallo schieramento politico. Oppure è il solo fatto di avere un pensiero diverso dal suo a far sì che una persona passi improvvisamente quella linea sottile che la trasforma in compagno con cui seguire i corsi e gli esami di caccia, a nemico da destituire?
Mi sono chiesto anche se gli Assessori della Giunta sappiano quello che è successo. Io ho scritto anche a loro, ma la risposta del Sindaco e la revoca del mio incarico è stata talmente repentina (solo 2 giorni!! Nemmeno agli attacchi delle minoranze le risposte sono arrivate con tale celerità!), che non credo ci sia stato nemmeno il tempo di incontrarsi o perlomeno parlare di questo problema. Sicuramente ciò non è avvenuto con l’Ass. De Simone (la mia compagna, così anticipo quelli del “Movimento 5 Stelle” …), e ritengo che in effetti è giusto che lei, in palese conflitto di interessi, ne rimanga fuori. Ma chissà se gli altri condividono questa scelta e se si rendono conto di quanto anti-popolare è “sparare” sulla Protezione Civile, soprattutto considerando quanto possa essere impattante una notizia del genere anche a livello mediatico. 
Ma nonostante tutto ciò, in cui una persona normale dovrebbe essere già più che inc…avolata (volevo scrivere altro, si capisce??), il culmine dell’incazzatura (e qui ci vuole!) è arrivato ieri sera (sabato 29 giugno) dopo la gara dell’HandBike. A proposito, un grande saluto a tutti i corridori a cui oggi avremmo dovuto dedicare un post vista la nostra partecipazione insieme ai colleghi di Olgiate Olona e Marnate, ma che purtroppo passano in secondo piano per beghe interne.
Dicevo … ieri sera, al termine della gara, avevo organizzato una riunione straordinaria per un confronto interno tra volontari ed un saluto di commiato da parte mia nei confronti del gruppo. A questa riunione si è presentato anche il Sindaco (il quale non è stato assolutamente invitato dal sottoscritto), in maniera a dir poco inopportuna.
Ma se da un lato ero deluso e arrabbiato per la situazione imbarazzante e tesa che si era creata, allontanandomi immediatamente dalla sala riunione, dall’altra sono rimasto estremamente commosso per l’unità dei volontari di fronte a tale arroganza (e lo dico senza timore, tanto firmo io qua sotto), i quali hanno preferito abbandonare la sede, chi immediatamente, chi dopo aver giustamente detto la sua, per andare tutti insieme con una ritrovata allegria alla Festa degli Alpini, lasciando il Sindaco da solo a leggere lo Statuto interno (obsoleto e privo di fondamenti stante la recente normativa nazionale, regionale e locale in materia di Protezione Civile) per dimostrare la mia presunta incompetenza in materia di gestione del Gruppo.
Assurda e infelice, infine, la frase del Sindaco (“anche se ve ne andate tutti, io la Protezione Civile la rifondo”)  che rappresenta un’offesa nei confronti di persone che hanno sempre dedicato gratuitamente il loro tempo per attività di Protezione Civile e collaborato con l’Amministrazione comunale, di fronte a questa partecipazione di solidarietà nei miei confronti, che testimonia quanto le idee siano condivise all’interno del Gruppo. 
Chiudendo non posso che confermare quanto scritto dal Sindaco nella lettera di revoca, e cioè che vivo “con sofferenza/insofferenza il controllo politico sull’operato del Gruppo Comunale di Protezione Civile” che invece rappresenta unastruttura non solo al servizio della cittadinanza solbiatese, ma come è stato in più di un’occasione dimostrato sul campo, anche al servizio di popolazioni colpite da eventi calamitosi. 
Detto ciò, mi adeguo alla volontà del Sindaco, formalizzando in questi giorni anche lettera di dimissione da volontario di Protezione Civile, non potendo garantire e condividere la partecipazione ad attività di Protezione Civile di carattere politico.
Auguro ai volontari del gruppo di Solbiate Olona, di rimanere uniti per salvaguardare quanto finora fatto, nella speranza che la situazione possa tornare gestibile, e la Protezione Civile torni al “servizio del popolo”, che, caro Sindaco, al momento non credo Lei rappresenti. 

Roberto Viganò

martedì 25 giugno 2013

Dog sitter cercasi

Non bisogna stupirsi, non c’è incoerenza. Nel giorno in cui si celebrava il compleanno di una grande istituzione cittadina come il cotonificio di Solbiate (luci e ombre per carità, ma pur sempre grande e importante), un’altra istituzione cittadina, cioè l’amministrazione comunale, non si è nemmeno fatta vedere. Anzi, diciamo due istituzioni, perché ci metto anche la Pro Loco, perlomeno per quanto riguarda i suoi vertici. Dovrebbero sostenere, promuovere e valorizzare la storia e la cultura del paese che rappresentano, e invece non c’erano. Né il sindaco né un assessore, nemmeno un consigliere di maggioranza. E nemmeno una rappresentanza ufficiale della Pro Loco, al contrario di quella delle altre associazioni.
Ripeto, non c’è incoerenza, queste due gestioni istituzionali non hanno mai mostrato un particolare interesse per questo aspetto del loro incarico, quindi non bisognava nemmeno aspettarsi granché. La cosa davvero strana è la “compattezza” con cui hanno deciso di ignorare un evento come questo, dimostrando così un evidente disprezzo nei confronti dei cittadini solbiatesi. Non è tanto il fatto che qualcuno ha dato l’ordine di non andare, a fare impressione è l’ubbidienza cieca, tipica di chi non avrà mai voce in capitolo.
Non si preoccupino i nostri amici istituzionali, se la loro vocazione è quella di fare il cane al guinzaglio non faranno fatica a trovare qualcuno che gli getterà un osso da rosicchiare (o qualche avanzo, a scelta).

giovedì 20 giugno 2013

Cotonificio di Solbiate, un libro racconta la nascita della rivoluzione industriale

Copiamo e incolliamo da VareseNews:


Ivan Vaghi e Antonello Colombo sono partiti un anno fa con l'idea di salvaguardare un pezzo di storia industriale di Solbiate Olona, raccontando la storia del cotonificio Ponti e man mano che andavano avanti nella loro ricerca di documenti si sono accorti che l'avventura industriale della famiglia gallaratese era andata oltre ogni loro aspettativa. "La Storia e le Memorie del Cotonificio di Solbiate" si è trasformato da un libro celebrativo in un trattato storico scritto sulla base di documenti recuperati dagli archivi parrocchiali e comunali ma anche dagli archivi di Stato di Milano, Como e Varese. Hanno recuperati atti notarili che partono dall'acquisto dei mulini che puntellavano quella zona del fondovalle di Solbiate. Si parla di documenti di oltre 200 anni fa che raccontano la nascita di una delle fabbriche più importanti per l'Europa, una matrice iniziale che ha anticipato la rivoluzione industriale e che ha rappresentato un modello sul quale si sono basati moltissimi altri industriali. 

La famiglia Ponti ha iniziato per prima a importare il cotone dagli Usa, grazie ad un fratello che  si era stabilito a New Orleans. L'azienda parte nel 1823 con un capitale di 500 mila lire e nel 1854 aveva già accumulato 19 milioni, cifre da capogiro per l'epoca. Grazie a quei capitali i Ponti hanno acquistato la villa napoleonica di Varese e hanno costruito il complesso delle Ville Ponti.  Ad un certo punto sono diventati i proprietari del lago di Varese e hanno stabilito la loro sede a Palazzo Billi, a Milano. Vaghi e Colombo hanno scoperto che gli industriali gallaratesi facevano da finanziatori per le nuove attività industriali, fornivano loro la materia prima e facevano da agenti di commercio. Tenevano bassi i salari ma davano le case, costruivano le scuole e i servizi riuscendo ad evitare lotte sindacali troppo dure. Furono loro a costruire uno dei primi asili in Italia. Nel 1923 si festeggió il centenario del cotonificio con l'allora ministro dell'economia del governo fascista, Orso Mario Corbino che premiò i dipendenti con 50 anni di lavoro baciando loro le mani.

190 anni dopo i capannoni del cotonificio vivono ancora di lavoro grazie a tante piccole aziende che occupano gli spazi. Domenica 23 giugno verrà inaugurato il tetto fotovoltaico da 1 megawatt e verrà presentato questo importante libro realizzato dai due cittadini solbiatesi.

lunedì 3 giugno 2013

Il ritorno del paternalismo?


Di recente ho partecipato alla stesura di un libro che racconta la storia del cotonificio di Solbiate. Una delle questioni più interessanti che abbiamo affrontato è stata quella del paternalismo aziendale, quella lunga epoca durata una sessantina d’anni (più o meno a cavallo tra ‘800 e ‘900) in cui le aziende si dedicarono a opere apparentemente filantropiche ma che in realtà avevano uno scopo preciso. In poche parole: l’industria italiana è stata a lungo in ritardo sul piano tecnologico e commerciale, pertanto era costretta a tenere basso il costo del lavoro (salari bassi, turni di lavoro elevati) per essere competitiva sul mercato. Alla lunga questo atteggiamento avrebbe causato conflitti sociali, che vennero disinnescati proprio con una politica di sostegno alle famiglie degli operai attraverso la costruzione di asili, ambulatori, dormitori, spacci aziendali ecc. Oltre a limitare i conflitti questo atteggiamento paternalistico legava i destini degli operai a quelli della fabbrica, quindi non si trattava di filantropismo disinteressato come invece si ritiene (ancora oggi a Solbiate, aggiungo).
Questa storia, soprattutto quella legata alla costruzione di ambulatori medici, mi è venuta in mente quando ho saputo dei quattro defibrillatori regalati alla comunità solbiatese da parte della Ely, l’azienda che si è da poco insediata sul nostro territorio. Intendiamoci, non si può che essere riconoscenti di questo regalo e io stesso mi sono offerto per partecipare al corso per imparare a usarli, ma c’è qualcosa che forse non torna. L’arrivo di Ely infatti è stato un po’ controverso. Ci era stato detto che avrebbero costruito un piccolo impianto a biomassa e la proposta era stata discussa dalla nostra commissione ambiente che l’aveva bocciata. A questo punto siamo venuti a sapere che nulla del genere era in realtà in previsione e che la Ely avrebbe semplicemente trasferito i propri uffici portando in dote alcuni posti di lavoro. I colloqui sono già in corso, questo lo so per certo, e quindi anche di questo ringraziamo l’azienda. Il fatto che non verranno costruiti impianti a biomassa è stato recentemente ribadito dal nostro sindaco, in modo molto chiaro, durante il recente incontro pubblico relativo ai problemi dell’Olona e della Elcon. Ma se le cose stanno così dovrebbe essere la comunità solbiatese che ringrazia la Ely, magari con qualche bel regalo, non viceversa. Invece la Ely ci ha regalato 4 defibrillatori ed è stata l’orgoglioso sponsor della quarta edizione degli Echi della Valle Olona. In totale stiamo parlando di una gran bella cifra. Che si aspettino in cambio qualcosa? Che sia un tardivo esempio di atteggiamento paternalistico per evitare qualche futuro conflitto con i cittadini?

Sia chiaro, i defibrillatori non li restituiamo e la cena comunitaria ormai è digerita. Facciamo così, consideriamo che sia solo una specie di operazione simpatia, dopotutto la credibilità di un’azienda passa anche attraverso la sua immagine e questo loro lo sanno benissimo. Sono una società per azioni, devono fare profitto, e avere alle spalle controversie con le comunità in cui operano non è mai un buon biglietto da visita quando si ha intenzione di bussare ad altre porte. Se invece la loro intenzione è di tornare a bussare alla nostra di porta, sappiano che non è con la costruzione di un ambulatorio che si risolvono i problemi, ma con un atteggiamento aperto, franco e trasparente. L’epoca del paternalismo è passata da un pezzo, non c’è più nemmeno quell’atteggiamento di passività psicologica che caratterizzava gli umili nei confronti dei potenti, quindi è molto meglio se ai defibrillatori e alle cene si aggiungeranno informazioni, dati e discussioni sui progetti. In quel caso andremo sicuramente d’accordo.  

Ivan Vaghi