Ora siamo a un passo. Muti alla meta. Il regime è colloso, impalpabile, arrogante. Quando avranno cancellato ogni traccia della corruzione che dilaga, della mafia dei colletti bianchi, delle 'ndranghete che eleggono i loro parlamentari non ci sarà più né corruzione, né mafia. Basta non parlarne, sapete? Spariranno. La narcosi collettiva fa spavento. Ieri è venuto il sottosegretario alla Giustizia Usa a dircelo: senza le intercettazioni sparirà la lotta alla criminalità. Quei comunisti degli americani. Peggio delle toghe rosse, dei giornalisti dell'Unità. Non facciamogli pubblicità.
sabato 22 maggio 2010
Muti alla meta
Ora siamo a un passo. Muti alla meta. Il regime è colloso, impalpabile, arrogante. Quando avranno cancellato ogni traccia della corruzione che dilaga, della mafia dei colletti bianchi, delle 'ndranghete che eleggono i loro parlamentari non ci sarà più né corruzione, né mafia. Basta non parlarne, sapete? Spariranno. La narcosi collettiva fa spavento. Ieri è venuto il sottosegretario alla Giustizia Usa a dircelo: senza le intercettazioni sparirà la lotta alla criminalità. Quei comunisti degli americani. Peggio delle toghe rosse, dei giornalisti dell'Unità. Non facciamogli pubblicità.
mercoledì 19 maggio 2010
Vincitori e vinti
Ci segnalano
18 maggio 2010 - Renato Sacco
Mese di maggio. Una strage. Forse la prima di una lunga sequenza. Persone in fila per il pane sono bersaglio di un colpo di mortaio. Ma in Italia c’è il campionato di calcio che occupa l’informazione e forse anche l’impegno dei politici.
Il Milan vince il campionato! No non è un errore. E la strage non è in Afghanistan, neanche in Iraq.
Siamo a Sarajevo: 27 maggio 1992. Avviene la prima grande strage: colpisce la gente in coda per il pane a Vasa Miskin. La capitale bosniaca è sotto assedio dal 6 aprile. Ma l’indifferenza del mondo non viene molto scalfita. Dai giornali e dai servizi Tv di allora, sembra essere più importante l’infortunio di qualche grande calciatore del Milan e lo scudetto che, appunto i rossoneri, vincono in quell’anno. Si cerca in tutti i modi di attirare l’attenzione su Sarajevo.
Qualcuno propone anche la sospensione del campionato di calcio... Ma non succede nulla. A dicembre ci sarà poi la marcia di pace dei 500 con i Beati costruttori di pace e don Tonino Bello.
Mese di maggio. Questa volta siamo nel 2010. Lo scudetto lo vince l’Inter. E il campionato occupa lo spazio sui mass-media (molto più della Perugia-Assisi... ovviamente) e a quanto pare anche il tempo e l’interesse del ministro della Difesa.
Il 17 maggio vengono uccisi due soldati italiani in Afghanistan. Allora si torna a parlare della missione militare (che si chiama guerra) che dura da tanto tempo, e di tutte le varie cose che si dicono in queste circostanze. Forse la morte dei due soldati, al di là della retorica di rito, non importa poi più di tanto. Il rispetto della vita passa per altre strade, più silenziose e più umane. Lo dico con dolore pensando ai chi è stato ucciso. Il sottoscritto, con don Fabio di Pax Christi, è stato tra i pochissimi italiani presenti a Baghdad, ai funerali delle “nostre” vittime di Nassirya, il 18 novembre 2003. Occasione di grande retorica e di dimenticanza dei morti iracheni.
Ma, tornando al campionato, ho la sensazione che la situazione sia simile a quella del ’92: guerre dimenticate e spazio al campionato.
Si perchè, a parte i mass-media, lo stesso ministro della Difesa, noto tifoso interista, proprio lunedì 17, firma un comunicato da tifoso interista: “... nel rispetto dei tragici avvenimenti che hanno coinvolto i nostri militari in Afghanistan, il ministro, per una maggiore completezza di informazione, tiene a precisare che il senso delle sue dichiarazioni era che dal Siena, già retrocesso, fosse lecito aspettarsi un atteggiamento più propositivo alla ricerca di una vittoria che avrebbe dato lustro al suo campionato.... Invece, secondo La Russa, il Siena ha solo cercato un inutile zero a zero con un catenaccione vecchia maniera quasi che l’importante fosse ostacolare l’Inter anziché cercare un risultato di prestigio per se stesso...”.
Che dire? No comment! Ma, per fortuna gli risponde il Sindaco di Roma: “Bisogna stare molto attenti nelle dichiarazioni, soprattutto quando si è concluso un campionato difficile in cui la Roma ha meritato tantissimo, per cui bisogna essere più sportivi e più rispettosi delle squadre altrui... La frase del ministro - continua Alemanno - è apparsa un po’ una beffa nei confronti dei tifosi romanisti, soprattutto dopo la brutta partita che è stata giocata tra Lazio e Inter. Per questo non condivido quanto detto da La Russa”.
Non so come concludere. Non ho parole.
Forse, chissà, possono essere di aiuto anche ai mass-media e ai politici, le parole del vescovo ausiliare di Sarajevo, mons. Sudar:“La guerra nella mia Patria e le sue tragiche conseguenze mi hanno costretto a immaginare il corso della storia senza le guerre... Dopo aver visto e vissuto da vicino che cosa vuol dire la guerra di oggi.. sono profondamente convinto, e lo potrei provare, che l’uso della violenza ha portato sempre un peggioramento”.
18 maggio 2010 - Renato Sacco
Mese di maggio. Una strage. Forse la prima di una lunga sequenza. Persone in fila per il pane sono bersaglio di un colpo di mortaio. Ma in Italia c’è il campionato di calcio che occupa l’informazione e forse anche l’impegno dei politici.
Il Milan vince il campionato! No non è un errore. E la strage non è in Afghanistan, neanche in Iraq.
Siamo a Sarajevo: 27 maggio 1992. Avviene la prima grande strage: colpisce la gente in coda per il pane a Vasa Miskin. La capitale bosniaca è sotto assedio dal 6 aprile. Ma l’indifferenza del mondo non viene molto scalfita. Dai giornali e dai servizi Tv di allora, sembra essere più importante l’infortunio di qualche grande calciatore del Milan e lo scudetto che, appunto i rossoneri, vincono in quell’anno. Si cerca in tutti i modi di attirare l’attenzione su Sarajevo.
Qualcuno propone anche la sospensione del campionato di calcio... Ma non succede nulla. A dicembre ci sarà poi la marcia di pace dei 500 con i Beati costruttori di pace e don Tonino Bello.
Mese di maggio. Questa volta siamo nel 2010. Lo scudetto lo vince l’Inter. E il campionato occupa lo spazio sui mass-media (molto più della Perugia-Assisi... ovviamente) e a quanto pare anche il tempo e l’interesse del ministro della Difesa.
Il 17 maggio vengono uccisi due soldati italiani in Afghanistan. Allora si torna a parlare della missione militare (che si chiama guerra) che dura da tanto tempo, e di tutte le varie cose che si dicono in queste circostanze. Forse la morte dei due soldati, al di là della retorica di rito, non importa poi più di tanto. Il rispetto della vita passa per altre strade, più silenziose e più umane. Lo dico con dolore pensando ai chi è stato ucciso. Il sottoscritto, con don Fabio di Pax Christi, è stato tra i pochissimi italiani presenti a Baghdad, ai funerali delle “nostre” vittime di Nassirya, il 18 novembre 2003. Occasione di grande retorica e di dimenticanza dei morti iracheni.
Ma, tornando al campionato, ho la sensazione che la situazione sia simile a quella del ’92: guerre dimenticate e spazio al campionato.
Si perchè, a parte i mass-media, lo stesso ministro della Difesa, noto tifoso interista, proprio lunedì 17, firma un comunicato da tifoso interista: “... nel rispetto dei tragici avvenimenti che hanno coinvolto i nostri militari in Afghanistan, il ministro, per una maggiore completezza di informazione, tiene a precisare che il senso delle sue dichiarazioni era che dal Siena, già retrocesso, fosse lecito aspettarsi un atteggiamento più propositivo alla ricerca di una vittoria che avrebbe dato lustro al suo campionato.... Invece, secondo La Russa, il Siena ha solo cercato un inutile zero a zero con un catenaccione vecchia maniera quasi che l’importante fosse ostacolare l’Inter anziché cercare un risultato di prestigio per se stesso...”.
Che dire? No comment! Ma, per fortuna gli risponde il Sindaco di Roma: “Bisogna stare molto attenti nelle dichiarazioni, soprattutto quando si è concluso un campionato difficile in cui la Roma ha meritato tantissimo, per cui bisogna essere più sportivi e più rispettosi delle squadre altrui... La frase del ministro - continua Alemanno - è apparsa un po’ una beffa nei confronti dei tifosi romanisti, soprattutto dopo la brutta partita che è stata giocata tra Lazio e Inter. Per questo non condivido quanto detto da La Russa”.
Non so come concludere. Non ho parole.
Forse, chissà, possono essere di aiuto anche ai mass-media e ai politici, le parole del vescovo ausiliare di Sarajevo, mons. Sudar:“La guerra nella mia Patria e le sue tragiche conseguenze mi hanno costretto a immaginare il corso della storia senza le guerre... Dopo aver visto e vissuto da vicino che cosa vuol dire la guerra di oggi.. sono profondamente convinto, e lo potrei provare, che l’uso della violenza ha portato sempre un peggioramento”.
domenica 16 maggio 2010
Per l'acqua pubblica
Il Partito Democratico di Solbiate Olona vi invita a partecipare alla serata a favore del mantenimento della gestione pubblica dell'acqua.
L'appuntamento è previsto per venerdì 21 maggio, alle ore 21.00, presso il Centro Socio Culturale di Solbiate Olona.
Siete tutti invitati a partecipare!
L'appuntamento è previsto per venerdì 21 maggio, alle ore 21.00, presso il Centro Socio Culturale di Solbiate Olona.
Siete tutti invitati a partecipare!
martedì 11 maggio 2010
Del governo del territorio
Questa sera si è tenuto il secondo incontro pubblico sul Piano di Governo del Territorio. Doveva riguardare l'economia locale, ma i rappresentanti di categoria non si sono presentati. Ottimo.
La discussione, quindi, si è fondata su un'introduzione con diversi spunti dell'architetto incaricato, ma soprattutto su una cartina, simile a questa:

Non è difficile rendersi conto che a Solbiate non c'è più verde. Rimangono delle aree verdi dove sorgerà lo svincolo di Pedemontana - e addio, quindi - e nel fondovalle. Le mia posizione è semplice: se pensiamo di poter permettere l'urbanizzazione del poco verde rimanente ci stiamo sbagliando. Il verde finirà presto, e con lui fallirà questo modello di sviluppo. Modello che è andato bene per cinquant'anni, ma che non necessariamente andrà bene per i prossimi cinquanta. Anzi.
Dal pubblico è stata avanzata una proposta che illustra con un'immagine perfetta il concetto: gli agricoltori del fondovalle sono in crisi? Perché non affidargli compiti di manutenzione e salvaguardia del fondovalle stesso? La riconversione più semplice che ci sia.
Un'altra idea che mi è piaciuta è quella di creare delle commissioni consultive per aggregare i solbiatesi. Su temi specifici, dai piccoli commercianti alla Valle Olona, dalla viabilità ai problemi dell'industria. Dei gruppi ristretti e specifici per produrre idee sintetiche e puntuali.
Qualcuno ha proposto la riconversione degli edifici abbandonati del fondovalle. Io, invece, ho parlato di "descalation", di "disimpegno umano", nel senso che l'uomo deve fare un passo indietro nello sfruttare quei luoghi, cercando di rivalutarli dal punto di vista naturale.
S.C.
La discussione, quindi, si è fondata su un'introduzione con diversi spunti dell'architetto incaricato, ma soprattutto su una cartina, simile a questa:
Non è difficile rendersi conto che a Solbiate non c'è più verde. Rimangono delle aree verdi dove sorgerà lo svincolo di Pedemontana - e addio, quindi - e nel fondovalle. Le mia posizione è semplice: se pensiamo di poter permettere l'urbanizzazione del poco verde rimanente ci stiamo sbagliando. Il verde finirà presto, e con lui fallirà questo modello di sviluppo. Modello che è andato bene per cinquant'anni, ma che non necessariamente andrà bene per i prossimi cinquanta. Anzi.
Dal pubblico è stata avanzata una proposta che illustra con un'immagine perfetta il concetto: gli agricoltori del fondovalle sono in crisi? Perché non affidargli compiti di manutenzione e salvaguardia del fondovalle stesso? La riconversione più semplice che ci sia.
Un'altra idea che mi è piaciuta è quella di creare delle commissioni consultive per aggregare i solbiatesi. Su temi specifici, dai piccoli commercianti alla Valle Olona, dalla viabilità ai problemi dell'industria. Dei gruppi ristretti e specifici per produrre idee sintetiche e puntuali.
Qualcuno ha proposto la riconversione degli edifici abbandonati del fondovalle. Io, invece, ho parlato di "descalation", di "disimpegno umano", nel senso che l'uomo deve fare un passo indietro nello sfruttare quei luoghi, cercando di rivalutarli dal punto di vista naturale.
S.C.
giovedì 6 maggio 2010
Un patto per l’acqua pubblica

Il PD Lombardo dice no alla privatizzazione forzata dell'acqua, alla svendita ai privati imposta per legge da Lega e PDL, agli aumenti delle tariffe previsti.
Il PD ha combattuto in Parlamento contro le norme approvate da Lega e Pdl che portano ad una privatizzazione forzata dell’acqua nelle mani di poche grandi aziende lontane dai territori e dai cittadini.
Il PD è vicino a quanti combattono anche con il referendum contro la privatizzazione forzata dell’acqua.
Il PD promuove la raccolta di un milione di firme per una legge di iniziativa popolare che preveda:
• una forte regolazione pubblica, che definisca gli standard per migliorare il servizio e garantire equità e uso sostenibile dell’acqua;
• un ruolo fondamentale delle regioni, dei comuni e delle province;
• un quadro normativo chiaro e stabile che metta fine alla continua incertezza prodotta dai ripetuti interventi del governo di Lega e Pdl che affidi chiaramente alle regioni il compito di organizzare il servizio idrico integrato sulla base di ambiti territoriali ottimali;
• una tariffa sociale per dare agevolazioni a determinate fasce di reddito e ai nuclei familiari numerosi e una tariffa che incentivi il risparmio idrico;
• certezze per la realizzazione degli investimenti necessari per il miglioramento del servizio, (almeno 60 miliardi di euro)
L’acqua è un bene pubblico e deve essere garantita a tutti.
Deve essere gestita secondo principi di equità, di solidarietà e preservata nella disponibilità e nella qualità per le future generazioni.
sabato 24 aprile 2010
(Piani di) Zona d’ombra
di Ivan Vaghi
Quando, in occasione della presentazione del bilancio 2010 del nostro comune, ci è stato riferito che Solbiate Olona non aveva intenzione di finanziare i Piani di zona, la nostra reazione è stata di sorpresa e incredulità. I Piani di zona, per definizione, sono un documento programmatico con il quale i Comuni associati, di intesa con l’ASL, definiscono le politiche sociali e socio-sanitarie rivolte alla popolazione dell’ambito territoriale coincidente con il distretto sanitario. E’ coerente con il Piano regionale degli interventi e servizi sociali e si raccorda con la programmazione sanitaria, in particolare di livello distrettuale. Non è una cosa da poco, soprattutto perché è lo strumento principale delle politiche sociali, che serve a costruire un sistema integrato di interventi e servizi.
Viene definito integrato perché mette in relazione strutture, servizi domiciliari, servizi territoriali, misure economiche, prestazioni singole, sia che siano rivolte alla singola persona sia alla famiglia. Inoltre deve coordinare politiche sociali, sanitarie, educative, formative, del lavoro, culturali, urbanistiche e abitative, e cioè: come, dove, e chi il sistema nel suo complesso assiste, si prende cura, riabilita, educa, forma, orienta e inserisce al lavoro, offre occasioni di cultura e di socialità, offre una città e un’abitazione vivibile e adeguata. Infine deve far collaborare e lavorare, in modo coordinato ed efficace per i cittadini, soggetti istituzionali e non, pubblici e privati.
Tradotto in poche parole: i Piani di zona sono la risorsa più intelligente ed efficace per intervenire in ambito sociale, supportando ed intervenendo anche e soprattutto là dove i piccoli comuni con le loro forze non riescono ad arrivare. E adesso Solbiate Olona sembra volersi chiamare fuori..
Prima di fare qualsiasi commento, metto di seguito l’elenco degli interventi sociali a cui il nostro comune non potrà più avere accesso (il documento di riferimento è il Piano sociale di zona del nostro distretto relativo al triennio 2009-2011).
Area minori: 1) servizio tutela minori; 2) servizio mediazione familiare; 3) progetto affidi; 4) progetto Impronte (consulenza sulle relazioni familiari); 5) servizio assistenza domiciliare minori (appartamenti protetti); 6) progetto Prassitea (supporto ai genitori in difficoltà); 7) progetto Protocollo (assistenza scolastica per i disabili); 8) progetto Perseo (assistenza diretta a disabili cognitivi).
Area Pari opportunità: sorveglianza sull’applicazione delle leggi contro ogni tipo di discriminazione.
Area anziani: 1) servizio domiciliare anziani e disabili; 2) sportello itinerante per assistenti familiari e loro formazione; 3) sportello anziani (in progetto).
Area disabili e salute mentale: 1) progetti Perseo e Protocollo in collaborazione con l’Area minori; 2) servizio di assistenza domiciliare in collaborazione con l’area anziani; 3) servizio di inserimento al lavoro.
Area nuove povertà: inserimento lavorativo, assistenza domiciliare.
Area immigrazione: sportello immigrati, mediazione culturale.
Area dipendenze.
Tra i vari servizi che si prevedeva di potenziare c’era anche il C.A.G. di Solbiate, per poter estendere l’accesso ai giovani della Valle, ma come sappiamo questo progetto era già stato a suo tempo stroncato.
Prima considerazione: è possibile che un comune che sottoscrive un programma come quello dei Piani di zona nel 2009 non lo finanzi nel bilancio preventivo 2010? Questa volta la solfa che si trattava della precedente amministrazione non regge, perché stiamo parlando di interventi sovracomunali che richiedono l’intervento coordinato di tutti i partecipanti, e la perdita di uno mette in difficoltà tutti quanti. Tanto che non siamo sicuri che questa ipotesi sia prevista dagli accordi. Ma soprattutto: è possibile che sia a discrezione di una amministrazione comunale intervenire così duramente sugli interventi sociali, oltretutto in un colpo solo? Tra l’altro prendendo di mira l’unico obiettivo che invece andava salvaguardato, è cioè il servizio di intervento territoriale che, per fondi, servizi, strutture e competenza professionale, non potrà mai essere sostituito dalle sole forze di Solbiate Olona. La conseguenza politica di una decisione del genere è l’isolamento del nostro paese a livello di servizi sociali e le conseguenze pratiche sono facili da immaginare, basta guardare l’elenco sopra. La scelta della nostra amministrazione è stata quella di spendere i soldi per assumere un nuovo vigile e per costruire loro una nuova sede, a spese tra l’altro di una parte, seppur piccola, del parco comunale. E' stato detto che i tagli al sociale verranno finanziati con l'avanzo di amministrazione. Ma sempre con l'avanzo di amministrazione si pensa di coprire il mutuo contratto per ristrutturare i locali da concedere ai vigili (190mila euro). Ci chiediamo davvero, in tutta onestà, cosa fosse più utile per il nostro paese, ma ci chiediamo anche, in tutta onestà, che paese è (nel senso dell’Italia) quello in cui viene inculcato nei cittadini e nelle sue amministrazioni che una presunta sicurezza sia meglio di una sicura assistenza. E che mette alle corde le amministrazioni locali a livello finanziario, al di là delle loro scelte che, come abbiamo visto, non mancano di essere più che discutibili (eufemismo).
Il bilancio è stato approvato, e Solbiate si appresta ad uscire dai Piani di zona per entrare in una zona d’ombra di cui è veramente difficile riconoscere i confini. Speriamo almeno che i nostri consiglieri si siano resi conto della responsabilità che si sono presi nei confronti dei nostri concittadini.
Quando, in occasione della presentazione del bilancio 2010 del nostro comune, ci è stato riferito che Solbiate Olona non aveva intenzione di finanziare i Piani di zona, la nostra reazione è stata di sorpresa e incredulità. I Piani di zona, per definizione, sono un documento programmatico con il quale i Comuni associati, di intesa con l’ASL, definiscono le politiche sociali e socio-sanitarie rivolte alla popolazione dell’ambito territoriale coincidente con il distretto sanitario. E’ coerente con il Piano regionale degli interventi e servizi sociali e si raccorda con la programmazione sanitaria, in particolare di livello distrettuale. Non è una cosa da poco, soprattutto perché è lo strumento principale delle politiche sociali, che serve a costruire un sistema integrato di interventi e servizi.
Viene definito integrato perché mette in relazione strutture, servizi domiciliari, servizi territoriali, misure economiche, prestazioni singole, sia che siano rivolte alla singola persona sia alla famiglia. Inoltre deve coordinare politiche sociali, sanitarie, educative, formative, del lavoro, culturali, urbanistiche e abitative, e cioè: come, dove, e chi il sistema nel suo complesso assiste, si prende cura, riabilita, educa, forma, orienta e inserisce al lavoro, offre occasioni di cultura e di socialità, offre una città e un’abitazione vivibile e adeguata. Infine deve far collaborare e lavorare, in modo coordinato ed efficace per i cittadini, soggetti istituzionali e non, pubblici e privati.
Tradotto in poche parole: i Piani di zona sono la risorsa più intelligente ed efficace per intervenire in ambito sociale, supportando ed intervenendo anche e soprattutto là dove i piccoli comuni con le loro forze non riescono ad arrivare. E adesso Solbiate Olona sembra volersi chiamare fuori..
Prima di fare qualsiasi commento, metto di seguito l’elenco degli interventi sociali a cui il nostro comune non potrà più avere accesso (il documento di riferimento è il Piano sociale di zona del nostro distretto relativo al triennio 2009-2011).
Area minori: 1) servizio tutela minori; 2) servizio mediazione familiare; 3) progetto affidi; 4) progetto Impronte (consulenza sulle relazioni familiari); 5) servizio assistenza domiciliare minori (appartamenti protetti); 6) progetto Prassitea (supporto ai genitori in difficoltà); 7) progetto Protocollo (assistenza scolastica per i disabili); 8) progetto Perseo (assistenza diretta a disabili cognitivi).
Area Pari opportunità: sorveglianza sull’applicazione delle leggi contro ogni tipo di discriminazione.
Area anziani: 1) servizio domiciliare anziani e disabili; 2) sportello itinerante per assistenti familiari e loro formazione; 3) sportello anziani (in progetto).
Area disabili e salute mentale: 1) progetti Perseo e Protocollo in collaborazione con l’Area minori; 2) servizio di assistenza domiciliare in collaborazione con l’area anziani; 3) servizio di inserimento al lavoro.
Area nuove povertà: inserimento lavorativo, assistenza domiciliare.
Area immigrazione: sportello immigrati, mediazione culturale.
Area dipendenze.
Tra i vari servizi che si prevedeva di potenziare c’era anche il C.A.G. di Solbiate, per poter estendere l’accesso ai giovani della Valle, ma come sappiamo questo progetto era già stato a suo tempo stroncato.
Prima considerazione: è possibile che un comune che sottoscrive un programma come quello dei Piani di zona nel 2009 non lo finanzi nel bilancio preventivo 2010? Questa volta la solfa che si trattava della precedente amministrazione non regge, perché stiamo parlando di interventi sovracomunali che richiedono l’intervento coordinato di tutti i partecipanti, e la perdita di uno mette in difficoltà tutti quanti. Tanto che non siamo sicuri che questa ipotesi sia prevista dagli accordi. Ma soprattutto: è possibile che sia a discrezione di una amministrazione comunale intervenire così duramente sugli interventi sociali, oltretutto in un colpo solo? Tra l’altro prendendo di mira l’unico obiettivo che invece andava salvaguardato, è cioè il servizio di intervento territoriale che, per fondi, servizi, strutture e competenza professionale, non potrà mai essere sostituito dalle sole forze di Solbiate Olona. La conseguenza politica di una decisione del genere è l’isolamento del nostro paese a livello di servizi sociali e le conseguenze pratiche sono facili da immaginare, basta guardare l’elenco sopra. La scelta della nostra amministrazione è stata quella di spendere i soldi per assumere un nuovo vigile e per costruire loro una nuova sede, a spese tra l’altro di una parte, seppur piccola, del parco comunale. E' stato detto che i tagli al sociale verranno finanziati con l'avanzo di amministrazione. Ma sempre con l'avanzo di amministrazione si pensa di coprire il mutuo contratto per ristrutturare i locali da concedere ai vigili (190mila euro). Ci chiediamo davvero, in tutta onestà, cosa fosse più utile per il nostro paese, ma ci chiediamo anche, in tutta onestà, che paese è (nel senso dell’Italia) quello in cui viene inculcato nei cittadini e nelle sue amministrazioni che una presunta sicurezza sia meglio di una sicura assistenza. E che mette alle corde le amministrazioni locali a livello finanziario, al di là delle loro scelte che, come abbiamo visto, non mancano di essere più che discutibili (eufemismo).
Il bilancio è stato approvato, e Solbiate si appresta ad uscire dai Piani di zona per entrare in una zona d’ombra di cui è veramente difficile riconoscere i confini. Speriamo almeno che i nostri consiglieri si siano resi conto della responsabilità che si sono presi nei confronti dei nostri concittadini.
venerdì 23 aprile 2010
Liver Report: Consiglio Comunale del 22 aprile 2010
Punto fondamentale del Consiglio comunale è stato il Bilancio di previsione 2010; la relazione è stata a cura dell'assessore al bilancio Walter Gadda.
Il passaggio fondamentale riguarda i cospicui tagli di risorse destinate al sociale, tra i quali il mancato finanziamento dei piani di zona (servizi sociali alle persone, coordinati tra i vari comuni dell'Ambito sociale Valle Olona. Ne fa parte il C.A.G., per dire, ma comprende anche altri progetti di assistenza alle persone anziane e disabili, gli appartamenti protetti, lo sportello immigrati). L'assessore Gadda ha garantito che i soldi per finanziare il capitolo del sociale sarà utilizzato l'avanzo di amministrazione. L'impegno preciso è stato anche quello di riattivare il C.A.G., dopo aver ricevuto "garanzie sui programmi e gli operatori".
Gli investimenti previsti per il 2010 sono quantificabili in una spesa di circa un milione di euro. Tra le voci più significative rientrano i costi per l'assunzione di un terzo vigile e la ristrutturazione dello stabile adiacente al Parco del Comune (dove ora si ritira il materiale per la raccolta differenziata) da destinare a nuova sede della Polizia locale. Il costo preventivato della ristrutturazione e della costruzione di un box auto (sul terreno del parco, con abbattimento di un abete) è di 190mila euro, una cifra tanto elevata da lasciare perplesso lo stesso assessore Gadda, che ha dovuto rilevare quanto i costi lievitino quando si effettuano interventi da parte del "pubblico". I 190mila euro verranno ricavati attraverso l'accensione di un mutuo, che si spera non sarà un vero e proprio mutuo, ma che (si spera) verrà coperto con l'avanzo di amministrazione.
Aumenteranno anche i costi per il servizio rifiuti, e con questi la tassa a carico dei cittadini.
Per il resto le spese e le entrate sono in linea con gli anni precedenti (mi ha un po' stupito - e credo di non essere solo - la spesa di 30mila euro per comprare gli armadietti per l'asilo, obbligatori per legge).
I punti di criticità fatti rilevare dalle minoranze, e che condivido, riguardano:
• il mancato finanziamento - di fatto, scritto nero su bianco - dei piani di zona, se non attraverso l'avanzo di amministrazione. Ma, come è stato fatto rilevare dalle minoranze, non è possibile spendere tutto l'avanzo di amministrazione, se non con la fortissima probabilità di non rispettare il Patto di stabilità.
• l'Amministrazione ha rimarcato più volte che "esistono delle trattative" in corso per rimpinguare le entrate. Per definizione ci troviamo nel campo del possibile, come rilevato dallo stesso Gadda: "non abbiamo certezze su come finanzieremo il sociale; abbiamo due o tre fonti possibili e, come ultima spiaggia, potremmo ricorrere a quel 'tesoretto' costituito da aree di proprietà comunale".
• la politica sui vigili urbani (incremento di personale e nuova sede): in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo (il bilancio del Comune di Solbiate ne è la dimostrazione) sembra una scelta in controtendenza.
• riguardo le energie rinnovabili: Progetto Solbiate aveva chiesto che fosse inserito un capitolo di spesa (anche minimo, ma simbolico) specifico. L'Amministrazione ha sostenuto che stanno trattando per avere pannelli fotovoltaici da installare sugli edifici pubblici a costo zero, perché le aziende del settore starebbero svendendo.
Capitolo gossip, che, alla fine, tanto gossip non è. La gita a Gardaland quest'anno sarà patrocinata dal Comune: un'ottimizzazione dei costi che - a dire la verità - sembrava scontata. Per Solbiate non ha potuto - giustamente - fare a meno di rilevare il costo della ristrutturazione dei locali da destinare ai vigili rispetto alla costruzione del nuovo spogliatoio del Campo sportivo, a lungo contestata dalla Voce Solbiatese. A detta di Progetto Solbiate, nel bilancio il C.A.G. viene citato solamente come immobile (e i costi derivano da ciò) e non come servizio. La ProCiv vede tagliati i trasferimenti per una quota che si aggira attorno al 25%. Il difensore civico non ci sarà: faceva parte del programma elettorale della Voce Solbiatese, si trattava in realtà di una spesa inutile. Del programma della Voce faceva anche parte l'eliminazione dell'ICI su tutti i terreni edificati: questa, invece, è un'entrata utile.
Il passaggio fondamentale riguarda i cospicui tagli di risorse destinate al sociale, tra i quali il mancato finanziamento dei piani di zona (servizi sociali alle persone, coordinati tra i vari comuni dell'Ambito sociale Valle Olona. Ne fa parte il C.A.G., per dire, ma comprende anche altri progetti di assistenza alle persone anziane e disabili, gli appartamenti protetti, lo sportello immigrati). L'assessore Gadda ha garantito che i soldi per finanziare il capitolo del sociale sarà utilizzato l'avanzo di amministrazione. L'impegno preciso è stato anche quello di riattivare il C.A.G., dopo aver ricevuto "garanzie sui programmi e gli operatori".
Gli investimenti previsti per il 2010 sono quantificabili in una spesa di circa un milione di euro. Tra le voci più significative rientrano i costi per l'assunzione di un terzo vigile e la ristrutturazione dello stabile adiacente al Parco del Comune (dove ora si ritira il materiale per la raccolta differenziata) da destinare a nuova sede della Polizia locale. Il costo preventivato della ristrutturazione e della costruzione di un box auto (sul terreno del parco, con abbattimento di un abete) è di 190mila euro, una cifra tanto elevata da lasciare perplesso lo stesso assessore Gadda, che ha dovuto rilevare quanto i costi lievitino quando si effettuano interventi da parte del "pubblico". I 190mila euro verranno ricavati attraverso l'accensione di un mutuo, che si spera non sarà un vero e proprio mutuo, ma che (si spera) verrà coperto con l'avanzo di amministrazione.
Aumenteranno anche i costi per il servizio rifiuti, e con questi la tassa a carico dei cittadini.
Per il resto le spese e le entrate sono in linea con gli anni precedenti (mi ha un po' stupito - e credo di non essere solo - la spesa di 30mila euro per comprare gli armadietti per l'asilo, obbligatori per legge).
I punti di criticità fatti rilevare dalle minoranze, e che condivido, riguardano:
• il mancato finanziamento - di fatto, scritto nero su bianco - dei piani di zona, se non attraverso l'avanzo di amministrazione. Ma, come è stato fatto rilevare dalle minoranze, non è possibile spendere tutto l'avanzo di amministrazione, se non con la fortissima probabilità di non rispettare il Patto di stabilità.
• l'Amministrazione ha rimarcato più volte che "esistono delle trattative" in corso per rimpinguare le entrate. Per definizione ci troviamo nel campo del possibile, come rilevato dallo stesso Gadda: "non abbiamo certezze su come finanzieremo il sociale; abbiamo due o tre fonti possibili e, come ultima spiaggia, potremmo ricorrere a quel 'tesoretto' costituito da aree di proprietà comunale".
• la politica sui vigili urbani (incremento di personale e nuova sede): in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo (il bilancio del Comune di Solbiate ne è la dimostrazione) sembra una scelta in controtendenza.
• riguardo le energie rinnovabili: Progetto Solbiate aveva chiesto che fosse inserito un capitolo di spesa (anche minimo, ma simbolico) specifico. L'Amministrazione ha sostenuto che stanno trattando per avere pannelli fotovoltaici da installare sugli edifici pubblici a costo zero, perché le aziende del settore starebbero svendendo.
Capitolo gossip, che, alla fine, tanto gossip non è. La gita a Gardaland quest'anno sarà patrocinata dal Comune: un'ottimizzazione dei costi che - a dire la verità - sembrava scontata. Per Solbiate non ha potuto - giustamente - fare a meno di rilevare il costo della ristrutturazione dei locali da destinare ai vigili rispetto alla costruzione del nuovo spogliatoio del Campo sportivo, a lungo contestata dalla Voce Solbiatese. A detta di Progetto Solbiate, nel bilancio il C.A.G. viene citato solamente come immobile (e i costi derivano da ciò) e non come servizio. La ProCiv vede tagliati i trasferimenti per una quota che si aggira attorno al 25%. Il difensore civico non ci sarà: faceva parte del programma elettorale della Voce Solbiatese, si trattava in realtà di una spesa inutile. Del programma della Voce faceva anche parte l'eliminazione dell'ICI su tutti i terreni edificati: questa, invece, è un'entrata utile.
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