giovedì 12 giugno 2008

C'è qualcuno là fuori?

di Ivan Vaghi



C’è qualcuno là fuori che sia in grado di ascoltare? Lo chiedo perché temo di averne perso le tracce. C’è ancora qualcuno che rispetta sinceramente le opinioni degli altri? Che non divide il mondo in amici e nemici ma che semplicemente accetta la possibilità che non tutti la pensino allo stesso modo? C’è ancora qualcuno in grado di sottrarsi alla logica del “o con me o contro di me”? Dall’aria che si respira in questi giorni a Solbiate mi sembra che il dubbio sia legittimo. Parlo a nome di chi come me ha sempre visto le cose dall’esterno e si accorge che da dentro non c’è quasi niente di cui essere orgogliosi. Ho passato l’età in cui si crede che esiste una strada sicuramente giusta, per approdare serenamente a quella in cui te ne può andare bene una che sia quasi giusta, perché tutti hanno dei difetti, tutti i progetti hanno delle falle, tutte le idee sono criticabili e tutte le opere migliorabili. A volte si cerca semplicemente il meno peggio, che è quasi una sconfitta ma spesso l’unica strada percorribile. Forse non ho capito niente ma continuo a pensare che l’unica occasione che abbiamo per arrivare alla strada quasi giusta e metterci alle spalle il meno peggio sia la cara vecchia politica. Ho sentito spesso esprimere il concetto che nell’amministrare un paese come Solbiate le posizioni politiche non devono contare, che bisogna lasciare fuori la politica dalle liste perché la cosa importante è lavorare per il bene del paese. Io credo che queste persone si sbaglino, oppure che non sappiano qual è il significato di politica. Politica vuol dire “l’arte di governare la città”, per cui amministrare un comune è la forma più alta di politica, oltre che la più pura da un punto di vista letterario. Come si fa a sapere qual è il bene del paese se non si è sostenuti da un progetto mentale, da un’idea sostanziale, in cui si crede fermamente? E le idee vengono dalla politica. Come si fa ad avviare progetti in campo edilizio, sociale, comunicativo o qualsiasi altro se non si parte dalla comprensione delle reali esigenze della popolazione? E la capacità di ascoltare e di arrivare ad una sintesi viene data dalla politica. Nessun amministratore sarà un bravo amministratore se non riesce a parlare con le persone. Io sono un democratico di sinistra, sono convinto che il bene collettivo sia più importante dell’interesse dell’individuo, ma sono disposto ad accettare le posizioni di chi non la pensa come me. C’è qualcuno là fuori ancora disposto a fare altrettanto? C’è qualcuno disposto a partire dalle idee, dai valori, da progetti mentali precisi che una volta venivano chiamati ideali prima di essere demonizzati da chi pensa che il tutto e subito sia qualcosa di più importante e significativo? C’è qualcuno là fuori che si sta immaginando Solbiate da qui a trent’anni e non da qui a sei mesi? Qualcuno disposto a puntare sulla buona fede degli altri senza rifugiarsi nella dietrologia e nel cercare di capire quale sia la convenienza personale di una proposta, di un opinione, di un’idea? Quelli che dicono che il mondo è pieno di falsi e bugiardi, che a vincere sono sempre i furbi, che c’è sempre qualcuno che se ne approfitta, che in sostanza sono uno stupido ingenuo, sono quelli che si sono rassegnati, che subiscono senza lottare, che si nascondono dietro le loro debolezze e le loro insicurezze. Gente di cui Solbiate non ha un gran bisogno. Certo che ci sono tutti quei personaggi, lo so anche io che c’è qualcuno che pensa che la politica sia un modo per guadagnare qualcosa o per diventare ricchi, o che cercano solo un prestigio personale, certo che ci sono, e li trovi nelle sedi dei partiti, nei governi, nelle amministrazioni locali o in qualche lista civica, ma a un certo punto bisogna decidere se rassegnarsi o ribellarsi. C’è qualcuno disposto ad esprimere un’opinione o a criticare l’opinione di qualcun altro senza averne paura? C’è ancora qualcuno disposto al confronto sulle idee e disposto a fare un passo indietro se qualcun altro è in grado di dimostrare che ha torto? C’è ancora qualcuno cui viene la pelle d’oca quando sente “Beato chi ha fame e sete di giustizia”? C’è ancora qualcuno che si emoziona alla parola democrazia, che poi vuol dire “il potere gestito dal popolo”? C’è ancora qualcuno a Solbiate Olona che voglia fare della vera politica? Se c’è fatevi avanti, siamo pronti ad ascoltare.


(Is anybody out there
Is anybody listening to my prayer
Is anybody there
If you can hear me please take me out of here

C’è qualcuno là fuori in grado di ascoltare la mia preghiera?
Se puoi sentirmi ti prego di portarmi via da qui

Billy Gilman)

mercoledì 4 giugno 2008

La politica solbiatese spiegata al mio gatto - 3

di Ivan Vaghi



Tobia è un gatto considerevolmente pigro e territoriale, ma ogni tanto si inoltra nelle vicinanze per qualche incontro galante o per una sana scazzottata con i suoi amici felini. Ho provato a spiegargli, con un po’ di imbarazzo, che fra un po’ questo non sarà più possibile, perché proprio in quella zona verrà costruita una nuova strada che renderà gli anfrattamenti e le risse da bar molto più complicate. Ieri sera (3 giugno) infatti, in un incontro pubblico organizzato da La voce solbiatese, sono stati illustrati due interventi che riguardano la viabilità a Solbiate, uno è la costruzione di nuovi parcheggi sulla provinciale (via Patrioti) davanti alle scuole elementari, e l’altro è la cosiddetta variante di via Porro. Si tratta di una strada che, nel suo progetto definitivo, prolungherà via Porro (e quindi la rotonda del cimitero) fino a via Vicenza, e sostituirà la strada sterrata che adesso corre parallela a via Novara e via Varese. Come i solbiatesi più attenti (e non solo loro) hanno sicuramente notato, l’idea non è piaciuta per niente a molti cittadini, che hanno avviato una raccolta di firme per sostenere l’osservazione alla modifica del piano regolatore necessaria per la costruzione della strada, raccolta che ha avuto un innegabile successo (oltre 500 solbiatesi sono passati dai vari gazebo organizzati in paese). Basterebbe questo dato per dimostrare l’impopolarità del progetto, che però non sarà fermato a meno di svolte clamorose. La posizione dell’amministrazione è che innanzitutto la strada che verrà costruita si fermerà per il momento in via Padova (circa a metà), che si tratta di una scelta necessaria per decongestionare il traffico nella zona dell’incrocio tra via Patrioti, via IV Novembre e via Varese, che renderà più sicuro l’incrocio tra via Varese e le provinciale, e che darà “respiro” viabilistico alla nuova zona residenziale che dovrà sorgere nell’area SIR (anche questo è un nodo cruciale). La strada sarà fiancheggiata da un viale alberato e da una pista ciclabile e non sarà consentito il traffico dei mezzi pesanti. I cittadini ribelli invece non vogliono la perdita di un’area a suo tempo dedicata a verde pubblico, compreso il sacrificio del parco giochi in via Vicenza che sarà letteralmente mangiato da una mega rotonda, sempre che il progetto definitivo trovi i finanziamenti necessari per essere completato.
L’altra questione riguarda il parcheggio sulla provinciale, con il conseguente arretramento della recinzione delle scuole elementari e l’abbattimento della fila di alberi che danno sulla strada. La posizione dell’amministrazione è che l’ingente spesa (da fonti dell’opposizione circa 64000 euro) sia necessaria per la messa in sicurezza della zona, soprattutto durante l’ora di entrata e uscita da scuola, e per ovviare al parcheggio selvaggio degli utenti delle attività commerciali presenti nei pressi. La questione ha suscitato molte reazioni perché evidentemente è molto sentita. L’elenco delle obiezioni prevede: 1) i parcheggi non risolveranno niente perché saranno solo 10 e alcuni di questi verranno utilizzati dai residenti della zona come parcheggi privati; 2) la messa in sicurezza è tutta da dimostrare perché le auto dovranno scaricare i bambini direttamente sulla provinciale; 3) l’attesa che si liberi un posto porterà diverse persone ad aspettare in doppia fila proprio sulla provinciale causando ingorghi nelle ore di punta; 4) i parcheggi saranno utilizzabili solo da chi proviene da nord (Fagnano), perché quelli che vengono dall’altra parte non potranno parcheggiare a meno di manovre azzardate e pericolose (diminuendo la sicurezza); 5) l’abbattimento degli alberi è un’azione moralmente riprovevole; 6) l’arretramento della carreggiata e quindi la perdita di uno spazio interno alla scuola potrebbe portare via posto alle auto parcheggiate all’interno (quelle degli operatori scolastici) che dovranno essere parcheggiate fuori e occupare i nuovi parcheggi rendendo inutile il tutto; 7) ci sono dei dubbi sul reale rispetto delle norme relative alla distribuzione delle aree relative alla didattica e le aree libere all’interno della scuola; 8) le piante abbattute dovrebbero essere ripiantate, ma il progetto parla di “siepe” e non di alberi; 9) non è educativo che venga premiato il comportamento scorretto di molti automobilisti legalizzando una situazione che andrebbe invece sanzionata, il tutto a scapito della scuola e dei suoi utenti.
Ho cercato di fare lo sforzo di vedere le cose da lontano senza pensare che la nuova strada mi passerebbe sotto il naso, cosa che rende me e Tobia non molto lucidi nel giudizio, e che i parcheggi in via Patrioti mi sembrano una stupidaggine, per cui finora ho semplicemente riportato le varie posizioni. O meglio, la posizione dell’opposizione (scusate il gioco di parole), perché quella della maggioranza di fatto non c’è stata (sull’argomento tornerò poi). Vi dico come la pensiamo io e Tobia (che però finché gli do da mangiare sta sempre dalla mia parte quindi in realtà il suo è un volgare voto di scambio). Quello del traffico è un problema reale, e la scelta di far diventare a tre tempi il semaforo di via Patrioti ha peggiorato le cose. Consideriamo però anche che il traffico a Solbiate è soprattutto nella direzione nord-sud, e che lo “sfogo” dalla rotonda del cimitero verso via Varese (per il momento via Padova) servirebbe solo ai residenti, perché la maggior parte delle automobili dovrà comunque proseguire dritto e farsi comunque il semaforo (diamo per buono il fatto che la nuova strada sarà interdetta al traffico pesante). Il discorso vale ovviamente anche per i futuri residenti dell’area ex-SIR. Personalmente quindi ho qualche dubbio sull’effettivo potere decongestionante della nuova strada, considerando anche che sarà necessario istituire una serie di sensi unici con allegata rottura di palle per i residenti, in teoria tra i pochi beneficiari della nuova strada. Di veramente utile rimarrebbe il fatto che l’uscita da via Varese sarà su una rotonda e non più su un incrocio a scarsa visibilità e nei pressi di un semaforo che crea ingorghi nelle ore di punta. Dall’altra parte c’è la perdita secca di un’area che poteva essere attrezzata a verde pubblico (per i gatti ad esempio sarà una iattura, oltre che una possibile strage), anche se l’amministrazione sostiene che questa ipotesi non verrà abbandonata. Queste considerazioni vanno tenute presenti se vediamo le cose da un’altra prospettiva, da quella cioè di un solbiatese che abita in un’altra zona e che sarebbe felice di “condividere” il traffico con dei compaesani che finora ne sono stati sostanzialmente immuni, solo che la sua speranza forse non sarà comunque soddisfatta. La domanda quindi è (e ognuno si darà la risposta che vuole): ne vale la pena?
Collegata alla strada c’è la questione, già affrontata, dell’area ex-SIR. Qui penso ci sia meno da dibattere, perché in quell’area c’è una quantità imprecisata di eternit (quindi il cancerogeno amianto) che va eliminata. Della bonifica dell’area stessa se ne occuperà l’impresa che costruirà la zona residenziale e nuovi esercizi commerciali. Ad occhio direi che ci possiamo stare. Bisogna però dire che all’opposizione non sono piaciute per niente le modalità seguite per la gestione della questione, a parere loro poco trasparenti, ma qui si va su tecnicismi che faccio fatica a seguire quindi li lascio a chi vorrà approfondire (commentate i post e fate richieste specifiche, vi forniremo i riferimenti delle persone da contattare).
Per quello che riguarda i parcheggi penso che così facendo la giunta comunale abdichi da quello che ritengo essere uno dei compiti sostanziali di un’istituzione pubblica, e cioè quella di educare la cittadinanza al corretto uso dei luoghi pubblici, che siano scuole, strade, parcheggi, verde o quello che è. Spendere dei soldi e abbattere degli alberi per accontentare qualcuno non educa proprio nessuno, anzi, il tutto si consumerebbe sotto gli occhi di una intera generazione di giovanissimi solbiatesi che vedrebbero una cosa simile fatta passare per qualcosa di utile, quando invece non lo è per niente. Qualcuno pensa che sarebbe meglio spendere quei soldi (aggiungendone altri se necessario) per ideare un percorso pedonale o ciclabile che metta tranquilli bambini e genitori ed eviterebbe di prendere per forza la macchina, e che non è quindi necessario rinunciare a rendere il nostro paese più vivibile per scegliere la strada più breve.
Come accennato alcuni animi ieri sera non erano propriamente sereni, c’è chi vuole ricorrere alle vie legali (al TAR, ma costa), e chi programma manifestazioni di protesta, in ogni caso tutti quanti si sono lamentati della mancanza di volontà da parte dell’amministrazione di prendere in considerazione le proteste di molti cittadini o addirittura di rispondere con arroganza anche a semplici richieste di spiegazione. Io spero che qualcuno della giunta si renda conto del pericolo, parlo dello scollamento tra amministrazione e società civile, e che finalmente ci dia la sua versione ufficiale, presente la popolazione interessata, comprensiva di disegni, progetti e sviluppi ulteriori.
Tobia è molto perplesso, mi fa capire che vuole uscire a farsi un giro, finché è possibile.

venerdì 30 maggio 2008

La politica solbiatese spiegata al mio gatto – 2

di Ivan Vaghi



Questa volta lo sforzo che ho chiesto a Tobia era più oneroso, dal momento che si passava su un piano più teorico e di riflessione politica. Sono partito da lontano, dicendo che quando viene fatta una scelta bisogna prima di tutto decidere se si vuole fare la cosa giusta o quella che conviene di più. E’ spesso una questione di indole personale, ci sono quelli più intransigenti e quelli più inclini al compromesso, senza che, a priori, un atteggiamento sia necessariamente migliore di un altro. Per un cittadino la questione è abbastanza semplice perché di solito ognuno segue la propria indole, più difficile quando la decisione deve essere presa da un gruppo politico, perché deve tenere conto anche della volontà di quanti, in un modo o nell’altro, da questo gruppo politico si sentono rappresentati. Entrano pertanto in gioco anche concetti di responsabilità, di etica, di lungimiranza politica e perché no, di onestà intellettuale ed ideologica.
In vista delle prossime elezioni avremo pertanto da fare una scelta tra tre possibili: appoggiare una delle liste che si presenteranno alle elezioni, farne una noi o disinteressarci del problema. L’ultima eventualità credo che sia da scartare a priori per i motivi che avevo appena citato, perché responsabilità vuol dire anche sforzarsi di dare delle risposte, mentre l’idea di una nuova lista del PD mi lascia seriamente perplesso per vari motivi: siamo giovani, ancora poco conosciuti in paese, e non possiamo contare al momento su un numero sufficiente di persone con adeguata esperienza e capacità amministrativa. Non dimentichiamo che servono un candidato sindaco, un vice sindaco, almeno quattro assessori e diversi consiglieri, e tornando al concetto di responsabilità è necessario che tutte queste persone siano completamente preparate ad affrontare il compito assegnato. A questo punto però, quale lista scegliere? E’ facile scartare la Lega, sembra meno facile, date le premesse, scegliere tra la lista che rappresenterà l’attuale maggioranza e quella dell’attuale opposizione.
Tobia mi fa capire che non ha ben presente le premesse, e quindi provo a spiegarle, cercando di non dimenticare troppi pro e contro. Per quanto riguarda l’attuale maggioranza bisogna considerare la capacità che ha dimostrato nel saper contenere le spese di gestione del comune senza influire sugli interventi in campo sociale; l’”interventismo” nel campo della viabilità e della riqualificazione del centro storico (sì lo so che tanti non sono contenti di quello che è stato fatto, ma perlomeno qualcosa è stato fatto); lo sblocco della questione relativa alla bonifica dell’area ex-SIR (idem); l’avvio della raccolta differenziata (e di questi tempi non è poco); il fatto di poter contare su una giunta e su consiglieri di lunga esperienza (ho dimenticato sicuramente qualcosa e me ne scuso). Tra i contro c’è un atteggiamento irritante che esclude la cittadinanza dalle questioni in discussione salvo presentare il fatto compiuto; la scarsa trasparenza di determinate scelte compreso un utilizzo un po’ “generoso” dei soldi pubblici per alcuni interventi; la mancata apertura democratica nei confronti della minoranza che non è stata invitata alla gestione della Società dei servizi (al di là del fatto in sé è proprio l’atteggiamento che mi sta sulle balle); i dubbi sulla reale indipendenza dell’amministrazione dal controllo di Giacomo Moroni (moltissimi cittadini solbiatesi se ne vorrebbero finalmente sbarazzare); le perplessità sulle ultime scelte relative alla nuova strada e alla decisione di tagliare gli alberi davanti alla scuola elementare, che ha definitivamente alienato le simpatie di moltissimi altri cittadini solbiatesi che sicuramente non voteranno questa lista l’anno prossimo. Soppesando i pro e i contro, considerando che il voto è spesso dettato dall’emotività degli elettori, non vedo questa lista, al momento attuale, messa molto bene.
Passiamo all’opposizione, la lista della Voce solbiatese. Tra i pro dobbiamo mettere una appassionata attenzione a quelle che sono le scelte dell’amministrazione (quasi sempre per criticarle); la volontà dichiarata di mettere la parola fine ad un controllo più o meno occulto della dinastia Bianchi e di Giacomo Moroni su Solbiate Olona (con i limiti già dichiarati nella prima puntata, e cioè che comunque è meglio lavorare per qualcosa e non contro qualcuno); lo sforzo per l’edizione di un periodico che, tra le altre cose, parla anche di questioni relative al paese (anche se il periodico “costa” in termini di garanzia di visibilità agli sponsor, compresi quelli politici), che di fatto è l’unica fonte di informazione alternativa all’amministrazione, che di suo latita abbastanza.
A lasciare dei dubbi è il merito delle critiche all’attuale amministrazione, che sembra risiedere più nella forma che non nei contenuti, ma quello che lascia molto perplessi di questo progetto politico è il modo in cui è nato, con una fusione tra due liste di ispirazione politica opposta, una di sinistra e una di destra, che hanno deciso di mettere da parte le questioni ideologiche in nome di un interesse comune. Qui però entra in gioca una questione importante, quella che ho precedentemente identificato come l’onestà intellettuale ed ideologica di cui bisogna sempre tenere conto quando si fanno delle scelte politiche. Questo perlomeno è quello che penso, e Tobia sembra volermi dare ragione. Se ad esempio ci si trova davanti ad una scelta importante per il bene del paese, e vengono indicazioni divergenti “dall’alto” delle segreterie regionali o provinciali, quale sarà la scelta che verrà fatta? Siamo sicuri che la scelta sarà libera e indipendente oppure la composizione “politica” della giunta sarà un fattore determinante? Come possiamo sapere che ci sarà un equilibrio in questo senso nella scelta della giunta e del consiglio? Mettiamo che io voto questa lista ma la maggior parte dei consiglieri eletti e quindi la giunta risulta essere di area PdL o peggio, in che modo mi sentirei rappresentato? Se portiamo questi dubbi a livello di gruppo politico le cose si amplificano, dove risiederebbe l’onestà intellettuale e ideologica che ogni gruppo politico dovrebbe sempre tenere a mente nella sua azione politica se vengono sostenute persone che, in modo del tutto legittimo, la pensano in modo diverso?
Ma torniamo alla domanda iniziale, è meglio fare la cosa giusta o quella più conveniente? E’ meglio rincorrere la maggior visibilità possibile e quindi sostenere la lista che ha più probabilità di vincere (questo vorrebbe dire avere qualche consigliere e quindi avere più peso nell’amministrazione, che gestiremo con attenzione e responsabilità), oppure sostenere la lista in cui crediamo di più? La cosa migliore sarebbe se le due ipotesi coincidessero in un’unica lista, ma questo non è detto che sarà possibile. Date le premesse la lista dell’attuale maggioranza sembrerebbe quella meno conveniente (anche perché avrà l’aperta ostilità di Antonello Colombo, che sarà in grado di spostare moltissimi voti), mentre la lista di minoranza sembra quella in cui crediamo di meno, quindi è necessario passare dalle premesse ai contenuti, cioè i programmi, la strategia e le persone coinvolte nei vari progetti. Ma questo, considerando che Tobia si è clamorosamente addormentato, sarà argomento di una prossima puntata.

lunedì 26 maggio 2008

La politica solbiatese spiegata al mio gatto - 1

di Ivan Vaghi

Tobia in realtà non è il mio gatto, è quello della vicina, ma ogni tanto prende volentieri possesso di casa mia e quindi è diventato quasi uno di famiglia. Soprattutto ha il merito di stare ad ascoltarmi quando gli parlo e a volte addirittura con aria interessata. Ho pensato quindi di provare a spiegargli come stanno le cose a Solbiate dal punto di vista dell’amministrazione pubblica del paese e in generale della situazione politica in vista delle elezioni del prossimo anno, così, giusto per provare a riordinare le idee. Ho fatto finta che potesse capire quello che gli dicevo ma al tempo stesso mi sono obbligato a non tralasciare niente, perché Tobia (per chi non lo avesse capito diventa l’impersonificazione allegorica di un cittadino di Solbiate che non sa niente di ciò che succede) ha bisogno di tutti i dati possibili.
Partiamo dalla attuale amministrazione, si tratta di una lista civica che ha vinto le ultime elezioni con un discreto margine, anche se non ha propriamente stravinto. Il sindaco è Giuseppe Bianchi detto Peppino, che assume anche l’incarico di assessore all’urbanistica, poi c’è Fabio Bianchi alla viabilità, Roberto Saporiti al bilancio, Massimiliano Paganini a sport e ambiente, Paolo Scattolin a cultura e istruzione, Paolo Costeniero al tempo libero. Il miagolio di Tobia mi ha dato da pensare che forse lui non avrebbe messo addirittura tre assessori per questioni di secondo piano mentre invece il sindaco accorpa due compiti così importanti, e in effetti non ho potuto dargli torto, ma andiamo avanti. Giunta e consiglio sono stati ereditati in gran parte dall’amministrazione precedente (due mandati), quindi, se non altro, non è l’esperienza che manca. Semmai c’è il rischio dell’instaurazione di una vera e propria “classe” amministrativa con quello che ne consegue (Tobia mi ha fatto intendere di avere letto “La casta” e la cosa lo preoccupa un po’). I maligni, e non solo loro, aggiungerebbero il fatto che una parte di questa amministrazione si “ispira” ad una gestione ancora più antica, quella che ha governato Solbiate per decenni e che di fatto non è mai uscita di scena, tanto che a presidente della società di servizi di Solbiate, una srl a controllo comunale che si deve occupare della gestione dell’acqua e di vari altri servizi, è stato eletto Moroni, che alcuni considerano il vero deus ex machina di tutta la questione. I non maligni invece riconoscono la competenza tecnica e quindi i vantaggi che la sua presenza può portare.
Dicevamo dell’eredità politica di questa amministrazione rispetto alla precedente, cioè i due mandati di Antonello Colombo che lo hanno fatto apprezzare sia dal punto di vista della ricaduta sulla popolazione della sua gestione, sia a livello di credito personale raggiunto tra i solbiatesi (e questo potrebbe essere un fattore tutt’altro che trascurabile). Nonostante però la continuità politica (ripeto, alcuni assessori e diversi consiglieri), Antonello Colombo non è stato considerato per eventuali incarichi in questa amministrazione (anzi, si può dire che non sia stato gradito). Punto, ogni riflessione su questo argomento diventa del tutto personale e quindi al momento non serve. Pare però che lo stesso Antonello Colombo non abbia nessuna intenzione di farsi da parte definitivamente quindi è probabile che avrà un ruolo nelle prossime elezioni amministrative, forse con una nuova lista, ma al momento non ci sono notizie certe quindi non lo possiamo sapere.
Veniamo all’attuale opposizione. Alle scorse elezioni si erano presentate quattro liste. Preferirei sorvolare sulla Lega, che si è presentata da sola, ha raccolto i suoi voti e poi è abbastanza sparita. Scelte loro. Le altre due erano liste civiche (Insieme per Solbiate e Uniti per Solbiate, o qualcosa del genere), una di ispirazione sinistrorsa e una destrorsa, che se si fossero presentate insieme avrebbero vinto le elezioni. Questa considerazione ha portato ad un loro avvicinamento che si è concretizzato con la decisione di far uscire un bimestrale, La voce solbiatese, e soprattutto con un accordo politico in vista delle prossime elezioni, dove una lista del giornale si presenterà candidando esponenti di entrambe le precedenti liste. Tobia miagola di nuovo lasciando intendere che è abbastanza perplesso dalla scelta, come è possibile che esponenti di area ideologica PD possano lavorare con esponenti di area ideologica di Forza Italia e AN? Ho risposto che La Voce ha deciso di mettere in secondo piano la questione puramente ideologica, decidendo di concentrarsi sull’impegno a lavorare per il bene del paese e raccogliendo le persone che hanno voglia, entusiasmo, ed un progetto comune di intervento, al di là di come la pensano politicamente.
Al momento attuale pertanto sappiamo che avremo a che fare con due liste civiche, una dell’attuale maggioranza e una dell’opposizione, probabilmente con la Lega che presumo si presenterà da sola e raccoglierà i suoi voti prima di sparire di nuovo (a meno che non vinca), e con l’incognita di Antonello Colombo. Tobia mi guarda perplesso, in effetti manca qualcuno. Lo tranquillizzo, non è che il PD si stia disinteressando della questione, ma il fatto è che si trova in una situazione abbastanza delicata dal momento che abbiamo simpatizzanti (e attivisti) in entrambe le liste civiche, e che nostro compito al momento è quello di capire qual è la lista da appoggiare e in che modo. Per questo motivo abbiamo chiesto a due dei componenti del circolo, Lucio Ghioldi consigliere di maggioranza e Luigi Colombo consigliere di opposizione, di spiegarci come vedono la questione al momento, di raccontare le scelte dell’attuale amministrazione sia passate che future e di darci la loro opinione in merito.
Ho cercato di riassumere il più possibile perché Tobia si addormenta facilmente. Il consigliere di maggioranza ha illustrato una situazione ideale, di un paese senza problemi finanziari anche grazie ad una gestione oculata delle assunzioni negli anni passati, che non risentirà del mancato introito dell’ICI per la prima casa, che garantisce servizi sociali e aiuti alle associazioni. Ha orgogliosamente sottolineato che Solbiate non ha accettato né mai lo farà (se non con la forza) di sottoscrivere la richiesta di intervento provinciale sulle strutture idriche, intervento che Solbiate ha fatto autonomamente e con lungimiranza, e che ora potrebbe essere neutralizzato a causa del versamento di nuovi fondi per intervenire in quei comuni che invece se ne sono disinteressati. Sono molti comuni a guida leghista, e questo bisogna dirlo, perché il disinteresse della Lega per le questioni locali non è evidentemente solo un problema solbiatese. Interrogato sulla questione ha anche illustrato i progetti del comune sull’area ex-Sir (e relativa bonifica) e sui nuovi progetti di viabilità. Ma su questi argomenti ho ritenuto di entrare nel merito in un momento successivo, prima ho raccontato a Tobia dell’intervento dell’esponente della minoranza, che ha sottolineato soprattutto la mancanza di trasparenza dell’attuale amministrazione relativamente alle scelte di spesa e ai progetti, la mancanza di un piano viabilistico integrato (compreso lo spreco di denaro per un inutile studio di viabilità nel centro storico), la chiusura verso l’elezione di un esponente della minoranza nel consiglio della già citata società di servizi, e la gestione non propriamente limpida del progetto di riqualificazione dell’area ex-Sir, che secondo loro non ha seguito le procedure corrette. Sembra però che ad animare la loro lista sia soprattutto la volontà di porre fine ad una “dinastia”, intento sicuramente lodevole ma che ha suscitato la critica di chi pensa che sia comunque più importante proporre qualcosa che non lavorare contro qualcuno.
L’incontro finisce così, per il momento. Adesso abbiamo più elementi per ragionarci su, ma rimane comunque il dubbio sul da farsi. Tobia mi fa capire che per il momento può bastare e mi indica con il muso, inequivocabilmente, la porta del frigorifero (da cui spesso escono inenarrabili prelibatezze). Decido di accontentarlo in cambio della promessa di stare a sentire, nel prossimo futuro, la seconda puntata.

venerdì 16 maggio 2008

Assemblea di Circolo

Venerdì 23 maggio, alle ore 21.00 presso la sede del PD a Fagnano Olona, si terrà un'assemblea di circolo.

Ordine del giorno:
- formalizzazione del direttivo
- discussione sulle problematiche di Solbiate
- varie ed eventuali

Siete tutti invitati a partecipare

Stefano Catone

giovedì 1 maggio 2008

Le poltrone possono attendere

Ora che abbiamo perso anche Roma, ora che la sconfitta ha assunto proporzioni quasi imbarazzanti, credo sia giunta l’ora di rimboccarci le maniche.
La campagna elettorale, l’esito delle urne, le successive dichiarazioni, le prese di posizione rispetto al 25 aprile e le tante voci che giungono alle mie orecchie, hanno creato in me un profondo sconforto ed una forte delusione, amplificate da chi sostiene che “la Lega Nord ha saputo comprendere le esigenze dei cittadini”.
Io credo che tutte le questioni dei flussi dei voti, del comprendere le esigenze dei cittadini, del PD del nord siano tutte fregnacce. Non intendo sostenere che non abbiano fondamento, ma intendo sostenere che non siano questi i motivi alla base della nostra sconfitta.
Mi fa rabbia sentire che la Lega Nord abbia compreso i cittadini: sono venti anni che la Lega propone le stesse cose. Si saranno evoluti (?), avranno affinato le loro idee (?), ma la sostanza non cambia: Roma ladrona e fuori gli immigrati. La medesima compagine e le medesime idee ottengono risultati più o meno altalenanti da venti anni: è possibile sostenere che i sentimenti degli italiani cambino diametralmente a legislature alterne? Io credo di no, io credo che il voto alla Lega sia solo un voto di protesta. E non ditemi che è un “voto di pancia”. Si tratta di un voto che affonda le sue radici nel comportamento animale: creare una forte identità interna demonizzando ciò che è al di fuori del nostro gruppo, e scaricando su di esso la colpa di tutti i nostri problemi. La storia ci offre esempi molto chiari: la caccia alle streghe, i nazionalismi, l’antisemitismo, il maccartismo. Il fatto che alcuni sostengano che l’economia non gira per colpa degli albanesi scioglie molti dubbi al riguardo.
A Solbiate Olona qualcuno di voi ha mai visto un attivista della Lega Nord organizzare qualsiasi cosa che abbia un valore politico? (le feste a base di salamelle e patatine non valgono)
Eppure la Lega ha raddoppiato i voti.
Lo stesso discorso vale per il Popolo delle Libertà. Unica differenza sono i modi. Il PdL ha una classe sopraffina nel dipingere la storia nazionale degli ultimi anni come una dittatura comunista. Come se i comunisti possedessero il monopolio dell’informazione.
Per fortuna che abbiamo internet, altrimenti la nostra voce e le nostre idee non esisterebbero. Il problema di internet è che si tratta di un mezzo di informazione “di nicchia”, per due motivi: 1) ampi strati della popolazione non ne fanno uso 2) chi ne fa uso, se cerca dell’informazione alternativa, deve andarla a cercare, deve essere fondamentalmente uno “spirito critico”.
Il nostro problema è il non riuscire a raggiungere quella massa di votanti che hanno un’informazione scarsa (interamente fondata sulla televisione) e che, per i motivi più disparati, hanno fatto sì che il loro spirito critico si assopisse.

Concludendo, l’amarezza che abita in ciascuno di noi deve essere elaborata e trasformata in maniera positiva. Dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare sodo per fare dell’opposizione costruttiva ed allo stesso tempo “arrabbiata”, ma che soprattutto raggiunga tutti.
Probabilmente non coglieremo risultati nel breve periodo, ma non importa: il nostro è un progetto di ampio respiro. Impegnarsi per il cambiamento; le poltrone possono attendere.