giovedì 31 maggio 2012
Mettere insieme i dettagli di un’epoca
sabato 26 maggio 2012
27 maggio 1923, nasceva don Milani
morto il 26 giugno 1967 a 44 anni. Oggi che gli anni della morte hanno superato
gli anni della vita si può affermare che è stato uno dei personaggi che si è
imposto più da morto che da vivo.
Fu esiliato a Barbiana perché doveva tacere. Infatti ha taciuto per nove
lunghi anni consacrando il suo sacerdozio a sei ragazzi di montagna. Riparlò
solo due anni prima di morire con la famosa lettera ai cappellani militari e
poi con la lettera ai giudici. Anche "Lettera a una professoressa" fu data alle
stampe un mese prima della morte, lui l'ha vista solo stampata; non ha goduto
tutto il chiasso che ha mosso.
Da morto il suo insegnamento è andato ben oltre Barbiana ed ha parlato
lontano, molto lontano sia come tempo che come luogo.
E' quello che accade ai personaggi che hanno un pensiero che cammina con
qualche anno in anticipo rispetto ai loro contemporanei: non capiti e isolati da
vivi, scoperti e valorizzati da morti.
La scuola di Barbiana
finito le elementari. La organizzò don Lorenzo Milani in canonica.
Era una scuola di avviamento industriale dove don Lorenzo era insegnante
unico.
Una scuola poverissima, dove vi era un solo libro di testo;i ragazzi, a turno,
leggevano la lezione e don Lorenzo spiegava.
Era una scuola diversa da tutte le altre, diversa negli orari,diversa nel
programma,diversa nei metodi di insegnamento, diversa nei contenuti.
La scuola di Barbiana si sciolse nell'ottobre del 1968, un anno dopo la morte
di don Lorenzo.
Per saperne di più, sito fondazione: www.donlorenzomilani.it
sabato 28 aprile 2012
Non è una valle per ciclisti
Anche la Valle Olona non è più una valle per ciclisti. Il cantiere di Pedemontana, oramai da qualche tempo, ha tagliato in due la pista ciclopedonale che lega la valle, da nord a sud. Non sono stati previsti percorsi alternativi, perciò per "riprendere" la ciclopedonale è necessario percorrere un tratto di strada asfaltata.
Negli ultimi tempi questo tratto di strada è diventato più pericoloso di quanto già non fosse prima: la strada è stretta, chiusa ai lati dalle recinzioni del cantiere e il manto stradale è in situazioni pietose, pieno di buche e rattoppamenti mal riusciti. Infine, alcuni automobilisti sfrecciano a velocità sconsiderate. A me piace pedalare e mi piace ancor di più pedalare in Valle, ma ieri ho avuto paura.
E forse è il caso di fare qualcosa, perché nel weekend e con le belle giornate la Valle fortunatamente torna a essere viva e frequentata.
#salvaiciclisti, anche in Valle Olona.
giovedì 26 aprile 2012
25 aprile 2011 (sì, quello dell’anno scorso)
mercoledì 18 aprile 2012
martedì 17 aprile 2012
Cosa ci ha insegnato questa storia
Uno storiografo famoso disse che per giudicare qualcosa bisognerebbe osservarla da Marte perché solo così si riuscirebbe a essere sufficientemente obiettivi. Ci accontentiamo di qualcosa di più vicino, d’altronde l’obiettività potrebbe non essere un valore assoluto. Essere obiettivi vuol dire infatti mettere sempre e comunque sullo stesso piano posizioni diverse, anche quelle insostenibili. Platone accusava i sofisti di togliere valore alla filosofia proprio per questo motivo: se tutte le posizioni sono uguali e la differenza la fa la capacità del singolo individuo di convincere gli altri, vuol dire che non esiste più oggettività, non esiste più qualcosa che sia sempre e comunque vera. Il papa lo chiama relativismo ma sempre quello è. Ora sostituiamo la parola “convincere” con “imporre la propria volontà a dispetto di tutto e di tutti” e avremo il PGT di Solbiate.
I nostri sofisti sono partiti da una serie di presupposti: 1) l’unica cosa che conta è permettere al “privato” (entità eletta a figura religiosa) di fare affari; 2) la questione ambientale impedisce questo assunto inderogabile e quindi ce ne sbattiamo; 3) l’interesse della collettività è in contrasto con il punto 1 e quindi ce ne sbattiamo; 4) l’opinione della cittadinanza è il parto di gente sottosviluppata che non merita nessuna attenzione e quindi ce ne sbattiamo; 5) le leggi sono delle complicazioni fastidiosamente inutili; 6) i consiglieri comunali sono dei pupazzi che devono fare sempre e comunque quello che vogliamo noi.
Mi costituisco, non sono obiettivo, perché mai nella vita considererò questi presupposti meritevoli di stare allo stesso livello di altri. Ieri sera invece ci è stata raccontata una storia diversa, a tratti patetica. Abbiamo avuto l’architetto incaricato della stesura del PGT che brandiva il “diritto di edificabilità” come fosse l’ultimo dogma di fede, a cui bisogna immediatamente uniformarsi pena la scomunica. Abbiamo sentito l’assessore all’urbanistica sostenere che siccome un’area è rovinata la cosa più intelligente da fare è distruggerla del tutto. Abbiamo anche visto un sindaco dare lezioni di morale atteggiandosi a pontefice, presumo che presto o tardi darà alle stampe la sua prima enciclica in latino (titolo suggerito: Ad abolendam Solbiatem). Abbiamo soprattutto visto un gruppo di persone, i consiglieri di maggioranza, che ha già dato prova in passato di non avere nessun rispetto per i cittadini, prestarsi a quell’esercizio di disprezzo delle istituzioni che è stata tutta questa vicenda dell’adozione del Piano.
Rimango sostanzialmente della mia opinione, ognuno ha i rappresentanti che si merita. Solbiate più di questo, evidentemente, non può dare. Ne pagherà le conseguenze. Su una cosa però devo dare ragione a miss Attila: il peccato originale è stata la richiesta dello svincolo di Pedemontana. Avevamo detto su queste pagine (ahimè, il destino di Cassandra è veramente difficile da digerire) che sarebbe stato l’inizio dell’assalto a Fort Alamo e questo si sta puntualmente verificando. Cosa ci ha insegnato dunque questa storia? Niente, come non ci hanno insegnato niente le vicende passate. La prossima volta, con questo atteggiamento, andrà ancora peggio.
(citazioni: “Sofista” di Platone e “Ad abolendam”, enciclica di Lucio III che dava il via all’Inquisizione)
Ivan
Il PGT è adottato, ma non ci avete convinto
In apertura il tecnico che ha prodotto il PGT, il dott. Pozzi, ha fatto una veloce panoramica "tecnica" sui vari documenti del Piano, riprendendo la presentazione che già fece qualche tempo fa. In seguito si è aperto il Consiglio comunale, con l'intervento del sindaco Melis che ha risposto ad alcune accuse rivolte alla sua amministrazione in questo periodo, ripercorrendo la storia urbanistica di Solbiate, inserendovi critiche all'operato delle passate amministrazioni, ancora "rappresentate" in Consiglio dai due ex sindaci Antonello Colombo e Giuseppe Bianchi. Il successivo dibattito è stato ricco e approfondito (finalmente), sono emerse differenti (e motivate) visioni e il sindaco Melis ha assicurato che è questo il momento in cui si apriranno le porte del PGT alla cittadinanza. Noi rimaniamo convinti dell'opportunità che tutto ciò fosse fatto prima dell'adozione del Piano in Consiglio comunale (la pensa così anche la Legge).
Non ho potuto prendere appunti, perciò riporto ai nostri lettori alcuni passaggi che ho ritenuto significativi, in ordine sparso:
- L'amministrazione stima che in 10 anni la popolazione crescerà del 10%, un dato che è in netto contrasto con il trend demografico in atto. "A fronte di una crescita attesa prossima allo zero, se non addirittura in decremento", ha scritto l'ARPA nella sua osservazione e mi piacerebbe capire come questa stima è stata controdedotta, dato che è su questo assunto che si innestano gli interventi a scopo residenziale; sul potenziale afflusso di popolazione e relativi servizi non è stato detto nulla.
- La delocalizzazione del cotonificio è un'opportunità che viene offerta a un imprenditore che la volesse cogliere. E' però risultato evidente dalla discussione che non esistono reali incentivi perché si concretizzi; inoltre non è stato chiarito se le tre aree convertite in industriali sono destinate esclusivamente alla delocalizzazione o anche a insediamenti industriali "normali";
- Siccome c'è lo svincolo - un'opera che l'amministrazione Melis non ha voluto, ma richiesta dall'amministrazione Colombo - e l'area è rovinata, meglio rovinarla ulteriormente "rivalutandola" e cercando di riportare allo stato naturale dei pezzi della Valle. Il risultato viene ottenuto perché una delle tre aree destinate alla delocalizzazione del cotonificio è situata in via Combattenti, la più vasta e appetibile. Su questo punto possiamo dire che "avevamo ragione noi"? Lo svincolo di Pedemontana è stato il peccato originale, che inevitabilmente, prima o poi, avrebbe portato qualcuno a compiere questo ragionamento, edificando ulteriormente l'area circostante allo svincolo stesso.
- L'amministrazione dichiara di aver tenuto conto delle osservazioni di ARPA e Provincia, che sono state controdedotte e che potranno essere ulteriormente prese in considerazione durante la fase amministrativa/procedurale che si è aperta oggi;
- Al parco di Villa Tobler non è stata garantita una maggiore "protezione" e la maggioranza ci lavorerà;
- Non è stato chiarito se il proprietario del golf, grazie alle modifiche portate dal PGT, potrà sfruttare i residui edificatori dell'area dell'Hotel - destinati a terziario - per costruire villette sul golf. Da più parti si è sentito dire che il proprietario di quell'area ha da tempo avanzato richieste in questa direzione.
- Il bosco di querce dietro a via dei Ronchi non è un bosco di querce, perché non ce ne sono abbastanza per definirlo come tale; inoltre non è stato chiarito se effettivamente su quell'area, destinata a verde pubblico, si possa costruire o meno. E' stato infine fatto notare dall'assessore come quella sia un'area poco appetibile, data la vicinanza di Pedemontana, ma è stata ribadito il concetto secondo il quale il PGT offre delle opportunità, che l'amministrazione spera vengano colte integralmente, ma non è detto che ciò avvenga;
- Per incentivare il commercio sull'asse centrale del paese sostanzialmente non è stato previsto nulla. E' stata riproposta l'idea dei negozi polifunzionali, ma non credo che siano citati nel PGT.
