venerdì 23 gennaio 2009

Live Report: Consiglio comunale del 22 gennaio 2009

Come primo punto all'ordine del giorno si è votato per l'approvazione del verbale della seduta precedente; il Consigliere di minoranza Sansalone ha motivato il voto contrario dell'opposizione perché è stato verbalizzato un intervento della maggioranza che accusava l'opposizione di aver attaccato i disabili in un articolo apparso su La Voce Solbiatese. Sansalone ha sostenuto che l'interpretazione della maggioranza fosse completamente sbagliata.

Successivamente l'assessore Saporiti ha esposto una variazione al bilancio di previsione 2009 di 37.500 euro, somma destinata allo spargimento di sale e alla rimozione della neve. La maggioranza ha votato a favore, l'opposizione si è astenuta.

Come terzo argomento il Sindaco ha esposto il programma per gli incarichi esterni, cioè un elenco di incarichi professionali che potranno essere assegnati durante l'anno, all'occorrenza, anche al di fuori della struttura comunale. Il consigliere Luigi Colombo ha richiesto una maggiore trasparenza nell'assegnazione degli incarichi, sottolineando che alcuni di questi possono essere svolti all'interno della struttura comunale. Il Sindaco ha risposto favorevolmente affermando che solamente nel caso in cui, ad esempio, il Segretario comunale non sarà in grado di svolgere alcuni compiti, questi saranno affidati all'esterno.

Si è quindi giunti al punto di maggiore interesse e su cui si è più dibattuto: l'adozione di un programma integrato di intervento in variante al Piano Regolatore per l'area ex-Rovelli.

Il Sindaco ha illustrato il progetto, premettendo che si tratta di un'area che da più di 20 anni si trova in quella situazione, e che nel 1997 una prima variante al PRG ha cambiato la destinazione d'uso in commerciale (1.500 m2) e residenziale (30.000 m3). Nonostante gli anni del boom edilizio, nessuno ha investito nella zona, che presenta caratteristiche particolari (sono necessari abbattimenti e bonifiche). Nel tempo ci sono state diverse proposte rifiutate, finché non è arrivata una proposta trattabile. L'operatore prevedeva una divisione tra commerciale e residenziale, il che modifica la “filosofia” dell'intervento. L'incremento volumetrico richiesto dall'operatore è stato concesso per il commerciale, che passa così a 2.000 m2 in un unico edificio. Le abitazioni saranno di 2 piani nella zona che si affaccia su via Mazzini, e cresceranno in altezza procedendo verso via Patrioti sino a 3 piani con sottotetto abitabile; questo in funzione del dislivello del terreno. Via Rossini non verrà modificata e i parcheggi si troveranno all'interno dell'area in questione (saranno fruibili anche durante le feste estive). L'area verde centrale sarà pubblica e la manutenzione a carico dell'operatore.

Il Comune incasserà 2.500.000 euro, oltre alla costruzione delle fognature, alla sistemazione dell'area verde situato tra il parco feste e via Patrioti e la sistemazione dell'incrocio con via Rossini.

Si è quindi proceduto al dibattito. Poiché gli interventi sono stati molto articolati cercherò di essere il più schematico possibile:

Alessia Lazzaretti (maggioranza): favorevole alla bonifica e alla sistemazione dell'area per il bene del paese, ma non concorde con la modalità di contrattazione con l'operatore e con la modalità di discussione all'interno del gruppo di maggioranza. Inoltre non è d'accordo su alcuni aspetti tecnici che potrebbero condizionare il futuro del paese. Dichiara che voterà contrariamente e che rassegnerà le proprie dimissioni poiché le sue idee non coincidono più con quelle del gruppo di cui fa parte.

Roberto Viganò (maggioranza): si dice d'accordo con Alessia Lazzaretti. Sostiene di aver seguito tutto l'iter del progetto in discussione, visionando l'area, i carteggi, leggendo le rimostranze e richiedendo un'assemblea pubblica per discutere con la popolazione. A suo parere la media struttura di vendita in progetto non entrerà in competizione con l'Iper ma con le piccole realtà di vendita del paese. È favorevole allo sviluppo in altezza e all'abbattimento della zona (indebitamente definita “ecomostro”: se si parla di amianto bisogna tirare in ballo anche l'ex oratorio femminile!) ma lamenta la scarsa trasparenza e il mancato ascolto delle richieste dei consiglieri. Ha infine lamentato la mancata soluzione del problema all'incrocio tra via Patrioti e via IV Novembre. Per questi motivi rassegna le sue dimissioni e abbandona l'aula andandosi a sedere tra il pubblico.

Luigi Colombo (Uniti per Solbiate): avanza delle perplessità sulla formulazione della proposta, ma non esiste un tecnico relatore con cui potersi confrontare. In primo luogo si chiede come si colloca un centro commerciale in un'area di recupero. In secondo luogo rileva l'incompletezza dell'analisi viabilistica (che non tiene conto del semaforo e dei mezzi pesanti). In terzo luogo contesta il basso coefficiente di impatto paesistico: il centro commerciale, il cimitero, il lazzaretto, l'area feste e il mercato giustificherebbero un impatto più alto. Secondo Colombo si tratta di una scelta urbanistica sbagliata, che pregiudica il futuro di tutta Solbiate, dettata da un errore a monte: la mancanza di un progetto generale che consideri il paese nella sua totalità.

Pierangelo Macchi (Uniti per Solbiate): ha espresso il suo dissenso nei confronti dell'amministrazione. Era stato chiesto al Sindaco di informare trimestralmente la minoranza sullo sviluppo del progetto; ciò è avvenuto per due o tre volte e mai più. Lamenta inoltre di essere stato accusato di “terrorismo ecologico” per la richiesta di smaltimento dell'Eternit. Verrà eliminata la struttura, ma ci sarà un'altra colata di cemento, una nuova via Varese, con tutti i danni ambientali che ne conseguono. Secondo Macchi l'amministrazione deve attenersi alle sue idee, ma ascoltando la popolazione: ciò non è avvenuto nemmeno in occasione dei parcheggi di via Patrioti e della variante Porro. Ha concluso rimproverando l'amministrazione con le parole “Solbiate non è il vostro giocattolo!” e auspicando in futuro un maggiore dialogo.

Luigi Melis (Insieme per Solbiate): ha lamentato la mancata condivisione che un progetto dal così elevato impatto viabilistico, sociale e ambientale avrebbe meritato. Sostiene che non ci sia bisogno di un centro commerciale e che il progetto non sia per nulla moderno a causa della mancanza di disposizioni rivolte al risparmio energetico. Senza un progetto integrato si tratta di una variante fine a se stessa. Non capisce inoltre la fretta dell'amministrazione: perché dopo 25 anni non si possono aspettare 4 mesi per giungere ad una scelta condivisa? Le priorità del consiglio comunale non sono di tipo economico, ma devono avere come obiettivo il bene del paese e i cittadini. É un progetto che vincola economicamente le amministrazioni future. La minoranza si fa dunque carico di indire un'assemblea pubblica al riguardo. Melis ha concluso il suo intervento citando una legge regionale che prevede che la delibera adottata per interventi di questo tipo debba essere acquisita dagli enti provinciali competenti per una verifica. Sosteneva che la Provincia non ha acquisito nulla riguardo al progetto in esame. (Si è accesa una discussione su quest'ultimo punto poiché il Sindaco, sostenuto dal Segretario comunale, ha fatto notare che fosse quella la sede in cui l'atto veniva adottato, per poi essere trasmesso ed acquisito dalla Provincia. Melis ha ribattuto che quella era solo un'interpretazione della giunta.)

Nardin (Lega Nord): si dichiara favorevole al progetto.

Filippo Giudici (maggioranza): sottolinea il fatto che questa è la prima volta che a Solbiate si interviene su un'area di degrado senza andare a sconvolgere il PRG e senza intaccare aree verdi. Sostiene inoltre che tutte le strutture, di qualsiasi genere, siano in grado di assorbire l'aumento di popolazione stimato (7%).

Il Sindaco ha concluso il dibattito esprimendo rispetto per le scelte di Lazzaretti e Viganò. Ha sostenuto di aver effettuato tutte le verifiche necessarie sotto tutti gli aspetti, soprattutto per quanto riguarda l'incremento demografico. Ha aggiunto che è stata ottenuta una fideiussione di 1.000.000 di euro per l'abbattimento degli edifici esistenti entro 4 mesi. Si dice consapevole del mancato dibattito con i cittadini, ma sostiene l'oculatezza delle scelte; la trattativa con l'operatore è stata inevitabile, poiché l'area è di proprietà privata. La votazione è avvenuta come da dichiarazioni; in seguito Luigi Colombo ha abbandonato l'aula.

Il quinto punto all'ordine del giorno prevedeva una variante al PRG per la zona omogenea C3 (via della Vignole). Si tratta di un'area già edificabile, ma i consentiti 9.300 m3 di residenziale non sono fattibili a causa dei limiti sulle metrature. L'operatore propone l'adeguamento delle metrature per poter costruire sfruttando i 9.300 m3. Non c'è stato nessun intervento da parte dei consiglieri; la maggioranza ha votato compatta a favore e la minoranza si è astenuta.


Provvederemo in seguito ad illustrare (finalmente) il progetto.

venerdì 16 gennaio 2009

Area ex-Rovelli, non ne abbiamo parlato...

di Ivan Vaghi

Peccato, un’altra occasione sprecata, anche questa volta le decisioni che riguardano la vita di tutti i cittadini sono state prese senza renderli partecipi delle decisioni stesse, nemmeno a livello informale. La richiesta di un’assemblea pubblica non presupponeva un problema insormontabile, ma una semplice volontà politica, e devo prendere atto che non è stata accolta. Tra qualche giorno ci sarà il consiglio comunale in cui il progetto verrà approvato nonostante la giunta abbia seriamente rischiato nelle ultime settimane di perdere il voto del consiglio stesso (sarebbe bello parlare dei retroscena ma non lo posso fare). Ma poi tutto è rientrato e il progetto di 30000 metri cubi di residenziale e di una nuova attività commerciale al posto dell’ecomostro potrà prendere il via. Non sono certo io che mi tiro indietro nel dire la mia opinione sull’argomento e quindi la dirò: credo che una nuova attività commerciale (pur piccola) sia del tutto inutile in una zona di così alta densità commerciale come la nostra (si obietterà che è più vicina al centro del paese ma chi deve fare la spesa ci andrà in macchina lo stesso), e che è un “rischio” anche costruire nuove case, in termini di ricaduta sui servizi necessari ai nuovi cittadini. Forse non c’erano alternative, forse però sarebbe stato possibile osservare il progetto originale che avrebbe limitato l’impatto ambientale del nuovo insediamento, ma il costruttore è riuscito a imporre le proprie condizioni e il progetto originale è stato cambiato. Come dicevo prima sarebbe stato interessante poterne discutere con la popolazione e la giunta, ma dobbiamo rassegnarci all’idea che la nostra opinione, e perché no? le nostre eventuali idee, non interessano a nessuno.

Ci teniamo quindi la svolta ad un problema più che annoso, cioè l’abbattimento di un relitto industriale e la sua sostituzione con un’area di nuova urbanizzazione. Andiamo a migliorare dal punto di vista estetico ma forse non molto di più. Come al solito aspettiamo repliche alle provocazioni, ribadisco comunque che è abbastanza triste che le uniche discussioni possibili avvengano su un blog di partito che per il momento non è raggiungibile dalla maggior parte della popolazione. Aspettiamo repliche anche e forse soprattutto dalla minoranza, che per un certo periodo ha battagliato sul progetto per questioni sostanzialmente tecnico-formali, se vogliamo burocratiche, ma che a detta della maggioranza non ha mai presentato alternative valide e soprattutto fattibili. E aspettiamo repliche dai cittadini solbiatesi, da quei pochi che leggono questo blog e che forse avranno qualcosa da dire sull’argomento, nel bene o nel male o nel chissenefrega (anche questa è una posizione).

Una cosa intanto la dico io, e la dirò con forza a tutti quelli che si candideranno alle prossime elezioni: non è questa la filosofia in cui si deve identificare una giunta e un consiglio comunale. Mi piacerebbe avere degli amministratori che cerchino di coinvolgere il più possibile gli amministrati (possibilmente senza litigarci), e che abbiano una visione del futuro coraggiosa e avveniristica, senza cadere nella banalità della semplice equazione che il progresso non può prescindere dall’urbanizzazione, che alla fine fa guadagnare solo i costruttori. Dovremo già “subire” la Pedemontana, avremo adesso un nuovo quartiere in zona cimitero e forse un altro in via delle Vignole (giusto?), forse è davvero arrivato il momento di una svolta epocale nel modo di intendere la vivibilità del nostro insediamento urbano.

Da ultimo vorrei rivolgermi ai consiglieri comunali: non voglio convincervi di niente, spero davvero che abbiate perso moltissime ore a studiarvi i progetti relativi a quest’area (ho notizie diverse ma fa niente) e che il vostro voto, che sarà in maggioranza a favore, sia il frutto di un’analisi approfondita e che deriva dalla piena convinzione che questa sia la soluzione in assoluto migliore che si possa prendere. Siete depositari di un patto di fiducia con i cittadini che hanno votato per voi ed è vostro dovere onorare questo patto anche al di là delle vostre possibilità, e se siete convinti di averlo fatto allora votate a favore a cuor leggero e con la mia benedizione. Ma se invece il vostro voto a favore deriva da mancanza di coraggio o di informazioni o semplicemente per onorare il gruppo di riferimento e non siete convinti che questo sia giusto, allora fatevi un esame di coscienza e considerate l’eventualità di non ripresentarvi alle prossime elezioni. Non c’è niente di male a farsi da parte, si fa del proprio meglio e poi si lascia il posto ad altri, e questo varrà anche per i nuovi consiglieri e soprattutto per loro. Immagino le reazioni sotterranee, qualcuno, come di solito fa Lucio Ghioldi, mi accuserà di prendere ordini quando scrivo, altri di voler rompere l’unità dei vari gruppi (chissà perché poi), ormai sono abituato ad aspettarmi reazioni piccate quando dico quello che penso, come se ogni opinione implichi per forza un’offesa personale. E forse è anche questo un atteggiamento che è opportuno cambiare.

venerdì 9 gennaio 2009

“Promesse consolatorie. La Lega davanti all’amara realtà del fallimento”

Adamoli giudica deludente il vertice a Roma del Carroccio con il premier: “Molto peggio che con Prodi”

VARESE. Una pacca sulle spalle, un pacchetto di buone parole. Per il Pd varesino, è tutto quanto Bossi porta a casa dal vertice con Berlusconi su Malpensa.

“Un pugno di mosche”, secondo il deputato Daniele Marantelli.

“Un incontro consolatorio”, lo qualifica Giuseppe Adamoli, uno dei padri del piano urbanistico dell’ormai ex aeroporto hub del Sud Europa (tale doveva essere).


Consolatorio, dice, ma per chi?

“Solo per Bossi, s’intende, e per la Lega. Costretta a incassare una realtà amarissima per Malpensa e ad accontentarsi, in cambio, di promesse vaghe, lasciate sullo sfondo. In realtà, sapevamo bene come sarebbe andata a finire”.


Bossi giura che la parola fine ancora non è scritta, che Lufthansa resta in pista …

“Ma chi ci crede. Alitalia e Cai hanno sempre e solo voluto l’alleanza con Air France e così sarà. Solo in condizioni ben peggiori di quelle previste dall’accordo proposto dal governo Prodi. Con un costo economico a carico dei contribuenti che l’economista Tito Boeri valuta in 4 miliardi di euro. E un danno gravissimo per Malpensa e il suo territorio”.


Alitalia ha abbandonato Malpensa quando governava Prodi, con il piano del presidente Prato.

“Con alcune differenze. La prima è che dall’accordo restava fuori AirOne e non si formava un monopolio sulla rotta più ricca, la Milano-Roma. E inoltre AirOne, alleata con Lufthansa, poteva aiutare Malpensa a fare a meno di Alitalia. Secondo, Air France si comperava tutta Alitalia, buona e cattiva, senza scaricare debiti e personale a spese dei contribuenti italiani. Terzo, Prodi aveva già sottoscritto l’impegno, al Tavolo per Milano, di rinegoziare gli accordi bilaterali per acquisire nuove rotte a Malpensa”.


Quel che ha promesso anche Berlusconi.

“Appunto, promesse riferite da Bossi. Come l’altra del Cavaliere, che avrebbe salvato l’italianità di Alitalia”.


Non è salva ?

“Air France avrà una quota importante e tra qualche anno, stiamo sicuri, il controllo. E poi in un’economia di mercato questa dell’italianità è una logica senza senso. Il mercato è a Malpensa, non a Fiumicino”.


Colpa del Nord, di non aver saputo pesare nelle scelte? Non le pare un paradosso: un governo con un premier lombardo e tanti ministri nordisti, una cordata di imprenditori molti dei quali lombardi, e tutti che fanno il gioco di Roma?

“Non poteva andare diversamente nel momento in cui Berlusconi ha imposto a questi imprenditori di formare la cordata per Alitalia. Da furbi, non da lombardi, hanno puntato ad un affare vantaggioso: comperare la parte sana di Alitalia e venderla all’offerente più immediatamente interessato, Air France, e inoltre recuperare una montagna di crediti delle banche con AirOne che era in condizioni drammatiche. Il tutto a scapito dei cittadini italiani, del sistema economico del nord e di Malpensa. Questo è stato il bel risultato della promessa elettorale di Berlusconi sostenuta a spada tratta dalla Lega che oggi piange inutili lacrime sul latte versato”.


Al “caso Malpensa” Adamoli spiega di aver dedicato un blog sul suo sito on line: “Mi interessa raccogliere direttamente le opinioni delle persone”. E il dibattito promette di accendersi anche sul web.

Fe.Bian.

da La Prealpina del 9 gennaio 2009

martedì 30 dicembre 2008

Sindaco e Protezione Civile: la versione dei protagonisti

A seguito di alcune segnalazioni riguardanti l'articolo pubblicato sul nostro blog (tratto da VareseNews), inerente alla questione tra Protezione Civile e Sindaco, abbiamo deciso di contattare direttamente i due interessati, in modo da non dover passare attraverso le penne dei giornalisti de La Prealpina, La Provincia e Varesenews.


Pare opportuno far precedere la versione dei due protagonisti da una breve considerazione. Entrambi hanno confermato che gli articoli sopra citati non rispondono perfettamente alla realtà, in quanto le dimissioni del Sig. Formenti non sembrano essere state causate né dalla vicenda dei lettini né dalla presunta mancanza di fondi per la Protezione Civile, ma da una più generica (e forse più pressante)“mancanza di fiducia”.


Venendo ai fatti, la ProCiv ha rilevato la mancanza di lettini alla scuola materna durante una lezione riguardante il comportamento da tenere con gli animali domestici in novembre. La scuola materna già a settembre aveva segnalato questa mancanza e l'Amministrazione aveva provveduto a stanziare i fondi necessari che però, a causa dei tempi “burocratici”, a novembre non erano ancora stati spesi.

La Protezione Civile decideva perciò di autotassarsi, comunicando al Sindaco l'avvenuta consegna dei lettini in data 29 novembre. Il Sindaco lodava l'ammirevole iniziativa con l'idea di ringraziare pubblicamente la Protezione Civile in occasione del tradizionale incontro con i bambini della scuola materna previsto per il 18 dicembre. A far saltare i piani è intervenuto l'articolo de La Provincia in data 17 dicembre.


La presunta mancanza di carburante non viene ritenuto un problema reale dal Sindaco Bianchi e l'ex coordinatore della ProCiv Formenti non ritiene neppure questo un motivo decisivo per le sue dimissioni..

Sindaco: “da parte mia non ho mai detto che non esistono fondi per i mezzi di protezione civile ma semplicemente venivano utilizzati fondi di altri capitoli per motivi esclusivamente di bilancio interno”

Formenti: ”le mie dimissioni non hanno nessuna attinenza né con la mancanza di carburante, altrimenti sarebbero state presentate unitamente alla lettera di sospensione dalle attività della ProCiv, né a causa dei lettini.”

Tornando alla questione dei lettini, in seguito all'articolo pubblicato da La Provincia, il Sindaco Bianchi portava “dure rimostranze” al coordinatore, il quale “dava le dimissioni da me accettate, nominando temporaneamente coordinatore il vice  Tagliapietra.”

Il Sindaco Bianchi sostiene inoltre che, come a lui confermato dal sig. Formenti, la decisione di rivolgersi ai giornali “non è stata del gruppo ma soltanto di alcuni componenti di cui ho chiesto le dimissioni”.

Veniamo ora agli argomenti portati da Formenti per motivare le sue dimissioni: “Le mie dimissioni sono motivate esclusivamente dal fatto che per l'ennesima volta sono stato accusato, a priori, di comportamento non corretto nei confronti dell'Amministrazione Comunale (vedi per esempio gli articoli comparsi su La Provincia), indice di mancanza di fiducia nei miei confronti.
Ritengo invece di essermi comportato sempre correttamente e, nel limite del possibile di aver sempre contribuito alle attività connesse al Gruppo di Protezione Civile, e mantenuto uno spirito collaborativo con l'Amministrazione Comunale.”


La questione dei lettini e del carburante sembrano essere solamente la scintilla che ha provocato la reazione di una parte (non ben definita) della Protezione Civile: da quello che abbiamo letto si può legittimamente supporre che a monte esistano altri problemi (di quale natura non lo sappiamo) da diverso tempo.

Ci chiediamo ora se, a seguito delle dimissioni di Formenti e della nomina della nuova guida della ProCiv, queste fratture si ricomporranno: il contributo dei volontari della Protezione Civile è sempre stato molto prezioso per i cittadini, basti considerare lo stato delle strade solbiatesi con le ghiacciate di questi giorni.


Stefano Catone



martedì 23 dicembre 2008

Filo Logico

Il seguente intervento, prodotto da Lucio Ghioldi, non rappresenta una presa di posizione dell'intero circolo PD ma le idee di un suo partecipante attivo. Il PD a Solbiate Olona sta cercando in questo momento una sua collocazione che sia in linea con i principi e le idee cui facciamo riferimento.
Schierandoci di principio contro qualsiasi tipo di censura, ci riserviamo il diritto di pubblicarlo e quindi di pubblicare qualsiasi replica che non sia offensiva.

Ammetto di aver sempre avuto dei grandi dubbi sulla capacità amministrativadella minoranza, ma ora ne abbiamo tutti noi la prova in quanto è scritta equindi non smentibile sull' ultimo numerode "La Voce solbiatese". La minoranza ha così tanto cavalcato la protestadegli abitanti di Via Varese per la variante fino a convincerne qualcuno apresentarsi con loro, persone che personalmente stimo...ma qui viene ilbello! Il primo regalo ai nuovi arrivati è la proposta, da parte di "Uniti &Insieme per Solbiate", di prolungare Via Varese fino alla strada provincialeSP2 (quella dell' Iper per intenderci). Questa sì che è un'idea brillante,infatti così vedremo sicuramente sfrecciare i TIR lungo Via Varese persaltare i semafori....sono sinceramente allibito! Faccio un appello aicittadini che hanno scritto alla Voce solbiatese: finché siete in temporipensateci. Comunque se questo non vi basta credo che anche Voi abbiatetrovato veramente squallido l'uso strumentale di un grave problema fisicocome la sordità per fare ironia sull'amministrazione.

Lucio Ghioldi

domenica 21 dicembre 2008

Guerra aperta tra Protezione civile e Sindaco, si dimette il coordinatore




Guerra aperta tra il sindaco Giuseppe Bianchi e la Protezione civile di Solbiate Olona che ha portato alle dimissioni di Fausto Formenti, coordinatore del locale gruppo territoriale nella giornata di oggi giovedì 18 dicembre. Il caso è scoppiato oggi stesso sulle colonne del quotidiano La Provincia in seguito all'acquisto da parte della Protezione Civile di 10 brande per la scuola materna del paese. Fino al 26 novembre scorso, infatti, le brande a disposizione erano solo 10 (i bambini sono 20) costringendo metà dei bambini a dormire a turno per terra su dei materassi. La denuncia della situazione era partita da Lucia Albanese, madre di uno dei bambini della scuola, la quale aveva chiesto aiuto alla Prociv locale. La ventina di componenti del gruppo di protezione civile si è mobilitata e nel giro di due giorni i letti sono stati acquistati e consegnati. Il sindaco Giuseppe Bianchi, pur ringraziando la Protezione Civile per il gesto, ha annunciato che anche l'amministrazione aveva stanziato dei soldi per acquistare le brande mancanti e che ora queste 10 brande in più verranno messe a disposizione nel caso serviranno in futuro. Così se da settembre a fine novembre i bambini dovevano litigare per un posto letto ora hanno, improvvisamente, dieci letti di riserva. Ma gli screzi tra Protezione Civile e sindaco partono da lontano e toccano anche la questione finanziamenti per lo svolgimento delle normali attività del gruppo di volontari. In una lettera, infatti, il coordinatore annunciava, in data 15 dicembre, che il mezzo in dotazione era rimasto a secco di carburante e che le attività del gruppo erano di fatto sospese. A questa lettera il sindaco non ha risposto formalmente ma lo fa tramite Varesenews annunciando che «i soldi ci sono - ha detto Giuseppe Bianchi - c'è stato qualche ritardo nell'erogazione di fondi a causa del ritardo con cui è stato approvato l'assestamento di bilancio. Doveva avvenire a settembre ma è slittato a novembre. Le dimissioni di Formenti sono solo la conseguenza delle notizie apparse sulla stampa in data odierna in quanto qualcuno ha parlato a nome della Protezione Civile senza avvisare nessuno. Dunque nessuna ragione personale». Mentre il sindaco cerca di buttare acqua sul fuoco delle polemiche pare che la storia si ripeta. Già un anno fa i volontari si dimisero in massa e tornarono in attività solo dopo le scuse del sindaco. Anche questa volta si prospetta una scena simile, dicono alcuni di loro, e per domani c'è da aspettarsi dimissioni di massa dopo quelle di Formenti.

martedì 2 dicembre 2008

Live Report: Consiglio comunale del 1 dicembre 2008

Il Consiglio comunale è stato aperto con la lettura e l’approvazione del verbale della seduta precedente.
In seguito sono stati discussi i seguenti punti all’ordine del giorno.
In primo luogo l’Assessore Saporiti ha esposto la variazione e l’assestamento del bilancio preventivo e la modifica della programmazione triennale riguardante le opere pubbliche. Si tratta di una manovra da 1,8 milioni di euro, che tocca praticamente tutte le aree del bilancio.
Per quanto riguarda la spesa corrente sono stati indirizzati fondi al finanziamento del giornalino comunale, dell’ufficio di avviamento al lavoro di zona, ad uno sgravio dell’ICI, a spese energetiche, al rimpinguamento del fondo di riserva (che ha raggiunto la sua soglia massima), al nuovo sistema bibliotecario. Sono stati previsti contributi alla Pro loco e ai frequentatori dell’asilo nido e della scuola elementare. Inoltre è stata prevista una quota di denaro per un futuro bando per il servizio civile.
Per quanto riguarda le spese di investimento, gli interventi sono stati previsti per la manutenzione degli immobili comunali, per il posizionamento di una telecamera nella zona della biblioteca, per attrezzature e per la manutenzione delle scuole elementari e medie (nel caso di quest’ultima in particolare per la palestra) e della mensa, per la rifinitura del campo in calcare e per materiale sportivo, per l’illuminazione urbana, per i lavori interessanti l’asse centrale del paese, per la costruzione del collegamento tra la rotonda del cimitero e via Padova, per la cura degli alberi in Piazza della Chiesa e per il progetto per la connessione a banda larga.
Melis, Consigliere di minoranza, ha espresso alcuni dubbi sul buon risultato di alcuni lavori finanziati dall’attuale amministrazione. In particolare il riferimento è ai nuovi spogliatoi del campo sportivo, nati con alcuni problemi tecnici riguardanti i sanitari, la pavimentazione e l’arredo; Melis ha inoltre chiesto se l’amministrazione avesse verificato la buona riuscita di tali lavori.
Il Sindaco Bianchi ha risposto che gli spogliatoi sono stati costruiti e progettati in collaborazione con la U.C. Solbiatese, secondo le esigenze di quest’ultima; ha poi sostenuto che a lui non è giunta alcuna lamentela. Melis ha quindi riaffermato la necessità che l’amministrazione verifichi la buona riuscita delle opere pubbliche.
Come previsto dall’o.d.g., si è passati alla discussione sull’alienazione di due unità immobiliari comunali. L’inquilino di una di queste ha richiesto l’acquisto dell’immobile, possibilità già prevista ai tempi dell’accordo: la domanda è stata accettata ed il prezzo stabilito sulla base del valore di mercato. Per quanto riguarda il secondo appartamento in questione, il Consiglio comunale ha discusso efficacemente e, con la partecipazione attiva della minoranza (in particolare del Consigliere Luigi Colombo), è giunto ad alcune condizioni: la previsione della precedenza in base all’indicatore economico ISEE, una percentuale massima di sconto pari al 20% della base d’asta (fissata a 61.000 euro) e 5 anni di vincolo contrattuale.
Il quarto punto all’o.d.g. prevedeva il cambio di destinazione d’uso dell’ECOS S.r.l. (edificio dell’ex Mini-Iper). L’Assessore Fabio Bianchi ha esposto la questione: l’operatore ha avanzato una proposta in cui richiede la conversione di parte dell’area (150 mq), al momento interamente destinata all’attività produttiva, ad un’attività commerciale con licenza di vicinato. Data la destinazione che si intende attribuire all’area (autoconcessionario) verrà applicato secondo legge un coefficiente pari a 8 alla superficie dell’area, che passerà da 150 a 1200 mq. Lo spazio restante verrà adibito ad officina. A carico dell’operatore vi sarà la costruzione dell’intera rete fognaria.
Il Consigliere di minoranza Luigi Colombo è intervenuto avanzando dei dubbi sulla formulazione della proposta: in primo luogo, secondo il progetto presentato, una zona attualmente destinata al parcheggio delle auto risulta essere boschiva, e perciò questa situazione andrebbe santa. In secondo luogo si tratta di un intervento mirato, non rientrante nelle linee del Piano di Governo del Territorio. Per concludere Colombo ha evidenziato come in sostanza il Consiglio comunale, in quell’occasione stesse approvando il progetto.
Il Sindaco Giuseppe Bianchi e l’Assessore Fabio Bianchi hanno ribattuto che non si tratta dell’approvazione del progetto, ma della modifica della destinazione d’uso dell’area, cosa che già in passato aveva permesso l’insediamento del Mini Iper. L’autorizzazione alla modifica viene rilasciata sulla base di un progetto presentato dall’operatore.
Come ultimo punto di discussione sono state trattate due interpellanze presentate dal gruppo Uniti & Insieme per Solbiate.
La prima di questa aveva in oggetto la Piscina comunale. Il Sindaco ha descritto la situazione: a luglio è stata firmata con la società responsabile della Piscina una convenzione (già discussa nei luoghi appropriati) con la quale si estendeva l’area di responsabilità ai campi da tennis. In seguito la suddetta società ha presentato alcuni progetti per la zona: in data 25 novembre i tecnici comunali hanno richiesto delle integrazioni al progetto, per cui al momento ci si trova in una fase di attesa.
La seconda interpellanza riguardava la costruzione dei campi da calcetto e la manutenzione del campo in calcare: ha relazionato l’Assessore Paganini. Per quanto concerne i primi, nel 2005, su spinta di un operatore è stato indetto un bando per il diritto sulla superficie; poiché, al momento della gara, tale operatore non si è presentato (e non si sono presentati altri interessati) tuttora si è in una fase di stallo. Per quanto riguarda il campo in calcare, i preventivi raccolti dall’U.C. Solbiatese e sottoposti all’amministrazione comunale, alla resa dei fatti, si sono rivelati inadeguati: sarà necessaria un’ulteriore quantità di polvere rossa (polvere di cuasso). La seconda dose è stata prevista nell’intervento di bilancio descritto all’inizio del Consiglio.Il Consigliere Melis ha sottolineato come il controllo a posteriori abbia messo in evidenza la non buona riuscita dei lavori e il conseguente provvedimento.