mercoledì 4 maggio 2011

25 aprile e (strani) dintorni

Volevo esprimere la mia perplessità sulle manifestazioni relative alla ricorrenza del 25 aprile, il cui programma è stato sicuramente ricco. La perplessità riguarda più il metodo dei contenuti: per noi che crediamo nella necessità storica di vivere in un paese libero e democratico, il 25 aprile rappresenta una festa nazionale, il primo giorno di sole, da celebrare come se fosse l’arrivo della primavera, o meglio, la nascita di una nuova epoca. Invece abbiamo nuovamente assistito a commemorazioni di defunti, compresi quelli della prima guerra mondiale e davvero è una scelta inspiegabile (è stato suonato l’inno del Piave, ditemi voi cosa c’entra), poi a corone di fiori, a messe per i morti di tutte le guerre, a mostre sulle assurdità della guerra e cose del genere. Insomma, l’elogio della tristezza, condita, anzi diluita in una commemorazione generalista che ha detto poco o niente di quella che insisto a definire come la primavera del popolo e della nazione italiana. Nessuna festa quindi, per l’ennesima volta, anche se l’ANPI ci aveva pure provato a renderla tale, chiamando una band molto conosciuta proprio per la sua verve festosa, la The Famousa Balcon Band, che ha accompagnato la presentazione del libro di Angelo Chiesa. Il suo ruolo però è stato marginalizzato da un dibattito (e poi ne parliamo) che la nostra amministrazione ha voluto inserire a tutti i costi, retrocedendo Angelo Chiesa dal ruolo di ospite d’onore a quello di ospite semplice. La band non è stata nemmeno citata nel programma, dove si parlava invece, con poca generosità, di intermezzo musicale. Una ulteriore occasione persa perche la Balcon è molto famosa in zona e la sua presenza avrebbe richiamato in Auditorium molta più gente di quella che invece era presente.

Ultima considerazione, però la più importante. La commemorazione ufficiale, quella patrocinata dall’amministrazione, è stata spostata al 1° maggio perché il calendario ha messo paura. Il 25 aprile, giorno di Pasquetta, c’è stata una commemorazione (quella vera, aggiungo io) che giocoforza è rimasta “confinata” ai membri dell’ANPI, perché il comune non ha ritenuto di doverla pubblicizzare.

Ma veniamo alla parte divertente. Abbiamo scoperto con grande sorpresa, nel giorno della presentazione del libro di Chiesa, che la Liberazione dell’Italia è avvenuta per merito dell’esercito italiano, che all’indomani dell’armistizio si è schierato con la popolazione e ha combattuto i tedeschi. Abbiamo di fronte due possibilità, metterci a ridere oppure buttare nel cesso i milioni di libri di storia che la raccontano diversamente. I milioni di libri di storia, basati sui documenti e sulle testimonianze di gente che in parte è ancora viva (vorrei chiedere ai revisionisti di aspettare almeno che siano morti tutti, giusto per rispetto nei loro confronti), dicono che l’esercito italiano all’indomani dell’8 settembre si è letteralmente dissolto, sparendo dalla faccia della Terra. Il 12 settembre del ’43 il Corriere della Sera titola in prima pagina: “Le forze armate italiane non esistono più”, dichiarazione del comando militare tedesco, che ci aveva messo tre giorni a far evaporare i militari che non erano scappati e a occupare l’Italia. Grandiosa prova di coraggio ed efficienza, non c’è che dire. È vero che molti militari hanno scelto la Resistenza, ma sono state scelte individuali o di singole unità, non certo di tutto l’esercito. Se è per quello poi sono state molte anche le scelte individuali di alleanza coi tedeschi e con la repubblica fascista. Se vogliamo fare a gara con gli esempi sono pronto. In realtà la vera resistenza dell’esercito italiano non è stata quella combattuta con le armi, ma il rifiuto degli internati militari ad aderire alla Repubblica sociale, anche se per molti (compresi alcuni solbiatesi) il rifiuto è stato dettato dalla paura di tornare in guerra, non dal rifiuto del fascismo. Infine è vero, come è stato detto, che il generale Cadorna era a capo del CLN, ma la sua era una carica onoraria, frutto del compromesso con gli Alleati che volevano nella direzione del CLN, in mezzo a quei sovversivi dei partigiani, un personaggio rassicurante. Di fatto quindi fu messo lì dagli angloamericani e non dall’esercito italiano (l’ho già detto che non esisteva più?). “Il mio è un potere poco più che formale”, ammette Cadorna nel suo diario, i veri capi erano Longo e Parri.

In conclusione, se la prossima volta si vogliono fare dei nuovi show revisionisti, perlomeno che si dia la possibilità al pubblico di controbattere, altrimenti è troppo facile.

Ivan Vaghi


lunedì 2 maggio 2011

Live Report: Consiglio comunale del 30 aprile 2011

Il primo Consiglio comunale del 2011 ha avuto come punto principale di discussione le vicende che hanno visto protagonista l'assistente sociale, nei mesi scorsi. Tra i punti all'ordine del giorno figurava, infatti, la richiesta, avanzata dalle minoranze, di convocazione di un Consiglio straordinario al riguardo. Il sindaco Melis – che poi ha cercato di chiarire la vicenda - si è detto sorpreso dalla richiesta, dato che i reati ipotizzati si sono concretizzati quando alcuni firmatari erano amministratori. Durante l'intervento del Sindaco sono stati distribuiti al pubblico alcuni documenti (articoli di giornale, delibere di Giunta, un verbale del nucleo di valutazione). Non viene invece distribuito – limiti dettati dalla privacy – un documento del 22 ottobre 2008 contenente un richiamo scritto; un altro documento contiene un richiamo per un comportamento negativo “rispetto alla fiducia accordata.”. Entrambi portano la firma della precedente amministrazione. Melis ha inoltre motivato la mancata rimozione, al momento della denuncia, perché “è il magistrato che deve muoversi secondo i dettami della legge”. Con il quinto documento distribuito, Melis ha affermato che l'assistente sociale “poteva fare tutto quello che voleva”.

La discussione si è subito accesa: “la nostra era una richiesta [quella per il Consiglio comunale straordinario] per avere notizie, non per ricevere insulti” - ha subito risposto Giuseppe Bianchi. “I provvedimenti disciplinari citati riguardavano problemi sull'orario lavorativo, di tutt'altra natura, che non toccano in alcun modo le recenti vicende”. E inoltre, “nessun utente, prima, è mai venuto a lamentarsi. Ciò che volevamo sapere è da che cosa è scaturito questo controllo, quale atto è stato compiuto dall'interessata, e in secondo luogo sapere cosa effettivamente è stato fatto”.

Antonello Colombo – anche Progetto Solbiate è firmatario della richiesta – ha richiamato i decreti Bassanini, che incaricavano i responsabili di servizio della gestione del denaro. “Allo stesso modo è stata data responsabilità all'assistente sociale, non è stata una scelta mia, ma una imposizione di legge”. Colombo si è poi soffermato su due punti critici – e che alla fine risulteranno non chiariti – della vicenda: “il reato ipotizzato si è svolto nell'ambito delle funzioni amministrative o nell'ambito privato? In base a questo possiamo discuterne o no. E qual è stato quella segnalazione che ha fatto si che il Sindaco decidesse di denunciare questa persona”. Melis ha risposto che “il reato ipotizzato è amministrativo, perché riguarda i contributi ai nostri assistiti”. Le accuse sarebbero di concussione, circonvenzione d'incapace e frode. “Noi abbiamo segnalato alcune situazioni sulla base anche di segnalazioni dei cittadini”. Melis sostiene di non poter dare altre informazioni riguardo agli altri fattori che hanno portato alla denuncia da parte dell'amministrazione, perché il suo unico dovere era quello di segnalare alle autorità competenti l'anomalia. In definitiva, non abbiamo capito se i reati ipotizzati siano stati compiuti durante lo svolgimento delle funzioni dell'assistente sociale, o al di fuori delle mura comunali. Così come non è chiaro quali siano gli altri elementi – oltre alle segnalazioni dei cittadini – che hanno causato la denuncia.

La mozione presentata da Per Solbiate, “a difesa della nostra identità”, ha spiegato Bianchi “ha lo scopo di ufficializzare iniziative in questa direzione: altre iniziative di questo genere sono sempre state fatte, senza spese. […] Al di là della cartellonistica – la mozione impegna l'amministrazione a installare i cartelli in dialetto all'ingresso di Solbiate -, quello che volevo sottolineare sono il primo e terzo punto”, e cioè la valorizzazione delle iniziative a tutela delle nostre radici e la possibilità di “istituzionalizzare” i corsi di dialetto, con insegnanti “lombardi” (si legge così, nella mozione). Melis ha risposto richiamando l'“inopportunità sentimentale e storica della richiesta, dato l'anniversario dell'Unità, considerando inoltre che non ci sono minoranze linguistiche in Lombardia”. Il discorso si è fatto, in seguito, economico: “se siamo costretti a centellinare le risorse, come possiamo permetterci i cartelli in dialetto o le insegnanti di dialetto? Se dovessero avanzare dei soldi li destinerei ai Servizi sociali”. Antonello Colombo ha dichiarato di condividere “l'idea di salvaguardia della tradizione, ovviamente senza spese. Se c'è la volontà di modificare la mozione – eliminando i cartelli – penso possa essere votata”. Bianchi si è quindi assunto la responsabilità di convocare i capigruppo per modificare la mozione in questo senso.

In questo momento Antonello Colombo ha interrotto la discussione, chiedendo di verbalizzare “un fatto molto grave”: la verifica della possibilità di distribuire il verbale del nucleo di valutazione – avvenuta durante la discussione del precedente punto -, soprattutto per quanto concerne il rispetto della normativa sulla privacy. Si scopre così che i documenti sono stati distribuiti solamente al pubblico, non ai Consiglieri comunali.

Si è quindi passati all'interrogazione di Progetto Solbiate riguardante lo stato di avanzamento dei progetti delle turbine sul fiume Olona e degli impianti fotovoltaici sui tetti delle scuole. In passato, infatti, sono apparsi diversi articoli sulla stampa locale (noi ne avevamo scritto qui). Al riguardo il sindaco ha dichiarato che il “vicesindaco Macchi - protagonista di alcune di queste dichiarazioni - gode della nostra piena fiducia, ma ai tempi delle dichiarazioni la situazione era esattamente quella dichiarata alla stampa: era in corso una trattativa con i proprietari. Successivamente, la proprietaria ha cambiato idea, preparando un contratto di locazione non accettabile. Si sarebbero spesi 400mila euro, poi avremmo dovuto sistemare le turbine (investimento da 1.300.000 euro), e dopo 9 anni i proprietari sarebbero divenuti proprietari di tutto l'impianto. La proprietà non ha accettato le nostre modifiche e in questi termini la cosa non poteva andare avanti”.

Invece, “per quanto riguarda il fotovoltaico, le risorse del bando pubblicato erano già esaurite. I bandi che dovevamo fare non erano finanziabili dalle casse del Comune”. Il sindaco ha rinnovato l'impegno dell'amministrazione su questa strada. Il consigliere Antonello Colombo ha quindi mostrato un verbale di un passato Consiglio comunale durante il quale l'assessore al Bilancio, Walter Gadda, dichiarava la disponibilità di 230mila euro per finanziare pannelli solari sui tetti delle scuole.

L'ultimo punto all'ordine del giorno ha visto l'approvazione (con voto contrario delle minoranze) del rendiconto delle gestione finanziaria 2010. L'assessore Gadda, dopo aver aperto il suo discorso sottolineando “il clima acido della discussione”, ha dichiarato che “il patto di stabilità è stato rispettato. Il patrimonio del Comune è rimasto invariato intorno ai 15-16 milioni. Le disponibilità liquide (non utilizzabili per via del Patto di stabilità) ammontano a 2,5 milioni (in parte sono depositati presso la Banca d'Italia – che non garantisce rendimento - e in parte presso la Tesoreria). Non ci sono debiti fuori bilancio né pagamenti in sospeso. Storicamente, l'indebitamento del Comune non è mai stato molto alto ed è stato ulteriormente abbattuto (2008, 4,75 milioni; 2009, 4,1 milioni; 2010, 3,6 milioni, andandosi a collocare al di sotto del 100% delle entrate del Comune – risultato raggiunto grazie alle estinzioni anticipate di alcuni mutui). Lo Stato ha ridotto i trasferimenti di 120mila euro, per il 2011, e l'asticella per il rispetto del Patto di stabilità si è alzata di 50mila euro. Per garantirne il rispetto, quest'anno, 200mila euro sono arrivati dalla Solbiate Olona Servizi e 150mila sono stati anticipati da Pedemontana”. Viene proprio da chiedersi, dati anche i tagli all'istruzione che molto hanno fatto discutere, come si farà nei prossimi anni. Antonello Colombo ha ammesso che “sì, sono anni difficili”, ma allo stesso tempo “fare solo ordinaria amministrazione...”. “Se ci fosse un'emergenza particolare prenderei in considerazione la possibilità di non rispettare il patto (dato che le sanzioni non vengono comminate e che col federalismo fiscale si costituirà un fondo perequativo basato sulla spesa storica)”.

p.s. il contatore a destra si è fermato a 150 giorni. Ne avviamo un altro?

venerdì 29 aprile 2011

Cifra tonda

Il contatore qui alla nostra destra lo stopperemo a 150 - che sembra quasi una trovata per proseguire con i festeggiamenti. Sabato mattina, alle 10.30, è convocato il Consiglio comunale, con il seguente ordine del giorno:

1. LETTURA E APPROVAZIONE VERBALI SEDUTA PRECEDENTE;

2. RICHIESTA CONVOCAZIONE STRAORDINARIA DEL CONSIGLIO COMUNALE DA PARTE DEI GRUPPI DI MINORANZA;

3. MOZIONE DEL GRUPPO “PER SOLBIATE”: DIFESA DELLE NOSTRE IDENTITA’;

4. INTERROGAZIONE DEL GRUPPO “PROGETTO SOLBIATE” SU TURBINE E CENTRALE ELETTRICA SUL FIUME OLONA;

5. INTERROGAZIONE DEL GRUPPO “PROGETTO SOLBIATE” SU IMPIANTI FOTOVOLTAICI;

6. APPROVAZIONE RENDICONTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA 2010.

Praticamente, un Consiglio comunale voluto dalle minoranze, con un interessante terzo punto.

Nel frattempo, vi segnaliamo un articolo (cliccate qui) pubblicato su Valleolona.com, che denuncia l'inadeguatezza delle strade di Solbiate per pedoni e ciclisti.

giovedì 21 aprile 2011

66° anniversario della Liberazione

Pubblichiamo il calendario delle manifestazioni:
  • Lunedì 25 aprile, ore 10.30, cerimonia commemorativa presso il Monumento alla Resistenza in via XXV aprile.
  • Giovedì 28 aprile, ore 20.45, proiezione del film "L'uomo che verrà", presso il Centro Socio Culturale (a cura di Matteo Contin).
  • Venerdì 29 aprile:
Ore 18.00, inaugurazione della mostra "L'assurdità della Guerra Fascista in 40 tavole",presso la Chiesa del Sacro Cuore. A seguire rinfresco. (La mostra sarà inoltre aperta al pubblico sabato 30 e domenica 1° maggio, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19).

Ore 20.30, presentazione del libro "Racconti di vita e di lotta" di Angelo Chiesa eintervento musicale della Balcon Band, presso il Centro Socio Culturale.
  • Domenica 1° maggio, manifestazione istituzionale del 25 aprile:
Ore 9.15, ritrovo presso il Palazzo Comunale;
Ore 9.30, deposizione omaggio floreale al Monumento ai Caduti accompagnato dall'Inno del Piave;
Ore 9.45, trasferimento al Monumento alla Resistenza di via XXV aprile, alzabandiera con le note dell'Inno di Mameli, deposizione della Corona di alloro, testimonianza della senatrice Ivonne Trebbi;
Ore 10.45, trasferimento alla Chiesa parrocchiale per la Santa Messa a suffragio di tutti i caduti;
Ore 12.00, termine della manifestazione.

lunedì 18 aprile 2011

E adesso potateci tutti

Un paio di anni fa, appena prima delle elezioni amministrative, si parlò moltissimo della decisione presa dall’allora amministrazione di tagliare alcuni alberi davanti alla scuola elementare per costruire dei parcheggi. Ci furono assemblee pubbliche indignate, raccolta di firme, accuse di attilizzazione di Solbiate e cose del genere. Soprattutto da parte della lista che poi ha vinto le elezioni. Grazie a questo? Forse anche, visto che lo scarto è stato minimo. Intendiamoci, nessuna accusa di sfruttamento della questione per fini elettorali (in realtà è così, ma non lo possiamo dire ad alta voce perché di questi tempi le carte bollate svolazzano), e poi la causa era giusta, su questo non ci piove. E allora dove sta la notizia?

La notizia si è spostata di qualche metro, e adesso si trova all’interno del cortile dell’ex oratorio femminile, ora trasformato in parcheggio per i fedeli pigri. C’erano dentro degli alberi (alcuni molto vecchi, ho contato gli anelli di crescita come recita il Manuale delle giovani marmotte), miseramente abbattuti per fare spazio a due o tre macchine in più. Artefici della trovata gli attuali amministratori, che evidentemente si sono già dimenticati dell’indignazione di due anni fa, perché si sa, gli alberi sono tutti uguali ma alcuni sono più uguali degli altri (la citazione è colta, c’è anche una punta di autocritica storica di natura orwelliana ma lasciamo perdere).

Inutile cercare una qualche coerenza perché non c’è, verranno sollevati i soliti distinguo oppure la presente critica verrà tranquillamente ignorata, perché tanto l’interesse sulle cose pubbliche è inversamente proporzionale alla distanza dalle prossime elezioni. E non sto parlando degli amministratori ma degli amministrati. Senza contare che siamo in zona quasi extraterritoriale perché tutto ha a che fare (o ha avuto a che fare) con le autorità ecclesiastiche di varia natura gode di privilegi altrove negati. Per cui possiamo dire solo questo: fatevi due passi in più per andare a messa, così magari lasciate il posto a chi ha veramente difficoltà di movimento. Si può fare tranquillamente e può evitare ulteriori abbattimenti inusitati e inutili. La qualità della vita dipende anche da questo, dai comportamenti individuali, che determinano indicazioni operative per amministratori dalla memoria corta.

mercoledì 13 aprile 2011

Ognuno è terrone di qualcun altro*

di Ivan Vaghi

Abbiamo appena assistito alla mirabolante vittoria della Lega Ticinese appena al di là del confine svizzero, con il loro bislacco leader Bignasca che ne ha commentato l’esito ribadendo lo slogan della loro campagna elettorale: “adesso facciamo i conti con i frontalieri italiani”. Si tratta di uno degli slogan abusati anche dai leghisti nostrani, che accusano gli “altri” di venire qui a rubare il lavoro accettando condizioni che mettono in difficoltà i lavoratori autoctoni. Qualcuno oltre confine si è spinto oltre, definendo “ratti” i frontalieri italiani. L’offensiva anti italiana ha fatto volare la Lega Ticinese dal 16 al 22% (oltre il 30% a Lugano) facendola diventare il primo partito in Ticino.

Ma di chi stiamo parlando, chi sono i ratti in questione? Sono quasi tutti cittadini varesini e comaschi che vanno a lavorare, onestamente, dove c’è lavoro o dove hanno trovato qualcuno che glielo ha offerto. Moltissimi di loro sono elettori della Lega (la nostra) ma questo non basta a non farli considerare “terroni” di rango umano inferiore (ratti lo hanno detto loro, specifichiamo prima che qualcuno ci chieda di smentire). Speriamo che nessuno perda il lavoro ma speriamo anche che riescano a capire qualcosa (quelli tra di loro che votano Lega Nord).

Contemporaneamente abbiamo sentito, in altri lidi, il nostro ministro (leghista) Maroni accusare l’Europa di non essere abbastanza solidale e di non aiutare l’Italia a gestire il problema dei migranti nord africani. Mi dispiace ministro, per quanto siamo d’accordo sul fatto che l’emigrazione debba essere considerato un problema europeo e non solo italiano, lei ha avuto la sventura di nascere nel sud Europa, e per i nord europei lei sarà sempre e comunque un terrone che va a chiedere aiuto a chi è più ricco per togliere le risorse che invece spettano di diritto agli indigeni. Chi la fa l’aspetti.

Intendiamoci, il problema è molto più complesso di così e Maroni sta probabilmente facendo tutto quello che può (a proposito, avete notato l’assenza di Frattini? In teoria è lui il ministro degli esteri, ma forse è impegnato a capire chi è il proprietario di un qualche appartamento a Montecarlo invece di occuparsi delle cose serie), però fa piacere vedere la Lega in crisi di identità (mica deve essere esclusiva del PD..)


*D’accordo, forse gli eschimesi sono esenti, ma anche la loro necessità di intrattenere relazioni internazionali è trascurabile.

martedì 5 aprile 2011

Rettifica della rettifica su Promos

Abbiamo ricevuto una seconda comunicazione (la prima puntata è qui) dall'avvocato Valeria Cattoretti, rappresentante di Promos S.c.a.r.l., che ci chiede di “esprimere chiaramente ed inequivocabilmente la assoluta estraneità di Promos da qualsiasi trattativa illecita con chicchessia” e ci diffida, per il futuro.

Ci sarebbero delle “frasi incriminate”, e da noi non ritrattate. Nello specifico:

  • i locali sono rimasti chiusi fino a quando, la mattina del 16 marzo, è arrivata, provvidenziale, una richiesta di uso gratuito di locali comunali da parte di Promos […] Come ci dice il blog della lista PD per Solbiate non si tratta di gente sconosciuta, ma non è importante. Quello che è importante è la fantasmagorica rapidità con cui il Sindaco ha sottoposto alla Giunta il quesito, in modo che la sera stessa del 16 marzo venisse emanata la delibera che approvava la richiesta e concedeva in uso gratuito i locali del CAG per poter tenere questi corsi. [...] Due possibilità, o il gruppo amministrativo non ne sapeva niente, e comunque non ha avuto la possibilità di discuterne, oppure la discussione è avvenuta in precedenza, prima cioè della richiesta di utilizzo dei locali. Il che apre scenari inquietanti perché la scadenza per la presentazione delle domande a Castellanza era di pochi giorni prima (2 marzo) e quindi Promos non poteva sapere, fino all’ultimo, che avrebbe vinto la gara. Ma non vogliamo fare per forza i maligni […] (a proposito della riapertura del CAG n.d.r) quindi ci sarà un bando per l’appalto che sarà vinto, accetto scommesse, da Promos. Ognuno tragga le sue conclusioni, noi ci auguriamo solo una cosa, […] che il parametro fondamentale che verrà preso in considerazione sarà la proposta e la capacità educativa di Promos, che non vuol dire mettere le tendine alle finestre, ma elaborare un progetto su misura delle esigenze, fossero anche esigenze di conflitto […] Comunque non vi preoccupate, prima o poi di Promos riusciremo a sapere tutto….

Cosa dobbiamo ritrattare? Nell'ordine:

  1. “non si tratta di gente sconosciuta”? Non l'abbiamo scritto noi, né il blog della lista PD per Solbiate, che poi è questo blog (forse), ma il blog della lista Per Solbiate, che è cosa diversa. (Era anche linkato);
  2. “la fantasmagorica rapidità con cui il Sindaco ha sottoposto alla Giunta il quesito”? Non ce lo siamo inventati: la richiesta è arrivata il 16 marzo e il 16 marzo è stata approvata (qui). Ma la velocità è un concetto relativo: per noi era veloce, ma evidentemente non lo era.
  3. Le “due possibilità”, cioé che il gruppo amministrativo (inteso come Consiglieri di maggioranza) poteva non saperne niente o che la discussione sia avvenuta prima del 16 marzo? Ritrattiamo: di sicuro nella giornata del 16 marzo il gruppo amministrativo al completo ha valutato attentamente la proposta di Promos. Ecco perché non si aprono scenari inquietanti. Abbiamo sbagliato, abbiamo sottovalutato l'efficienza del gruppo amministrativo. Di conseguenza ritrattiamo tutto quello che abbiamo scritto sugli scenari inquietanti: nessuno scenario inquietante, il 16 marzo si è solo lavorato sodo.
  4. “Ci auguriamo che il parametro fondamentale che verrà preso in considerazione sarà la proposta e la capacità educativa di Promos, che non vuol dire mettere le tendine alle finestre, ma elaborare un progetto su misura delle esigenze, fossero anche esigenze di conflitto”? Siamo sicuri che Promos abbia tutte le capacità educative necessarie. Non siamo riusciti a trovarle perché non siamo stati bravi nella ricerca. Anzi, se Promos potesse inviarci (anche a mezzo email) un documento che dimostri la Sua pregressa esperienza nell'offrire servizi paragonabili al C.A.G. saremmo estremamente lieti di pubblicarlo.

Altre frasi “incriminate” e non ritrattate:

  • Sul sito del comune è apparsa una comunicazione che esordisce così: “Una Società accreditata dalla Regione Lombardia per i servizi formativi e al lavoro ha richiesto di poter affittare i locali al primo piano dell'immobile comunale in Piazza Gabardi per n. 6 (sei) anni per effettuare dei corsi formazione”. La società si chiama Promos e già non si capisce perché non venga nominata. […] (a proposito della conduzione in locazione e gestione del servizio CAG n.d.r.) Tradotto vuol dire che la Promos pagherà il canone di affitto con il servizio CAG (e ci guadagnerà anche qualcosina). Ci sono due cose davvero strane. La prima è che viene fornito un servizio pubblico ad una società senza che ci sia stato un appalto, come invece dovrebbe essere […] In questo caso invece, ed è la seconda cosa strana, si affida il CAG ad una società senza che venga valutato un suo specifico requisito tecnico professionale.

Cosa dobbiamo ritrattare? Nell'ordine:

  1. Che nella comunicazione sul sito del Comune non appariva il nome della società e non si capisce perché? Rettifichiamo in “La società si chiama Promos e non viene nominata”.
  2. Che non c'è stato un appalto “come dovrebbe essere”? Ecco, nell'omissis manca “o come sarebbe utile ci fosse (metto i condizionali perché tireranno fuori cavilli di ogni genere)”. O il passaggio “senza che venga valutato un suo specifico requisito tecnico professionale”? Rettifichiamo tutto: il 16 marzo 2010 sono state fatte tutte le valutazioni del caso. La procedura amministrativa seguita è corretta.
Tra l'altro, su tale questione avevamo già rettificato, pubblicando la versione del Sindaco Melis in data 12 gennaio 2011 (il post incriminato è dell'8 gennaio 2011), in cui si legge: "Non è necessaria una gara di appalto, purché vengano fornite le garanzie adeguate (accreditamento in Regione)", "Gli educatori impegnati nel CAG sono professionisti con esperienza specifica nel settore, e comunque il loro operato verrà valutato dalla nostra assistente sociale e dall’assessorato ai servizi sociali" e "Non è stata un’operazione al ribasso, la Promos è stata la cooperativa che ha fornito le migliori garanzie in base alle esigenze reciproche, non quella che ha chiesto di meno". Ci rettifichiamo da soli, deformazione da nativi della rete.

Altre frasi (contenute nel post di rettifica) “incriminate” e non ritrattate, le ultime:

  • Che la notifica dell’avvenuta assegnazione a Promos del bando di appalto sia avvenuta pochi giorni prima il 16 marzo è evidente (lo stesso avvocato indica la data del 9 marzo), e quindi, fino a pochi giorni prima del 16, Promos non poteva sapere di aver bisogno dei locali a Solbiate [...] Forse la frase incriminata è:“il che apre scenari inquietanti”. Ammettiamo che sia una frase poco felice, ma non era riferita ai rapporti tra Promos e il comune di Castellanza, ma eventualmente a quelli tra Promos e il comune di Solbiate. […] d’altronde è fuori discussione che la richiesta di Promos sia arrivata alla mattina e sia stata approvata la sera del giorno stesso.

Cosa dobbiamo ritrattare? Nell'ordine:

1. Gli “scenari inquietanti”? L'avevamo già scritto, ed era nell'omissis: “In ogni caso non è una frase che implica necessariamente trattative truffaldine, e comunque non era certo nelle nostre intenzioni farlo credere”. Il 16 marzo sono state fatte sicuramente tutte le valutazioni necessarie, lo ripetiamo ancora.

2. Ritrattiamo le date? Sette giorni, tra 9 e 16 marzo, sono sufficienti per individuare dei locali pubblici e presentare domanda per il loro utilizzo. Ritrattiamo “è fuori discussione che la richiesta di Promos sia arrivata alla mattina e sia stata approvata la sera del giorno stesso”? Va bene, spiegateci come, perché la Deliberazione della Giunta comunale (che trovate qui) dice proprio così. Detto ciò, escludiamo qualsiasi trattativa illecita.

In conclusione, esprimiamo chiaramente e inequivocabilmente la assoluta estraneità di Promos da qualsiasi trattativa illecita con chicchessia.

(Per completezza pubblichiamo anche la lettera dell'avvocato Cattoretti, qui).

A disposizione,

S.C.

Ivan Vaghi